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Blog sospeso

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Buon viaggio
Che sia un'andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo L'incanto sarà godersi un po’ la strada
Amore mio comunque vada
Fai le valigie e chiudi le luci di casa Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Che non c’è niente di più vero di un miraggio
E per quanta strada ancora c'è da fare
Amerai il finale Share the love
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Share the love Chi ha detto che tutto quello che cerchiamo
Non è sul palmo di una mano
E che le stelle puoi guardarle solo da lontano Ti aspetto
Dove la mia città scompare
E l’orizzonte è verticale
Ma nelle foto hai gli occhi rossi e vieni male Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Che sei ci pensi siamo solo di passaggio
E per quanta strada ancora c'è da fare
Amerai il finale Share the love
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Share the love Share the love
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Fila la lana

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“Fila la lana”, nato come singolo e poi inserito in “Tutto Fabrizio De Andrè” si tratta di un brano tradotto da una ballata francese che a lungo si credette fosse del XV secolo, creando un vero e proprio caso di falso storico, ma che in realtà è stata scritta nel 1949 da Robert Marcy e cantata da Jacques Douai.

De Andrè ovviamente lo migliora, sia a livello di rima che di andamento musicale (da notarsi, a confronto con il brano originale, la presenza del lugubre La minore nella prima strofa che era assente) creando un’assonanza fra la guerra, il dolore, l’attesa e la morte. Protagonisti della canzone sono il signore di Vly e sua moglie, durante la terribile guerra per la successione bretone avvenuta a Valois avvenuta nel Trecento.
Il signor di Vly muore e sua moglie, divenuta una triste Penelope, trascorrerà il resto dei suoi giorni a filare una tela infinita nella vana speranza di vedere il suo amore tornare come invece hanno già fatto tutti gli altri guerrieri mentre il tempo (meta…

Il pensiero della domenica

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Si può passar sopra a un morso di lupo, ma non a un morso di pecora. James Joyce