L'educazione è ormai un pensiero astratto

Dilaga la maleducazione.
Un tempo dilagava il Nulla, secondo lo scrittore Michael Ende, adesso invece dilaga la maleducazione.
Al punto che sul sito Wiki How c’è persino una guida comportamentale in 14 comodi punti (tanto per essere sempre spicci) su come comportarsi con la gente poco educata.

Ma da dove nasce la maleducazione?
Dire che è figlia dell’ignoranza è un discorso troppo semplicistico.
La cultura e gli anni di studio non c’entrano niente con l’educazione, al più che di persone maleducate se ne trovano sia nelle file di chi ha abbandonato la scuola sia fra i dottori con tanto di laurea e specializzazione.

Cos’è poi, questa maleducazione?
La parola viene dal latino e significa “comportarsi con azioni e atti non adatti alle regole del buon comportamento e della convivenza civile nel rispetto degli altri”.

Un tempo la cattiva educazione o maleducazione, appunto, veniva fortemente biasimata e anche punita sia dai genitori che dagli insegnanti o da altre figure di riferimento.
Al giorno d’oggi sembra invece che essere maleducati sia diventato un quid, una cosa che da quel certo non plus ultra nelle persone.

Buona parte della colpa va anzitutto a figure importanti nell’infanzia, come possono esserlo genitori e poi docenti.
Vietando l’uso della disciplina, dell’ordine e della coercizione, e sperando nel buon senso dell’essere umano che è di natura inesistente se non inculcato dagli albori della giovinezza nelle menti umane, la società contemporanea ha incentivato senza mezze misure il dilagare del lassismo e della scappatoia del “fuori dagli schemi” come risorsa.
Così generazione dopo generazione l’uomo è tornato allo stato primordiale e basico di mammifero deficiente dotato di minimo intelletto, volto unicamente al compimento del male altrui in favore del proprio guadagno.
Come scrivevano i nostri antenati latini: mors tua, vita mea.

E tutto questo fenomeno è dilagato grazie alla decostruzione della società, all’abbattimento di quelle barriere invisibili ma utili per regolamentare il vivere civile.

Un malinteso sistema educativo basato sull’assoluta libertà dei piccoli durante l’età evolutiva proveniente ancora una volta dagli USA e diffusosi nella seconda metà del Novecento ha avuto un relativo ma non indifferente influsso sulla decodificazione dei comportamenti all’interno e all’esterno della famiglia: lo stesso autore della teoria in proposito, il celebre dott. Spock, ha ritrattato le sue idee quando ha avuto l’occasione di verificarne l’insuccesso sul campo.
I mass-media, ma sopra tutto il cinema e la televisione (io aggiungerei anche internet e i suoi social network), hanno fatto il resto, mettendo sotto gli occhi di tutti esempi concreti di volgarità, prepotenza, arroganza, sfrontatezza, insolenza, villania, e di tutti i sostantivi che possano rappresentare le infinite sfumature della maleducazione, a cui noi tutti assistiamo, resi impotenti dalla generale incapacità di reagire.

Dai, chi di noi prossimi ai cinquanta si permetteva di mandare a fare in culo i genitori o la maestra?
I bambini di oggi lo fanno tranquillamente, magari proprio sotto lo sguardo dei genitori NCG (new coglion generation, termine forgiato da me stessa) che si vantano di quanto il loro orrendo marmocchio sia “un tipo tosto”.
E le commesse?
Il prossimo sguaiato “ciaoooooooooooooooo” e ti mando a imparare a calci nel sedere cosa significa dare del lei a una persona e non trattarla come se fosse l’amica cretina con cui chatti su facebook.
E quelli che ti passano davanti in fila perché sono più furbi?
E la gente che bazzica internet?
Ma cos’è, mandare a fanculo qualcuno e insultarlo senza motivo fa figo?


Prima di rispondere, dovremo soffermarci tutti quanti su queste parole scritte da Victor Hugo e fatte pronunciare da Jean Valjean, il protagonista de I Miserabili: certe persone sono cattive unicamente per bisogno di parlare. La loro conversazione, chiacchiera nei salotti e cicaleccio nelle anticamere, somiglia a quei camini che consumano presto la legna: occorre loro molto combustibile, il prossimo.


Commenti

Tomaso ha detto…
Caro Ofelia, credo che la maleducazione ormai sia una piaga del nastra società , la cosa che mi preoccupa è che sta dilagando sempre di più nei nostri giovani.
Ciao e buona serata con un forte abbraccio.
Tomaso
Antonella S. ha detto…
Quanto hai ragione" Ovunque ti giri c'è gente maleducata: bambini, genitori, insegnanti, commesse ( questa forse è la categoria che sopporto meno, quel ciao proprio non riesco a mandarlo giù....al punto che una volta a una di queste ragazzine ho chiesto se per caso eravamo andate a scuola insieme...), dottori, amministratori. Certo, penso che le responsabilità, in gran parte, siano da imputare a genitori e insegnanti i quali sono preposti proprio a questo ma, quando si tratta di comportamenti, non sottovaluto l'impatto che il gruppo ha sul singolo. Brava, mi è piaciuto molto il post.
Un abbraccio.
Antonella
Guard. del Faro ha detto…
Io credo che la maleducazione sia figlia del cattivo esempio.
"i bambini ci guardano" non è soltanto un adagio vecchio e sorpassato.
Sull'argomento (anche se non specificatamente questo) ho espresso qualche considerazione nel post pubblicato stamattina.
Buona serata, egregia amica.
Pier(ef)fect ha detto…
Quanto hai ragione!!! Il problema tra l'altro non sono solo i ragazzini, i bambini maleducati, ma anche parecchi adulti che di tempo per essere minimamente educati ne hanno avuto a sufficienza. Ed giusta quella citazione in cui si parla di " volgarità, prepotenza, arroganza, sfrontatezza, insolenza, villania" perché sono tutti atteggiamenti correlati fra loro!
Ti dico solo una cosa: io sono sempre stato abituato a dire "buongiorno" e dare del lei ad una persona più grande. Così tanto che, visto che sui social sono a contatto con persone con età diverse, mi son dovuto forzare a non usare il "lei" perché più persone mi hanno fatto notare che fosse fuori contesto. Non so se i miei genitori abbiano esagerato, ma son contento così.
Buona serata!

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