Divise nuove, servizi vecchi!!!

Me la trovo stamattina, di nuovo sul pianerottolo, con lo stesso sguardo attento di un condor pronto ad avventarsi sulla preda.
Non posso sgattaiolare via, perciò faccio buon viso a cattivo gioco e saluto la mia vicina di casa.

“Ha letto delle poste?” mi chiede.
Penso subito che debba essere successo qualcosa che mi sono persa.
Magari adesso il postino, quello che in passato suonava sempre due volte, passerà una volta ogni due mesi anziché una volta ogni quindici giorni secondo qualche nuova e complessa direttiva statale.
Invece lei mi blatera qualcosa riguardo le divise dei postini e un concorso di moda.
Io annuisco, mi sbarazzo gentilmente di lei dicendo che devo andare a fare la spesa – il che purtroppo corrisponde al vero – ma quando torno a casa piena di borse la curiosità ha la meglio su di me.
Accendo il computer, mi connetto e trovo la notizia.

Le nuove divise di Poste Italiane parlano toscano. Beatrice Bazzano, 22 anni, nata a Fucecchio, in provincia di Firenze, è la vincitrice del contest lanciato da Poste Italiane al quale hanno partecipato giovani stilisti e designer italiani per ideare le nuove divise dei portalettere. È stata premiata al Talent Garden di viale Mazzini, a Roma, con una una Borsa di studio del valore di 20.000 euro per accedere a un master o a un corso di perfezionamento in Italia o all’estero. Beatrice al momento è iscritta al 2° anno del corso di Design e progettazione di moda dell’Istituto Modartech di Pontedera, in provincia di Pisa.
Al contest promosso da Poste italiane hanno partecipato studenti di 26 istituti italiani, pubblici e privati, di moda e design i cui lavori sono stati sottoposti al giudizio di professionisti e tecnici del settore.
"Sono partita dall'idea di comodità e dinamismo perché il portalettere è sempre in giro, con la pioggia e con il sole – spiega Beatrice - quindi deve stare comodo ma anche essere un po' alla moda. È stato difficile, ci ho provato, penso di esserci riuscita ci ho messo tantissimo impegno". Oltre 36.000 portalettere indosseranno le nuove divise disegnate da Beatrice. "È un'emozione enorme sapere che in tutta Italia i portalettere saranno vestiti con la divisa che ho disegnato io”. Un tocco di novità ma i colori delle divise rimangono sempre quelli classici: blu, celeste e giallo. “L'iniziativa di oggi – spiega Francesco Caio, amministratore delegato di Poste italiane - vuole migliorare la fruibilità del lavoro e del rapporto tra cittadini oltre a facilitare la sicurezza sul lavoro di persone su cui noi puntiamo”. Le divise erano “ferme a modelli del 1998, anche se ogni quattro anni vengono consegnate nuove”. Ma è presto per parlare della produzione delle nuove uniformi. “Dovranno essere testati prima di essere messi in produzione per verificarne le funzionalità”, spiega Caio.


La mia vicina ha ragione, penso sconcertata, per una volta nella vita ha ragione di essere incazzata.
Rendiamoci conto di che cosa stiamo parlando: di quell'ente misterioso chiamato Poste italiane.
Tutti, una volta nella vita, siamo stati in fila alle poste.
Io ho visto persone over 60 entrare in posta e consegnare prima il testamento ai figli, tanto per essere sicuri in caso di morte. Ho visto persone portarsi dietro le borse frigo e organizzare un pic nic a base di street food per gli altri che come loro aspettavano in fila.
Ci sono testimonianze di bambini entrati in posta e usciti con la laurea in mano.
Gli alieni hanno desistito dal conquistare la Terra dopo avere visto un ufficio postale.

La posta è uno dei luoghi più terribili dove qualcuno possa trovarsi, persino Dante non è riuscito a inserirlo nell'Inferno, sconcertato da tanto orrore.
Uffici con sei postazioni di cui una sola funziona a singhiozzo, che aprono con mezz'ora (abbondante) di ritardo ma chiudono con mezz'ora (abbondante anche quella) di anticipo, macchinari vecchi come le piramidi di Cheope che non funzionano (però le divise che risalgono al 1998 non si possono vedere!).
E come se non bastasse postini che non trovano un indirizzo nemmeno se li prendi per mano e li accompagni, pacchi persi, raccomandate non recapitate, un servizio reclami che non funziona (provare per credere).

Però i postini avranno una divisa nuova, un look cool e social (Beatrice Bazzano ha inventato anche la bandana per la divisa estiva. Togo, come direbbe Silvano Rogi) che vuole migliorare la fruibilità del lavoro e del rapporto tra cittadini oltre a facilitare la sicurezza sul lavoro di persone su cui noi puntiamo.
Signor Caio, amministratore delegato delle Poste, vuole sapere come migliorare la fruibilità del lavoro e il rapporto coi cittadini?
Anzitutto assuma gente e la faccia lavorare, che non sarebbe niente male.
Garantisca che la posta giunga a destinazione, offra servizi dinamici e funzionanti (ma lo avete mai visto il baracchino del bancomat che ha ancora lo sportello per inserire i soldi bloccato con le viti, perché un servizio che doveva entrare in funzione nel 2005 non è ancora attivato?) e poi eventualmente pensi alle divise.
La moda è effimera, ma i diritti dei cittadini che vi mantengono a suon di tasse no.



Commenti

Patricia Moll ha detto…
Da ridere ma non troppo!
Hai ragione,purtroppo. Le code, qui in paese pc vecchi che si bloccano, cortesia... lasciamo perdere! A giorni alterni.
Posta co segnata ogni due giorni....
Pier(ef)fect ha detto…
Effettivamente non so come facciano a credere che queste trovate pubblicitarie possano spostare l'attenzione da quelli che sono i problemi di un servizio che funziona a singhiozzo. Io sono fra i fortunati che adesso ha un servizio postale tutto sommato decente, ma non è che funzioni al meglio. Prima del 2016 ad esempio le poste nel mio paese non aprivano mai il pomeriggio. Su quattro sportelli che ci sono, solo due sono funzionanti (a volte uno solo, è capitato). Fortunatamente la posta arriva a casa sana e salva, ma per il resto mi sa che il signor Caio debba rivedere la gestione dell'azienda.
Ma poi, chi le nota le divise dei postini?!?!
Ofelia Deville ha detto…
Se ti consegnano la posta ogni due giorni sei tra i fortunati, per quanto riguarda la cortesia credo che un corso di buone maniere a certa gente non farebbe male.
A presto!
Ofelia Deville ha detto…
Le divise dei postini le nota il signor Caio, molto probabilmente si sente uno stilista mancato.
Dove abito io nei mesi di luglio e agosto gli uffici postali aprono tre giorni a settimana e il sabato restano chiusi, negli altri mesi solo due restano aperti anche il pomeriggio e sono tutte e due lontani dalla mia zona.

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