Vero lettore cercasi

La cosa che più di tutte mi stupisce è che invece di provare a riservare o ad investire qualche misero fondo nelle voci di autori nuovi, inediti e valenti e che un giorno potrebbero veramente formare il substrato culturale della nostra Nazione, si continua a dare spazio solo e soltanto a personaggi dello spettacolo, facoltosi privati che non badano a spese, e tanti altri ridicoli personaggi che onestamente non fanno nemmeno ridere e divertire.
Ritengo onesto riconoscere che una casa editrice debba necessariamente raggiungere un giusto equilibrio fra spazzatura commerciale e buoni prodotti ma contestualmente ritengo giusto che, nello stesso tempo, ci si dovrebbe adoperare attivamente anche nella promozione di nuove voci, nuovi talenti del panorama letterario italiano.
 Cose invece che soltanto piccole case editrici o sconosciute associazioni fanno.

Questo che avete appena letto è lo spezzone di una lettera scritta diciassette anni fa da un piccolo libraio di un anonimo paesino ai rappresentanti di una delle più grandi case editrici italiane.
Diciassette anni fa.
Prima della seconda crisi editoriale, della quale il paese soffre ancora, prima dell’avvento dei libri elettronici e delle case editrici di auto pubblicazione.
Già allora si evidenziava un problema che oggi è diventato di proporzioni gigantesche: la stupidità che dilaga nella comunità dei lettori.

Chiariamo un concetto: la gente che legge in Italia è poca, come avevo già scritto in un post precedente.
Purtroppo di questa bassa percentuale, una buona fetta è anche affetta da stupidità cronica.
E questo dimostra purtroppo che in Italia la cultura è andata definitivamente in crisi, annaspa in mari di mediocrità e ignoranza.
Ciò che è peggio è che, parlando di libri, le case editrici danno al popolo ciò che il popolo chiede.

Chiedete in libreria di libri scrittori esordienti, vi diranno che non possono farsi arrivare le loro opere.
Chiedete di libri editati da case auto pubblicanti, vi diranno che non esistono.
Chiedete di libri “vecchi” o “rari”, vi diranno che gli dispiace tanto ma sono fuori commercio.
E intanto il compiacente commesso di turno finto esperto (vendere libri non significa necessariamente essere un buon lettore e conoscere i libri, ricordiamocelo!) vi piloterà con sapiente maestria verso capolavori come:
-io che amo solo te ma se mi lasci poi che ne sarà di noi intanto che siamo after ma anche before e ciò che si trova nei duecento giorni insieme
-il quinto capitolo della sesta trilogia della tredicesima saga dei furetti spaziali del trono di sabbia e acqua
-cinquecento sottosfumature di cannelloni ripieni di finto sadomaso con ah-ah-ah annesso con supercazzola prematurata.

E voi, se siete come me, vi chiederete: ma cosa è successo ai libri e ai lettori?
Bisogna sottoscrivere un contratto col Diavolo per avere libri da leggere con la elle maiuscola e per trovare un lettore intelligente, critico, sensibile e obiettivo?

Poi cerco di consolarmi e dico: vado a vedere un po’ nei negozi on line, magari trovo qualcosa di interessante.
Apriti cielo.
Mi trovo commenti come:
-conoscendo già la scrittrice molto documentata e diciamo un po’ pignola. Tutto bene, se non si parlasse dell’autore Elan Mastai che è un uomo ed è al suo romanzo d’esordio (del quale vi parlerò in un prossimo post);
-difficile dire se sia un romanzo o un romanzo incentrato. Intelligenza not found. (il commento era riferito ad un romanzo dello scrittore Erri De Luca. Stiamo scherzando? Parliamo di un autore, che per quanto possa piacere o non piacere, è una delle voci letterarie più autorevole del panorama italiano.)
Oppure: trama troppo complicata, ci sono troppi personaggi, è difficile da capire... santo cielo, fra poco anche un fumetto come Topolino è difficile da capire!
Anche la storia più semplice ha un certo numero di personaggi.
E poi i nomi. Che confusione c’è se il signor Mario Rossi viene chiamato confidenzialmente Mario (magari da un amico o da sua moglie) oppure signor Rossi (magari dal suo capufficio) ?
Quale incasinamento si crea nelle teste di questi lettori?
Possibile che non riescano a leggere un libro che abbia una trama, più di un personaggio e che non si fermo nelle acque torbide della superficialità?

Insomma, cosa posso dire?
Chi potrà mai risollevare le sorti libresche e culturali del nostro paese?
Basteremo noi pochi lettori seri per farlo?
Non lo so ma intanto vi lascio con una citazione del teorema sulle Leggi fondamentali della stupidità umana di Carlo M. Cipolla, Professore Emerito di Storia Economica a Berkeley: sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.
Pensiamoci sopra.





Commenti

diciasette anni fa però è davvero tanto contemporaneo da far paura. Oggi, ormai, vi è solo tanta spazzatura e se non sei nessuno continuerai a non esserlo nessuno. un abbraccio a presto
Santa S ha detto…
Ho ripreso a leggere La prevalenza del cretino di Fruttero e Lucentini, perchè la situazione era chiara fin d'allora. Che poi, mi chiedo, servirebbe a qualcosa? Tra edonismi vari e culinaria, non che io condanni tutto questo, anzi il piacere cammina con l'uomo e ben venga, ma atrofizzare i cervelli è il peggiore dei mali, un'arma vincente. Ne hai scritto tu e ne ho scritto io un po' di tempo fa sull'analfabetismo funzionale, quello di cui scrivi oggi è uno dei risultati.
Se ti capita e non lo hai visto, guarda Idiocracy di Mike Judge, purtroppo il film non è riuscito benissimo e anche il doppiaggio fa pena, ma merita per il quadro agghiacciante di un possibile futuro governato da idioti...
Sfondi una porta aperta con me su questo tema. E questo vale anche per teatro, cinema ecc… Che tristezza.
Ofelia Deville ha detto…
@Audrey
Però tra questi nessuno c'è tanta gente che vale, questa è sempre una bella cosa.
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@Santa S
Cercherò il film che mi hai citato, sembra davvero interessante.
Per il resto mi trovi d'accordo.
A presto.
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti il Rockpoeta
Hai ragione, è una tristezza infinita...
Nel tuo post hai descritto molto bene la situazione reale.
Saluti a presto.
Patricia Moll ha detto…
Hai ragione da vendere, Ofelia!
Ma che colpa abbiamo noi (scusate Rokes) se c'è gente che vuole "leggere" la vit di Totti (con tutto il rispetto per lo sportivo) o le avventure di Monica Lewinsky?
Questo degli scrittori emergenti che non riesco ad emergere causaa ignoranza abissale di case editrici, ibrari e lettori è uno dei motivi che mi spinge a fidarmi di blogger amici e a presentarmi al Salone del Libro, snobbando Rizzoli, Feltrinelli e compagnia briscola a vantaggio di CE piccole che normalmente si trovano solo lì.
Francesca A. Vanni ha detto…
Dopo aver letto il teorema di Cipolla ne sono rimasta letteralmente affascinata: quanto è vero quel teorema!
E da scrittrice ti dico che questo problema della stupidità dilagante è tanto nei lettori quanto negli scrittori. Vengono pubblicate di quelle cose che persino a livello lessicale sono spazzatura.
Il guaio è che poi "il pubblichino" lo apprezza.
Orrendo!
Un abbraccio,
Franny

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