Cosa direbbe Edmondo di Bob (passando per Dario)



Ieri Dario Fo è morto.
Ho ascolto la notizia alla radio, mentre bevevo il mio solito caffè del mattino, e mi sono sentita davvero molto triste.
Certo, so che aveva i suoi 90 anni e che la sua vita l’aveva vissuta, ma è come se un pezzo di storia italiana se ne sia andata con lui.
Con lui e con altre personalità che in qualche modo hanno lasciato il loro segno nella memoria del nostro paese: Silvana Pampanini, Ettore Scola, Bud Spencer, Carlo Azeglio Ciampi, Bernardo Caprotti, Giorgio Albertazzi, Anna Marchesini, Umberto Eco, Paolo Poli, Marco Pannella... (non cito gli stranieri, anche se sono altrettanto importanti, solo perché sarebbero troppi da citare)
Una bella ferita, penso malinconica, chissà quando ritroveremo personalità così importanti.

Importanti come Edmondo de Amicis, il papà del libro Cuore (presentato ufficialmente il 14 ottobre e venduto per la prima volta quattro giorni più tardi) che questa settimana compie ben 130 anni.

E questa sì che è una bella notizia, una di quelle che mi porta dritta nella mia infanzia, quando ancora a scuola non c’erano stupidi decreti, debiti, crediti (fra poco i punti del supermercato) e ancora si credeva che la scuola potesse davvero aiutare i ragazzi a crescere.
Chi non ricorda il piccolo Enrico e i suoi amici?
De Rossi, il piccolo genio che però non disdegna mai di aiutare i suoi compagni, Franti e la sua proverbiale arroganza e il caro buon Garrone, il gigante dal cuore d’oro che si prodiga sempre per tutti senza chiedere niente in cambio.
E le storie mensili... quante lacrime ho versato per la piccola vedetta lombarda, per Marco che lascia la sua amata Genova e attraversa l’Atlantico per ritrovare la madre malata, il giovane Ferruccio che muore per salvare sua nonna...
Quello sì che era un libro.
E personalmente sono convinta che non andrebbe lasciato nel dimenticatoio, ma riproposto nelle scuole e analizzato, vissuto, letto e straletto.
Perché sono rari i libri che toccano con delicatezza tutti i sentimenti umani e sono ancora capaci di comunicare qualcosa.

Ma Edmondo De Amicis non è solo il papà del libro Cuore. Nella sua breve e non tanto fortunata vita (ricordiamoci che il primogenito Furio si suicidò con un colpo di pistola al parco del Valentino) ha scritto tanto, e di tante cose.
Poteva meritare molto di più di un semplice Airbus A320-216 dedicatogli dall’Alitalia, o di qualche scuola che porta il suo nome.
Poteva, per esempio, ricevere il Premio Nobel per la Letteratura.

Siete scettici?
Beh, se lo ha ricevuto Bob Dylan, perché non poteva prenderlo De Amicis?
Personalmente non vado pazza per Bob Dylan, la sua musica country non mi piace ma non biasimo chi lo adora: in musica, come in tutte le cose, ognuno ha giustamente i suoi gusti e vanno rispettati.
Però il Nobel per la Letteratura proprio non ci sta.
Stona come il formaggio su un bel piatto di spaghetti ai frutti di mare.
È una cosa davvero assurda, nonché una notevole mancanza di rispetto agli altri candidati, fra cui ci sono anche scrittori che pubblicano le loro opere contro regimi dittatoriali come quello siriano o keniota, a rischio della propria vita.
Soprattutto perché se pensiamo che  il Nobel dà ai suoi vincitori  un supporto economico di circa 900mila dollari, sarebbe stato meglio se fosse stato assegnato a qualcun altro, come segnale di una trasformazione e di un cambiamento culturale, di riflessione sull’uomo, il bene e il male.

Dice Baricco: “Premiare Bob Dylan con il Nobel per la Letteratura è come se dessero un Grammy Awards a Javier Marias perché c'è una bella musicalità nella sua narrativa". Paradosso per paradosso, "allora anche gli architetti possono essere considerati poeti".
Sulla stessa lunghezza d'onda lo scrittore scozzese Irvine Welsh: "Sono un fan di Dylan, ma questo è un premio nostalgia mal concepito strappato dalla prostata rancida di vecchi hippies balbettanti". E in un altro tweet: "Se sei un appassionato di 'musica', cerca la parola nel dizionario. Poi cerca 'letteratura', quindi confronta le due cose".
Valerio Magrelli ai microfoni di Radio 3 dichiara: "Non vedo il bisogno di correre in aiuto delle star, dei divi del rock, con un premio Nobel".

La musica merita di finire nella letteratura?
Per quanto sia bella, e per quanto io adori cantautori che possono definirsi poeti a tutti gli effetti, non ritengo che la musica possa essere accettata come letteratura.
Certo, il testo è importante, è bello, è una forma di poesia ma non lo si può paragonare a un saggio o a un romanzo.
Viceversa, sarebbe assurdo pensare di assegnare a un Pirandello (premio Nobel nel 1934) il premio come miglior musicista dell’anno.
Perché?
Perché citando uno dei miei film preferiti, Pulp Fiction: “non è la stessa partita e nemmeno lo stesso campionato”.
La musica è composta da note, spartiti, strumenti, voci, testi, amplificatori, concerti.
La letteratura è composta da grammatica, fantasia, pagine bianche, revisioni, correzioni, pubblicazioni.
Se Bob Dylan meritava un premio, era meglio che gli venisse assegnato nel campo della musica.
Ma questo è già stato fatto: Dylan ha ricevuto il Pulitzer alla carriera nell'ambito delle composizioni musicali.
Composizioni musicali, appunto, non certo composizioni letterarie.

Mi chiedo cosa direbbe Edmondo di tutto questo.

immagine dal web

Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, la notizia delle morte di Dario Fo ha colpito un po tutti, io non sapevo nemmeno che era ricoverato in ospedale, per me fu come un colpo di fulmine!!!
Ciao e buona serata, cara amica, con un abbraccio e un sorriso:) sorridere fa bene!
Tomaso
Antonella S. ha detto…
Già cosa direbbe Edmondo? E cosa direbbero tanti grandi della letteratura? Per stare nel nostro ambito cosa ne penserebbe Eugenio Corti osannato nel resto del mondo ma caparbiamente ignorato da noi? E Andrea Giovene ? Cosa direbbero tutti i grandi che hanno fatto grande la letteratura di tutto il mondo? Personalmente Dylan non mi spiace e sicuramente mezzo mondo apprezza le suo composizioni, ma da questo a pensare che gli è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura ce ne corre. Per quanto mi riguarda non ho mai amato nemmeno Fo, anzi proprio non mi piaceva, in tutta sincerità credo che fosse un grande opportunista e non si è mai fatto scrupolo di cambiare bandiera a seconda di come tirava il vento ( a differenza del grandissimo Albertazzi! ), ti dirò di più il mio giudizio sul premio Nobel ( ovviamente per quel che vale! ) si è fatto molto critico proprio quando fu assegnato a lui, un piccolo guitto, a discapito di grandi autori. Scusa, mi sono dilungata parecchio concludo dicendoti che mi hai fatto venire una gran voglia di rileggere Cuore, e lo farò.
Ciao, buon fine settimana.
Antonella
Pier(ef)fect ha detto…
Mi trovi d'accordo, tra l'altro in questo modo sono andati a togliere un premio a chi si occupa di letteratura e si impegna per questo da sempre, mentre un cantante come Dylan ha ricevuto e si spera riceverà tanti premi legati al suo ambito. Insomma, una certa ingiustizia.
Guard. del Faro ha detto…
Non posso pronunziarmi sul valore poetico di Dylan, perché ho altri gusti in fatto di musica e ho ascoltato ben poco di suo (c'è da aggiungere conosco a malapena l'inglese), tuttavia mi associo alle tue considerazioni su De Amicis, che adoro e sul quale ho scritto anche un articolo critico.
Per quanto riguarda Dari Fo, anch'io sono addolorato per la sua morte. Pochi lo sanno, ma più che un grande attore, è stato un grande maestro di teatro. Molti hanno studiato sui suoi testi.
Ti auguro una splendida serata.
Mariella ha detto…
Che aggiungere? Hai detto tutto tu. Concordo al 100% anche se la citazione di Baricco un po' mi irrita. Per Baricco eh, che è sempre il solito invidioso.
Volevo aggiungere: credo che il libro Cuore sia un capolavoro assoluto e vorrei fosse di nuovo adottato come libro di testo nelle scuole come avveniva una volta, perché i ragazzi di oggi non lo conoscono per nulla. La scorsa estate l'ho regalato a mia nipote che si era incuriosita perché, durante un viaggio in macchina, avevo citato Garrone.
La bontà, l'altruismo, il coraggio. Virtù quasi sconosciute al giorno d'oggi.
Grazie per averne parlato.
Un abbraccio e buona serata.
Ofelia Deville ha detto…
Già, è stata sul serio un fulmine a ciel sereno.
Adesso speriamo che questa sfortuna se ne vada.
Un abbraccio e a presto.
Ofelia Deville ha detto…
Sai che c'è di buono? Che almeno il menestrello non ha risposto alle telefonate svedesi. Un po' di dignità pare averla anche lui.
Ofelia Deville ha detto…
Devo assolutamente leggere il tuo post su De Amicis!
Sì è vero, Fo come Albertazzi sono stati anche validissimi insegnanti: io ho anche visto "La lezione" e l'ho trovata commovente.
Un abbraccio forte!
Ofelia Deville ha detto…
Baricco a me non piace, è leggero come i peperoni la mattina e quindi ti appoggio!
Brava, hai fatto bene a regalare a tua nipote Cuore: le insegnerà tante cose che dovrebbero imparare anche i ragazzi di oggi, valori che ormai non si trovano più.
Lo vedevi il cartone?
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
Non preoccuparti, puoi scrivere quanto vuoi!
Nemmeno a me piace la musica di Dylan e meno ancora mi piace che gli sia stato assegnato un premio così importante.
Invece tra Fo e Albertazzi non ho preferenze (al di là della politica): il loro modo di concepire e insegnare teatro, il primo con il Grammelot e il secondo con l'interiorizzazione, ha dato una svolta significativa al teatro italiano.
Ecco perché penso che siano entrambi indimenticabili.
Un abbraccio e buona rilettura!
Mariella ha detto…
No, non vedevo il cartone. Ma il libro l'ho consumato.
Abbraccio ricambiato.

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