Splendessero lanterne


Splendessero lanterne, il sacro volto,
preso in un ottagono d’insolita luce,
avvizzirebbe, e il giovane amoroso
esiterebbe, prima di perdere la grazia.

I lineamenti, nel loro buio segreto,
sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
e dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
la tela della mummia mostrerà un antico seno.

Mi fu detto: ragiona con il cuore;
ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.

Mi fu detto: ragiona con il polso;
ma, quando affretta, altero il passo delle azioni
finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
che dimena la barba al vento egiziano.

Ho udito molti anni di parole, e molti anni
dovrebbero portare un mutamento.
La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.
(Dylan Thomas)



Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, veramente belle questa poesia, non conoscevo questo poeta!!!
Ciao e buon fine settimana cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Francesca A. Vanni ha detto…
Dylan Thomas... le sue parole, come quelle di Yeats, Wordsworth, Auden e altri poeti che adoro, meritano sempre di essere celebrate.
Un abbraccio, Franny
Grande scelta, bella la poesiadi Dylan Thoms che hai postato.
Ottima scelta!
Ti auguro un buon fine settimana.

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