Se non abbiamo orgoglio mostriamo almeno la rabbia



Stamattina incontro la mia vicina di casa, donna di millesecentosettandue anni che cerco di evitare come l’afa di luglio soprannominata “il gazzettino di Dio” perché ne ha sempre una per tutti.
Molto pia, morigeratrice di costumi, non avendo di meglio da fare va in chiesa quattro volte al giorno e il suo hobby è quello di rompermi le uova.
Così mentre uscivo per andare a fare la spesa me la trovo fuori dalla porta (probabilmente deve avere dormito sullo zerbino): hai sentito il telegiornale stamattina? In Germania c’è stato un altro attentato.

Certo che ho sentito la notizia e ne sono profondamente dispiaciuta così come è stato per Madrid, Monaco, Nizza, Bruxelles, Tolosa, Londra, Parigi... dodici lunghi anni di attentati avvenuti nella sola Europa e ancora questa follia terroristica e omicida fatta in nome di Allah non si riesce a fermare.

Mi ha subito bloccato puntandomi un dito contro.
E no, non puoi essere dispiaciuta per la Germania, non dopo quello che hanno fatto durante l’ultima guerra.

Al che l’ho fermata subito.
Cara la mia signora dalla verità in tasca, le ho detto, ormai la guerra è finita da decenni e chi doveva pagare ha pagato.
Non possiamo condannare un intero popolo per gli errori del passato, altrimenti nessun paese del mondo avrebbe ragione di esistere e vivere in pace.

Appunto la pace.
È un processo difficile da mantenere: richiede impegno, partecipazione, unione.
Ma cosa stanno facendo adesso i paesi UE per fermare queste stragi?
L’Europa ha aperto le porte a troppi immigrati senza mai fare rigorosi controlli e i risultati si vedono.
Attentati, omicidi, stragi...
Mi chiedo: ma questi immigrati che arrivano a ondate sono davvero tutti bisognosi, tutti brava gente e tutti perseguitati politici?
No, non lo sono e molti di essi hanno una sola idea in testa: muovere guerra a tutto ciò che non è islamico ed eliminarlo.
Saranno anche indottrinati (è una favola cui non crede più nessuno) ma la decisione di uccidere è tutta loro.

È ora di cambiare registro: l’UE deve adottare misure drastiche e serie.
Basta restare a guardare senza intervenire.
Occorrono controlli severi, occorre rimandare a casa chi non ha davvero bisogno di aiuto, occorre tirare fuori le armi se serve.
Altrimenti questa nostra povera Europa si estinguerà sotto il dominio islamico.
Ricordate cosa scrisse Oriana Fallaci dopo la strage dell’11 settembre nel suo libro “La rabbia e l’orgoglio”: che senso ha rispettare chi non rispetta noi? Che senso ha difendere la loro cultura o presunta cultura quando essi disprezzano la nostra? [...] Io sono atea, graziaddio. Irrimediabilmente atea.
E non ho alcuna intenzione d'esser punita per questo da quei barbari che invece di lavorare e contribuire al miglioramento dell'umanità stanno sempre col sedere all'aria cioè a pregare cinque volte al giorno. [...]
Se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà.
E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po' più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto.

Quanti morti ancora dovremo piangere, prima che chi deve farlo decida che è ora di intervenire e fermare tutto questo orrore?


Commenti

Vincenzo Iacoponi ha detto…
Cominciamo dal comincio: i figli pagheranno le colpe dei padri. Bella puttanata. Cosa dovrebbero fare gli etiopi a noi italiani che nel 36 siamo andati a bombardarli coi gas, che agli ordini del macellaio Rodolfo Graziani, abbiamo violentato le loro ragazze e dato fuoco ai loro villaggi?
Cosa dovrebbero farci i libici di cui abbiamo decapitato la classe dirigente impiccandoli tutti, e qui Badoglio voleva essere ancora il più bravo della classe?

Mi stanno liquefacendosi i testicoli ad ascoltare le solite litanie del PD che vuole insegnare a noi coe si conviva con questi bastardi. Capiscono solo il linguaggio dell'orrore e della morte. E diamogliela sta morte cui tanto agognano per correre nelle braccia delle loro Uhrì.

Io sarò morto da un pezzo ma prima o poi dovremo venire a fare due conti con questi puzzle di uomini culo al cielo cinque volta al giorno. In questo momento siamo 5 a 1,7, intendendo miliardi di persone. Noi siamo armati meglio di loro. Oggi non ci sarebbe partita. Non aspettiamo che figlino come suini, non comperiamo il loro sporco petrolio rifornendoli di "quelle" armi.
I Kalaschnikov gli esploderanno nel sedere, ma una bomba atomica rudimentale qualsiasi bovaro addestrato può cortuirla di qui a venti anni.
Attenzione perché questi pezzi di m. non aspetterebbero due ore per farcela scoppiare sotto i piedi.
Sarà una guerra di annientamento: o noi annientati oppure loro.
Io faccio il tifo per la parte di Umanità che ha dato qualcosa al mondo, non costoro, sanguisughe schifose.
Ofelia Deville ha detto…
Non posso darti torto: nemmeno io capisco questa politica del buonismo a tutti i costi e del voler pagare per colpe di cui non siamo più responsabili da generazioni.
Ogni volta che avviene una strage i governi dei deficienti reagiscono sempre allo stesso modo: non possiamo intervenire perché sarebbe disumano, dobbiamo cercare il dialogo.
Non si può cercare il dialogo con chi ci piazza una bomba sotto il culo, con chi non tollera chi non la pensa come loro.
Questi vengono allevati a pene e odio, nella pia illusione di avere 77 vergini tutte per loro, incapaci di pensare con la loro testa.
E noi siamo quelli che dovremo continuare ad accoglierli.

Guarda per me il PD può andare a far politica ai cessi, magari loro li ascoltano. Ormai in Italia così come in molti altri paesi la classe politica non si preoccupa più dei suoi cittadini che sono trattati alla stregua di bestie, ma solo dei loro comodi.

Continuano a negare l'evidenza, e il giorno in cui a perdere la vita saranno i loro familiari forse allora capiranno di avere sbagliato.
E nutro comunque forti dubbi che possano riuscirci.
Vincenzo Iacoponi ha detto…
Una cosa mi è chiarissima fin dai tempi in cui fui eletto -per ben tre volte- nell'Ausländerbeirat del mio comune, della mia provincia e della mia regione la Renania Palatinato. Lì ho incominciato a sentire e dove partecipare a dibattiti su quell'orrende e blasfema parola che è "integrazione", riferita dai tedeschi a tutti noi stranieri, europei, ariani, cristiani, e musulmani.
NON ESISTE alcuna possibilità di integrazione, apparteniamo a due mondi diversi ancorché paralleli, eccetto due: entweder (o) noi cristiani ci convertiamo all'Islam -prima soluzione- oder (oppure) i musulmani si convertono al Cristianesimo.
Noi non potremo mai accettare -a prescindere dal burkha e dai segni esteriori, tipo culo al cielo e piedi nudi- che un padre consegni una ragazzina di 12 anni ad un vecchio di sessanta in cambio di otto vacche e dodici cammelli; noi non potremo accettare che un padre e un fratello abbiano il diritto di sgozzare la figlia e la sorella di 17 anni perché si è innamorata di un jaurre, un infedele cristiano; non invocheremo mai la legge della Bibbia come loro applicano la legge della sciarja, che dà la morte per lapidazione ad una adultera e non ammazza l'adultero che se la cava con una multa. Siamo diversi. Se prendi un bottiglione d'acqua nella mano destra e una bottiglia di olio nella sinistra e versi il contenuto delle due bottiglie in un vaso di vetro vedrai che l'acqua resta sotto e l'olio galleggia. Questi sono i nostri due mondi: IN-COM-PA-TI-BI-LI.
E amen.

Post popolari in questo blog

Educazione alla Di Genio per africani e non...

Il vegano non ti dà una mano

Pregiudizi e stereotipi