Hiroshima, Nagasaki o la Fallaci?

immagine dal web


Agosto, Agosto, popolo mio non ti conosco.
Incappo per caso in questo articolo, di cui ho sentito parlare stamattina al bar.
Bene, mi dico leggendolo, con tutto quello che succede in giro si sta a discutere sull’importanza o meno di intitolare una fermata del tram a Oriana Fallaci?!
Niente da togliere a questa grande donna che ho sempre ammirato e che ritengo abbia lasciato un incolmabile vuoto dietro sé, ma...
Ma insomma, il caldo ha ammattito Saverio Tommasi e tutti quelli che sono d’accordo con lui? Credo proprio di sì!

Forse la memoria a volte mi gioca brutti scherzi ma mi sembra che oggi, nel “lontano” 1945, sia stata sganciata la bomba atomica (Little Boy) sulla piccola città di Hiroshima in Giappone.
Con migliaia di morti e conseguenze inimmaginabili.
La stessa sorte capitò a Nagasaki tre giorni più tardi.

Credevo (beata ingenuità femminile) che oggi si dovesse riflettere su questo.
A quanto pare mi sbagliavo.
Sempre meglio la fermata di un tram che fermarsi e pensare all’atomica, al femminicidio (signore mie, stiamo in campana che oggi l’Istat ha denunciato 150 omicidi di donne avvenuti da gennaio), al terrorismo e al mondo che va a rotoli.
Per alcuni è sempre meglio spegnere il cervello.

Commenti

Pier(ef)fect ha detto…
Perdonami, non ti conosco, ma io non vedo affinità fra le due cose. Nel senso, posso benissimo commentare un fatto e non dimenticarne un altro. Faccio spesso così ad esempio su Twitter. Molte volte non mi va di commentare fatti troppo seri, perché magari non mi sento all'altezza o perché mi toccano più privatamente. In questo caso, l'articolo su Oriana Fallaci è chiaramente provocatore, ulteriore motivo per cui non accomunare le due cose a mio avviso.
Ofelia Deville ha detto…
Ciao Pier, capisco e condivido il tuo pensiero ma da persone che si definiscono "opinionisti", "intellettuali", "giornalisti", "scrittori" e che hanno un certo peso sull'opinione pubblica mi aspetto che siano capaci di affrontare in modo intelligente anche argomenti che possono essere considerati difficili.
Certo, sicuramente l'articolo è provocatorio, ma io l'ho trovato fuori luogo: l'Italia deve uscire dall'impasse del paese di provincia, i pettegolezzi bisogna lasciarli alle comari.
Avrei preferito un articolo sulle povere 150 donne uccise da gennaio fino ad oggi e non uno sterile articolo sul fatto se sia giusto o no intitolare qualcosa a Oriana Fallaci.
Sono problematiche che spettano alla giunta fiorentina, non a chi si definisce giornalista.
Certo, nemmeno io ti conosco ma spero che commentandoci a vicenda piano piano impareremo a conoscerci.
Alla prossima.
Vincenzo Iacoponi ha detto…
È il metodo Renzi per rincoglionire il poppolo, con due pi non è un errore di battuta: la storia porta ai ricordi e non si deve ricordare le cose migliori, ma dimenticare, dimenticare tutto ed avere un'immensa fiducia nel radioso futuro del SI renziboschico. Referendatevi prego referendatevi o tapini. Intanto cade l'ennesimo direttore: la Berlinguer è liquidata -ma non il lecchino universale Vespa, il miglior galleggiante esistente al mondo- i nuovi direttori sono già proni di fronte al Dux bis, praticamente a 90°, ma che bel che bel che bel!
Vincenzo Iacoponi ha detto…
Quando si preferisce commentare una somarata come una fermata di tram intitolato ad una donna assai discussa, pur essendo una notevole giornalista e si dimentica ciò che nello stesso giorno del 1945 ad Hiroshima è cambiato il mondo ed iniziata l'era atomica, beh non si può pretendere di essere considerati giornalisti o storiografi o almeno uomini intelligenti.
Ofelia Deville ha detto…
I tuoi commenti meritano un applauso.
Questa è l'Italia dei pupari, dove viene premiato non chi merita ma chi meglio lecca, dove uno pseudo comico che si improvvisa giornalista, scrive e parla a culo credendo di essere un portatore sano di varità mentre invece è solo un signor nessuno che dimostra la sua grande ignoranza.

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