Volontariato o sfruttamento?



Dicono che la crisi del lavoro stia finendo.
Chi, i cugini di Nostradamus?
No, gli esperti.
Di cosa non si sa, però si dice che la crisi stia passando e che stiano nascendo nuovi posti di lavoro.
Non voglio intavolare qui una discussione che risulterebbe eterna sul fatto che contratti come “a chiamata”, “garanzia giovani”, “lavoro in prova”, “co. co. co.” (coccodè) e altri non sono garanzia di lavoro: dispiace essere stronza, ma l’unica garanzia di lavoro è il caro, vecchio, noioso e rassicurante POSTO FISSO.
Lo dice anche Checco Zalone: voglio fare il posto fisso.
Come dargli torto?


A dirla tutta però in Italia dilaga un fenomeno bello, nobile, che però può essere insidioso come una spada a doppio taglio.
Il volontariato.
Allora premetto che io pratico volontariato perché mi piace e mi fa stare bene, ma lo pratico compatibilmente con gli orari di lavoro, dal momento che naturalmente prima viene il lavoro.

Invece coi giovani il discorso è diverso: al posto di un lavoro retribuito, si offrono posti da volontari che portano via lo stesso tempo e impegno di un lavoro a tutti gli effetti.
I figli di una mia collega sono volontari di CRI, solo che come dice Caterina, non li vede più.
A questi ragazzi si chiedono 8/10 ore di volontariato per volta, con corsi di aggiornamento e disponibilità totale a coprire turni che a volte sono davvero impossibili.
E la CRI è solo una delle tantissime associazioni che fa questo discorso.
A casa mia questo “volontariato” si chiama lavoro.
Se fossimo all’estero i figli di Caterina sarebbero paramedici e verrebbero stipendiati, unendo così al piacere di aiutare il prossimo anche una giusta retribuzione.
In Italia no.

In Italia ci sono moltissime Associazioni (in genere no profit), volte alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva, basate su persone che ad esse dedicano volontariamente e senza retribuzione tutto o parte del proprio tempo. Tali Associazioni vengono comunemente chiamate con il nome di “Terzo Settore”.
Considerate tutte insieme ed escludendo tutti i loro dipendenti stipendiati, è stata stimata nell’anno 2010 una base di circa 6,5 milioni di persone di età superiore ai 14 anni coinvolta in varia misura e con vario impegno temporale nelle attività di volontariato.
Parallelamente è evidente come il Terzo settore e in generale il mondo del Volontariato, sia cresciuto in maniera massiccia, sia in termini numerici che economici, per compensare il continuo disimpegno da parte dello Stato. 

È giusto che il volontariato prenda il posto del lavoro?
No, mi dispiace, e non si tratta di essere cattivi.
Il volontariato è un’attività spontanea, che deve impegnare solo quanto del proprio tempo una persona si sente di dare, senza che diventi l’attività primaria.
Altrimenti, caro Stato, bisogna parlare di lavoro.
Bisogna mettersi in testa una cosa: ingannare i giovani con false speranze, ipotetiche retribuzioni che non arrivano mai e chiedere una prestazione gratuita della propria opera non nobilita l’animo dei ragazzi disoccupati, gli fa solo girare i santissimi.
E provate a dare loro torto.

A tal proposito, vi invito a leggere questo intervento: http://www.aldogiannuli.it/contro-il-volontariato/
Ditemi la vostra!

Commenti

Stefania ha detto…
Sono d'accordo con te! Al di là del fatto che c'è comunque molta cattiva informazione in giro e, al di là del fatto che l'italia, come ormai sappiamo bene tutti è come una camera d'aria bucata piena di cerotti, io penso che volontariato e lavoro non sono e non devono assolutamente essere paragonabili! la stessa etimologia della parola chiarisce benissimo i due concetti che stabiliscono indiscutibilmente il sacrosanto diritto di un essere umano di fare l'uno o l'altro o entrambi! Sono termini distinti e coniati per natura e tali devono restare ... ma il mondo del lavoro è sempre peggio e tutta questa crisi che se ne va io, personalmente, ancora non la vedo. Post molto interessante e ben esposto! Grazie e a presto.
Patricia Moll ha detto…
Ieri ti ho risposto in fretta su g+ ma oggi confermo la mia risposta.
Troppi ci lucrano in un modo o nell'altro sopra a questo "volontariato".
Anche per me è un momento del mio tempo che dedico agli altri ma lo faccio quando posso. Se il mio volontariato ha orario fissi, impegni fissi... ma che cavolo di volontariato è?
Vedo anche qui in ospedale. Le associazioni che gratuitamente si occupano dei malati ad esempio oncologici nel reparto di DaY Hospital. Sai quanto sono calati? Il motivo? Le pretese di tempo in più, orari pazzeschi, turni che non si possono spostare...

Quello dei giovani, quello che promette poi magari un lavoro in un domani che chissà quando sarà... è ancora peggio. Si aggiunge presa per i fondelli allo sfruttamento.
E si tolgono i benefici
Pier(ef)fect ha detto…
Non è affatto giusto che il volontariato prenda il posto del lavoro. Penso che la crescita di volontari sia dovuta al fatto che, mancando il lavoro, molti, piuttosto che stare con le mani in mano, fanno qualcosa volontariamente. Ma questo non dà il via libero allo sfruttamento.
Volontariato e lavoro sono due cose diverse e non in sintonia fra loro, sono d'accordo con quello che hai scritto.
Saluti a presto.
Ofelia Deville ha detto…
Sei riuscita centrare il nocciolo del problema, chi gestisce le associazioni di volontariato il più delle volte impone turni e orari da sfruttamento e lo fa soprattutto con i giovani. Molto spesso ho sentito frasi del tipo: "ma tanto tu non hai un lavoro e neppure una famiglia di cui occuparti" davvero allucinante.
Chi governa questo malandato paese non può pensare di stare a galla sulle spalle dei volontari, non è giusto.
Ofelia Deville ha detto…
Purtroppo caro Pier questa è la realtà, a questi ragazzi si chiede troppo e si impongono orari che non si discostano da quelli lavorativi, turni di otto/dieci non rientrano più nella voce volontariato.
Alla prossima!
Ofelia Deville ha detto…
Grazie Stefania, purtroppo chi governa questo paese vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Come possono pensare di far uscire il paese dalla crisi puntando tutto sul volontariato senza dare lavoro e concretezza a voi ragazzi, facendovi tante belle promesse e grandi sorrisi e lasciandovi poi davanti il baratro?
A presto!
Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, eccomi da te come promesso, Parlando del volontariato, L'Italia è fortunata che molti italiani fanno parte di molte associazioni che sono sempre pronte ad aiutare chi ne ha bisogno. Parlando del problema del blog mio figlio dice che non è difficile andare nelle impostazioni, ma lo deve fare uno che conosce il problema.
Ciao e buona serata cara amica, con un abbraccio e un sorriso.:)
Tomaso
Patricia Moll ha detto…
Già! Però.... anche i volontari hanno diritto a mangiare ad avere due soldi in tasca, ad aver voglia di farsi una vita indipendente e una famiglia. Se non percepiscono un euro come fanno?????
SEnza contare che non versano i contributi per papgare le pensioni a chi in pensione c'è.. senza contare che da vecchi loro non avranno nulla...
Ma scherziamo?
vanessa varini ha detto…
Ciao👋 questo argomento mi tocca molto. Io la penso come Pier, il volontariato non deve prendere il posto del lavoro. Io sto cercando un lavoretto, ma a causa crisi, ho pensato di fare volontariato per gli anziani, ma venivano richieste tantissime ore, uno sfruttamento insomma! Oppure pagavano pochissimo rispetto alle ore che dovevi fare! Queste cose devono cambiare! A presto!😘
Ofelia Deville ha detto…
Infatti è quello che continua a ripetere, il volontariato è una cosa, il lavoro un'altra, ma a quanto pare questo concetto è difficile da recepire per quelle persone che sfruttano i volontari.
Speriamo davvero che cambi qualcosa.
A presto!
Ofelia Deville ha detto…
Grazie Cavaliere!
A presto.
Ofelia Deville ha detto…
E tu pensi che a quelli che stanno a Roma freghi qualcosa? Per loro i giovani esistono solo nella misura in cui possono sfruttarli, sono solo voti nel periodo elettorale.
Che tristezza!
Ofelia Deville ha detto…
Caro Tomaso, L'italia è fortunata ad avere tanti volontari ma chi governa il paese sfrutta questi ragazzi senza dargli niente in cambio e in questo modo brucia il loro futuro.
A presto!

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