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Visualizzazione dei post da Aprile, 2017

Cercasi italiano leggente

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Vota Antonio! L'Italia 50 anni dopo la morte di Totò

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Antonio De Curtis nasce a Napoli il 15 febbraio 1898 e fin da piccolo viene chiamato affettuosamente Totò. La mamma, Anna Clemente, è una ragazza madre e per questo viene registrato all’anagrafe come Antonio Clemente, figlio di N.N.
La condizione di “figlio di nessuno” gli ha sempre creato dei complessi, ragion per cui si è delineato in lui un desiderio di ascendenze chiare e nobili. Questo desiderio si è concretizzato successivamente con una sorta di acquisizione di titoli nobiliari tramite una sua adozione in età adulta, dietro compenso.
Solo nel 1921 Antonio verrà riconosciuto come un De Curtis, dopo il matrimonio della madre con Giuseppe De Curtis.
Durante la difficile giovinezza, un pugno gli provoca una notevole deviazione del setto nasale determinando anche la parziale atrofia che si manifesterà nella sua tipica asimmetria facciale. Sin da bambino, in Totò è viva la passione per il teatro e per i personaggi comici in particolare. Dalle recite familiari al palcoscenico il passo è…

Una foto e... # 2

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Ciao amici blogger, eccoci al secondo appuntamento dell’iniziativa “ Una foto e…” il regolamento lo trovate qui. Lasciate spazio alla fantasia, al vostro umore e buon gioco a tutti. Ricordatevi di lasciarmi nei commenti il vostro link. Grazie a tutti!

Io son contadinella
della campagna bella
se fossi la regina
sarei incoronata,
ma son contadinella
mi tocca lavorar. E cinquecento cavalieri
con la testa insanguinata
con la spada sguainata
indovina che cos’è.
E sono, sono le ciliege!
Sono, sono le ciliege.
Sono, sono le ciliege
che maturan nel giardin. (filastrocca popolare)

Il paese delle maree

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“Immaginava i delfini, il loro pigro aggirarsi ascoltando gli echi riverberati dell’acqua, elaborando immagini tridimensionali che solo loro erano in grado di decodificare. L’idea di percepire a quel modo la realtà circostante non cessava di affascinarla: l’idea che “vedere” fosse anche “parlare” a quelli della tua specie, per la quale il semplice fatto di esistere significa comunicare.”
Il “Paese delle maree” narra la storia di Piya, giovane biologa marina americana ma di origini bengalesi, di Kanai, un traduttore multilingue e di Fokir, un povero pescatore bengalese, le cui vite si incrociano, si intrecciano fino a diventare un’unica storia  nello scenario dei Sundarban, territorio che si affaccia sulle coste del golfo del Bengala, dove i confini tra acqua dolce e acqua salata, fiumi, mare, terra e acqua vengono quotidianamente stravolti dall'incessante ritmo delle maree. Una storia avvincente, che parla di dignità degli esseri umani, di scelte di vita, di rispetto, di pragmati…