La lunga estate calda


Caldo caldo caldo e ancora caldo, il ventilatore non soddisfa la mia sempre più crescente voglia di freddo.
In questa lenta e tediosa estate il mondo intero sembra impazzito, il telegiornale ci mostra ogni giorno un terrificante bollettino di guerra e a fatica si riesce a tenere sotto controllo la rabbia.
Veniamo risucchiati in questi vortici di odio profondo, incapaci di opporci e reagire… e intanto il caldo ci liquefa, ci obnubila la mente rendendoci incapaci di pensare.
Vorrei solo posare gli occhi su un mondo davvero libero da tutta la bruttura che lo sta soffocando, vorrei non aver paura di chi per cultura, credo, colore della pelle è diverso da me, dal mio modo di pensare e concepire la vita, vorrei fermarmi e urlare “adesso basta”, vorrei…
Ma siamo già oltre la linea del non ritorno!

“Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, la pietra che ha cambiato posto.”
Josè  Saramago



Commenti

Vincenzo Iacoponi ha detto…
Bello il Saramago che citi tu, come quasi tutte le sue pagine.
Noi continuiamo a guardare per terra meravigliandoci di chi è nato cieco ma che almeno immagina quello che noi vedenti purtroppo sappiamo come stanno le cose e per vedere come lui dovremmo mistificarle ed ingannare noi stessi.
Ofelia Deville ha detto…
Non c'è peggior cieco di chi nega l'evidenza.

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