Epub o non epub?



 
E-reader o non e-reader?
Ebook o non ebook?
Dopo che ho letto tanti post e commenti su questo argomento, ho pensato di scriverne uno anche io... tanto per arricchire di altre parole le pagine web!

L’ebook nasce molto prima di quanto tanti pensino.
Era il 1949 e Ángela Ruiz Robles, maestra e inventrice spagnola, registrò un brevetto di Enciclopedia Mecánica, che anticipò alcune caratteristiche del futuro eBook il quale vide la luce nel 1971 con il Progetto Gutenberg.
Poi le cose si sono evolute e nel 1995 Amazon lanciò il primo Kindle.
Il resto, come si dice, è storia.

Personalmente sono dell’idea che il libro stampato su carta ha un innegabile fascino ed è giusto che continui ad essere presente, detto questo bisogna fare delle considerazioni.
Stampare libri costa, soprattutto in termini ambientali.
Migliaia di alberi vengono abbattuti ogni mese per creare libri, giornali, quaderni, diari...
Inoltre c’è un problema in campo editoriale: i libri spesso non vengono venduti e rimangono in giacenza, per un sacco di motivi diversi, così alla fine devono andare al macero.

Parliamo poi delle case editrici. In tutto il mondo, specialmente in Italia, se non hai le giuste raccomandazioni non pubblichi con le case editrici.
Gli ebook consentono anche a chi non ha un nome altisonante o non lubrifica i giusti ingranaggi di poter pubblicare.
Lo dico io?

“I famosi libri in ebook, odiati dagli editori – cui in ogni caso molti si sono dovuti adattare, viste le modifiche delle tipologie di lettori – rappresentano comunque un mezzo par fare sì che anche gli autori che non sono in grado di riferirsi a un editore a pagamento e ancora più (“figli di un dio minore”), di riferirsi a uno dei grandi nomi dell’editoria (comunque in crisi), possano pubblicare i loro scritti perché non divengano cenere in qualche dimenticato cassetto.”

Affrontiamo il terzo scoglio.
La nascita degli ebook, oltre ad abbattere i prezzi di vendita e salvare molti alberi, ha permesso a volumi vecchissimi di rivedere la luce.
Libri che altrimenti non sarebbero mai più arrivati a noi, visto che tutte le case editrici prima o poi smettono di stampare manoscritti considerati “obsoleti” o “poco interessanti”.

Quarto punto: non prendiamoci in giro, anche due libri cartacei pesano se devono essere portati in borsa.
Se poi come me si è una lettrice dotata del dono della “lettura veloce” che di libri se ne deve portare via almeno tre o quattro (in vacanza molti di più) allora benvenuta cervicale.
Un e reader normale, come per esempio il mio kobo, può contenere fino a tremila libri di medie dimensioni e pesa davvero poco.
Molto più comodo.

Perché dunque demonizzare l’ebook e l’e-reader e non dire che possono trovare un proprio posticino accanto al caro vecchio libro di carta? Sembra un po’ l’annosa diatriba di quando il cd prese il posto del vinile (che comunque non è mai sparito): che noia!
Io ho adottato una politica che funziona: se un libro mi piace particolarmente, parla di arte o fa parte di una collezione che seguo da tempo, lo compro in versione cartacea.
Altrimenti benvenuto ebook.

Commenti

Patricia Moll ha detto…
Ti cito "il libro di carta ha indubbiamemte un fascino" aggiungo unico.
Adoro sfogliare le pagine, sentire frusciare... scriverci sopra annotazioni a penna se qualcosa mi colpisce.
L'ebook fuori casa è indubbiamente più comodo.
Ho un tablet, non un e reader, però quando so che dovrò attendere, lo metto in borsa. Non tanto per il peso anche se la leggerezza ha il suo vantaggio passando gli anni e tenuto conto del peso della mia borsa già di suo. E' più comodo! Mentre attendo posso decidere quale libro leggere. Se di poesia o un romanzo. Ne ho sempre più di uno iniziato e che faccio? Me li porto tutti dietro?
Sinceramente ero una che osteggiava l'ebook. Ora i soo ricreduta. Compro principalmente cartaceo ma per il libro digitale c'è già la figlia che mi foraggia e mi va bene così
Condivido la tua conclusione, il cartaceo non esclude l'e-book e viceversa. Sono diatribe vuote e sterili. Poi potendo io preferisco il cartaceo ma ripeto tutti e due gli elementi hanno potenzialità e vantaggi diversi per cui, anche secondo me, possono coesistere entrambi.
Mariella ha detto…
Guarda, io non demonizzo nulla, solo che continuo ad essere disinteressata all'e-book e a leggere su carta. Da parecchio tempo la maggior parte delle case editrici, anche le più piccole e sconosciute si stanno adeguando e stampano su carta riciclata. Io resto legata al cartaceo e al suo peso, che non mi "pesa" più di tanto anche quando vado in vacanza, visto che porto con me una borsa a loro dedicata.
Punti di vista, nulla più.
Francesca A. Vanni ha detto…
Da scrittrice e lettrice ti dico che vedo benissimo la convivenza fra epub e cartaceo, esattamente come hai concluso nel post. Io infatti lascio che i miei libri siano pubblicati in versione elettronica che cartacea.
Il libro di carta è bello, ma costa e a volte è poco pratico: quindi lo compro quando proprio ci tengo ad averlo o per la mia collezione di Star Wars (quest'anno sono 28 anni d'amore).
Altrimenti va benissimo la versione epub, anche perché il mio kobo è super pratico e leggero, lo porto dappertutto!
Baci, Franny
Ofelia Deville ha detto…
La penso come te cara Patricia, il libro cartaceo lo riservo alle letture di casa, mentre se sono fuori o in viaggio l'e-reader è decisamente più comodo.
Un abbraccio!
Ofelia Deville ha detto…
L'uno non esclude l'altro.
Ofelia Deville ha detto…
Cara Mariella, non so quanti libri ti porti in vacanza, ma credimi quelli che mi porto dietro se non fossero in epub avrebbe un notevole peso, anche in una borsa a loro dedicata.
Ofelia Deville ha detto…
Come dicevo a Daniele, l'uno non esclude l'altro.
Un abbraccio!
Mariella Esseci ha detto…
Tanti Ofelia. Tanti e l'ebook e la sua freddezza non mi avranno mai☺

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