La cagnolina snob



Morfeo è un cane.
Come tutti i cani tende ad essere maledettamente abitudinario e per questo tutte le sere, incluse quelle gelide serate d’inverno dove incroci per strada pinguini che giocano a curling, verso le undici lo porto a fare l’ultima passeggiata prima di andare finalmente a dormire.
Siccome nel mio palazzo e in quello accanto ci sono altre due mamme di pelosi (Anna e Michela), abbiamo deciso di ritrovarci e di andare tutte insieme nel prato vicino casa, è un modo per sentirci più sicure e per riscaldarci attraverso il contatto termico in serate fredde come queste.
L’altra sera alla nostra compagnia di moschettiere con cane si unisce una new entry che abita nel palazzo di Michela.

Ci aspettiamo di vederla arrivare esattamente come noi, in tenuta proletaria Grande Inverno del 1947: tuta da ginnastica, giacca pesante e peloso festoso che le ronza intorno impaziente di uscire di casa.
Invece no.
Prima vediamo il cane.
Pardon, la cagnolina come ci è stato fatto osservare poco più tardi.

immagine dal web
Inizialmente la scambio per una macchia bianca, credo sia lo stesso per Anna e Michela.
Una macchia bianca con le zampe e una coda ritta, tutta morbida e voluminosa, sormontata da un fiocco rosa, lo stesso colore del collare a strass che indossa.
Un arco di pelo con su gli occhi, penso.
Dietro di lei c’è la gemella di Jessica Rabbit.
Capelli rosso tinto perfettamente in ordine, tacco ventordici (è la nuova frontiera del tacco, seconda solo alla cima del K2), pantalone nero elegante e sciantoso con giacca ultima moda firmata Desigual (che per comprarne una va via un polmone).
Tatiana, così si presenta.

Io, Anna e Michela ci sentiamo subito tre pezzenti.
Forse nemmeno Cenerentola nei suoi giorni peggiori ci rivolgerebbe la parola.
Ci dirigiamo verso l’area di sgambamento e mentre i nostri cani sembrano un branco di ubriachi, la piccola macchia di pelo cammina tutta impettita col suo tartufo all’insù.
Ho come il sospetto che non correrà, infatti quando entriamo nell’area rimane al fianco della sua padrona. Si discosta giusto per fare una pipì, simbolica.
Altro che i Niagara che mi regala Morfeo.

“Bella.” dice Anna, cercando di rompere il ghiaccio, mentre il suo Lucky si rotola nel fango con Morfeo, su incitamento della piccola Luna, la cagnolina di Michela che abbaia a due volumi: altissimo e ti rompo i timpani.
Per inciso, ve ne dico una: il mio cane ama il fango, lo ama così tanto che ogni volta che piove ne porta in casa quintalate, quasi a dire “toh, anziché prendere quella robaccia anticellulite usa questo, è sano!”.
Ma tornando a noi, Tatiana sbatte le sue sopracciglia lunghe circa 5 cm e risponde con una erre moscia degna di una francese:
Gvazie, cavissima. La mia piccola Vittovia Elisabetta Quavta è una samoieda di puvissima genevazione...”
E giù che si spertica con un pedigree da famiglia reale canina, con tanto di spiegazione sulla dieta che la piccola regina deve seguire, con il resoconto degli accessori che si porta dietro in ogni viaggio, delle cucce deluxe, del guinzaglio abbellito da Swarovski...
Tutte cose che il mio cane non sa nemmeno cosa siano, penso mentre mi appunto mentalmente di capire cosa sia un samoiedo.

Guardo Morfeo, quando finalmente mezz’ora più tardi torniamo a casa.
Il mio peloso si rotola sul lenzuolo che copre il divano del soggiorno beato e felice come poco prima si rotolava nel fango: sembra uno dei concorrenti di quel vecchio programma Mai dire Banzai, che davano su Italia 1.
Poi si blocca e mi guarda con la lingua a penzoloni.
Gli mostro l’asciugamano umido e guaisce disperato implorandomi di non pulirlo.
Altro che pedigree e razza, penso, tu sarai sempre un cane proletario e vivrai in una casa arredata con mobili Ikea, un po’ sgarrupata e di sicuro non alla moda.
Non indosserai collarini di Swarovski e mangerai crocche italiane a base di riso e pollo, al posto di salmone arrivato dalla Norvegia e fegatini di anatra.
Però sarai sempre un vero cane, non un cucciolo snob.

E in fondo, bello mio, meglio così per tutti e due.
Come disse una volta un gatto di nome Garfield: l’orgoglio è il surrogato della classe, per la classe proletaria.

Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, lei sa di essere bella!!! E lo è veramente.
Ciao e buona settimana con un abbraccio e un sorriso:) sorridere fa bene!
Tomaso
Antonella S. ha detto…
Oh, questi cani snob, con questi nomi altisonanti, con queste "casate " blasonate...bè, mi fanno un po' pena, purtroppo, poverini, in genere hanno umani che gli assomigliano, è questo il dramma.

Mi piacciono i cani veri, quelli che non hanno sangue blu, quelli che si rotolano nel fango o anche peggio ( a tal proposito, se hai voglia di leggerlo, ti lascio il link di questo mio post http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2014/01/le-disavventure-dei-miei-viaggi.html quelli che quando ti vedono ti saltano addosso e ti riempiono di peli, quelli come i miei Cassandra e Platone e, immagino, il tuo Morfeo
Ciao, buon pomeriggio.
Antonella
Ofelia Deville ha detto…
Grazie Tomaso!
Ofelia Deville ha detto…
I cani blasonati li paragono a quei bambini che vengono lasciati soli davanti a un televisore, trascurati e infelici... una tristezza. Grazie Antonella andrò a leggere il tuo post!
RobbyRoby ha detto…
Ciao
sono sicura che will si divertirebbe con Morfeo. Will no è per niente un cane snob, in casa è tranquilla, le piace correre, rotolarsi nel fango. L'unica cosa che le mette è la bandana al collo e vedo che la indossa bene non tenta mai di toglierla.

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