Sono una donna curvy... e allora?



Ho un inconfessabile segreto.
Porto la taglia 46.
Vi prego non lasciate questo blog, so che avrei dovuto dirvelo prima e vi chiedo scusa!

Scherzi a parte, indosso la taglia 46 e questo significa che quando ero ragazza venivo gentilmente chiamata cicciona (ah, che deliziose creature gli adolescenti!) e invece adesso sono una donna curvy.
Che a quanto pare è un modo gentile per dire che si è in ogni caso in sovrappeso.
Come ha scritto Erma Bombeck: "Negli ultimi vent’anni sono stata perennemente a dieta. In totale ho perso 357 chili. Teoricamente dovrei stare appesa a un braccialetto come un ciondolo.”
Io mi sento così.
Davvero consolante.

Ci sono invece donne che stanno dall’altra parte del concetto.
Indossano naturalmente una taglia 38 e per quanto mangiano, come fa per esempio una delle mie colleghe, restano sempre una taglia 38 e si lamentano perché si vedono troppo magre, degli stecchini con le gambe.

immagine dal web

Si solleva dunque una questione migliore del tarlo di Amleto.
Ma cosa abbiamo noi donne nella testa che non gira per il verso giusto?
Ho letto di recente sul Corriere della Sera che le donne si accettano nella loro taglia più di quanto non lo facciano gli uomini.
Forse l’articolo lo ha scritto un alieno.
Non è assolutamente vero, noi donne siamo ossessionate dalla taglia perfetta (imposta da una società, quella della moda, composta maggiormente da uomini) e abbiamo un rapporto con la bilancia che farebbe compiacere il marchese De Sade!

Provate a digitare la parola dieta, ragazze, sul vostro motore di ricerca.
Esce fuori un numero di pagine impressionante.
Dieta 7 giorni, 7 minuti, 7 mesi, dieta liquida, dieta gassosa, dieta solida, dieta per la donna a mela, a pera e anche macedonia.
Ma che cos’è?!
Come abbiamo fatto a ridurci così?

Andiamo in palestra, ci priviamo di un sacco di cibo buono (diciamocela tutta, un piatto di lasagne grondanti ragù è meglio di un sedano triste e solitario) e per cosa?
Per quello che è successo a me la scorsa settimana.
Entro in un negozio, perché ho disgraziatamente bisogno di un paio di pantaloni, e mi viene incontro una commessa adolescente che avrà appena finito di superare la fase acneica.
Mi fissa per un momento e dopo uno sguaiato “ciaoooo” (ma che, ci conosciamo?) mi chiede “cosa ti serve?”.
Tentata dal rispondere “un filone di pane”, dal momento che siamo in un negozio di abbigliamento dico “un paio di jeans”.
Lei: “taglia 42?”.
Io penso: adesso muore.
Poi dico “no, taglia 46”.
Al che questa new entry della maggiore età mi fissa come se avesse visto Fred Krueger e mi dice “la 46? Ma sei sicura? Cioè, tu davvero vuoi una 46? Ma tu sei massimo una 44!”.
“No fidati sono una 46. Massimo non lo so, ma io porto la 46.”

Ascolta, bella mia,  penso, lo so che ho tolto le pile alla bilancia perché così evita di parlarmi la mattina ricordandomi che non sono una modella, ma non esclamare “taglia 46” come se stessi gridando “Pape Satan Aleppe” ai quattro venti!
Indosso la 46, e allora?
Scommetto che se anche indossassi la taglia 30 non andrebbe bene, perché noi donne siamo fatte così.
Ci complessiamo per quelli che crediamo essere difetti insormontabili e ci roviniamo la vita.

Giunte a questo punto, è meglio se noi rappresentanti della metà rosa del cielo tiriamo il freno a mano, costeggiamo l’astronave e riflettiamo un momento.
Accettarsi così come siamo, non sarebbe meglio?
Non si vivrebbe più felici e meno frustrate?
Alte, basse, magre, grasse, bionde, brune e rosse, siamo donne!
E se per caso ci sentiamo brutte, ricordiamoci cosa cantava Domenico Modugno:

Le donne brutte sono come fiori
che quando sbocciano
hanno mille colori,
Quelle che incontri
alle feste da ballo
e sono sempre
le più brave a ballare.
Quando le vedi per la prima volta
negli occhi hanno
due milioni di stelle.
Le donne brutte
come sono belle!
Si, le donne brutte come sono belle!
Si, le donne brutte come sono belle!
Le donne brutte come sono belle!



Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Simpatica!!! Ofelia, sei proprio quello che piace ha me!!!
Facciaci un bel sorriso augurandoci una buona domenica!!!
Tomaso
Ofelia Deville ha detto…
Grazie Tomaso, il tuo è un complimento molto gradito :-)
Un abbraccio!
Mariella ha detto…
Ahahah mi hai fatto fare una gran risata. Verissimo, siamo ossessionate dai diktat che impone la società. Io ad esempio, da tempo dovrei avere superato la fissa della linea vista l'età e la "maturità". e Invece ci ricasco periodicamente. E mi deprimo, per cui vai di cioccolata!
Grazie per avermi fatto riascoltare una vecchia e bellissima canzone di Modugno.
Bacio.
ahuahuahuah mi hai fatto morire perchè mi sono rivista nel tuo dialogo...anch'io sono una 46 però sono ok, nel senso che non è che me ne frega cosi tanto. Se piaccio bene, se la mole può dar fastidio amen tanto non è mio il problema ;) una cosa è sicura 38 è troppo poco cosi magra non vorrei esserlo mai. Se proprio devo cambiare la 44 mi piace e la trovo giusta :D a presto
Ofelia Deville ha detto…
Cioccolata fondente o al latte? Io sono per quella fondente, pensa che in borsa ho sempre dei cioccolatini per i momenti di sconforto... poi al diavolo la dieta.
Un abbraccio!
Ofelia Deville ha detto…
Col tempo ho imparato a fregarmene pure io, sono una taglia quarantasei, dalle forme generose e se agli altri non vado bene il problema è solo loro e poi perché dovrei rinunciare ai piaceri della tavola solo per una taglia in meno, non ci penso proprio.
A presto e benvenuta!
Mariella ha detto…
Cioccolata fondente con le nocciole. Il massimo!
Smack.

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