In un buco della terra viveva uno Hobbit




John Ronald Reuel Tolkien, massimo studioso di letteratura medievale inglese, nacque il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein, nel Sudafrica, da genitori inglesi originari di Birmingham. Morto il padre nel 1896, la famiglia si trasferì in Inghilterra, nel villaggio di Sarehole presso Birmingham. Dalla madre, Tolkien ereditò l’amore per le lingue e per le antiche leggende e fiabe. Dopo la morte di lei nel 1904, fu educato da Padre Francis Xavier Morgan, un sacerdote cattolico degli Oratoriani. Studiò all’Exeter College di Oxford, dove ottenne il titolo di Bachelors of Arts nel 1915. Combattente nella prima guerra mondiale, ritornò ad Oxford ove divenne Master of Arts nel 1919, e collaborò all’Oxford English Dictionary. Insegnò lingua e letteratura anglosassone ad Oxford dal 1925 al 1945, e poi lingua e letteratura inglese fino al suo ritiro dall’attività didattica. Morì a Bournemouth, nello Hampshire, il 2 settembre 1973.

COME TUTTO EBBE INIZIO – Tolkien ebbe una carriera professionale senz’altro brillante, ma che sicuramente sarebbe stata sconosciuta ai più se un giorno, sul retro di un compito che stava correggendo non avesse scritto distrattamente: «In un buco della terra viveva uno Hobbit».

Tolkien è stato un genio?
Forse sì, forse no poiché la storia del compito corretto è ambigua quanto quella del manoscritto manzoniano.
Di sicuro è stato un uomo dotato di grande fantasia che ci ha regalato mondi fantastici e personaggi straordinari.
Peccato che oltre lo Hobbit e Il Signore degli Anelli (entrambi alla prima edizione, senza quindi gli approfondimenti e le aggiunte dei pezzi mancanti) non abbia mai visto la pubblicazione della altre sue opere come il Silmarillion, I figli di Hurin, I racconti incompiuti, Le avventure di Tom Bombadil...
In questo 125 anniversario della nascita dello scrittore rimane da chiedersi: quanto c’è di Tolkien nei libri di Tolkien?

Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, Come vedi passato Natale e pure il nuovo anno2017 che speriamo tutto bene, ora sta pure arrivando la Befana, che io ho dei ricordi della mia infanzia, oggi non è più come una volta!!! Ciao e buona giornata cara amica con un forte abbraccio.
Tomaso
Francesca A. Vanni ha detto…
Non è la prima volta che anche io mi pongo questa domanda.
Certo, nulla toglie alla grandezza delle opere, semmai potrebbe arricchirle.
Grazie per questo omaggio a un genio del Novecento.
Lo condivido!
Baci, Francesca.
Patricia Moll ha detto…
Quanto ci sia di Tolkien nei suoi libri non so dirti. L'unica cosa certa è che lo amo.
Il Silmarillion è parecchio "tosto", lo Hobbit è di più semplice lettura ma la trilogia del Signore degli Anelli è per me il suo capolavoro.
Trovo anche che abbia una morale notevole. Bene e male contrapposti, il bene che vacilla e si oscura all'avanzata del buio, il male. Il tutto passando per le dobolezze umane, il coraggio, la paura... il non giudicare dalle apparenze ma dalla sostanza.
Tre volte ho letto la trilogia :))
Ciao Ofelia,
ho visto il film però non ho letto i suoi libri quindi per me questo post è un po' una scoperta dell'autore. Un capricornino come me nato esattamente due giorni dopo di me anni prima. Di fantasia ne ha avuta da vendere e mi chiedo con curiosità perchè le sue altre opere non sono state pubblicate. a presto e buon serata :D
avevo commentato questo posto però forse la pubblicazione non è andata a buon fine ...peccato!!!

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