Esterofilia non è sinonimo di garanzia

Un giorno un autore scrive un libro e da quel libro ne viene tratto un film (lo so, fa molto Top Dollar del film “Il Corvo”).
Non avrei detto niente di nuovo, se il romanzo in questione (nato da una precedente pièce teatrale dell’omonimo scrittore) non fosse “La cena” di Herman Koch.

Quattro persone.
Una cena in un ristorante di lusso.
Nel tempo che va dall'aperitivo alla mancia, due coppie di genitori dovranno decidere il futuro dei proprio figli.
Perché i ragazzi hanno commesso qualcosa di imperdonabile.

Da questo libro Oren Moverman ha creato il film “The dinner” con Richard Gere e Laura Linney, uscito da poco nelle sale.
Ma...

Eppure c’è un “ma” e questo “ma” sta nel fatto che non è la prima volta che il romanzo di Koch viene messo in scena e proiettato nelle sale cinematografiche.
Nel “lontano” 2014 un”ignoto” regista di nome Ivan De Matteo dirige un “ignoto cast” composto da Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno e Barbora Bobulova.
Il risultato è “I nostri ragazzi”, un film che vince quattro Nastri d’Argento, un Ciak d’oro, un David di Donatello, il primo Premio Federazione Italiana film d’Essai e il Premio a Cannes per “Un certain regard”.
Vi risulta che qualcuno abbia mai parlato di questo film?
A parte Sky, che lo ha mandato in onda l’anno scorso, la pellicola è passata in sordina.
E ora, proprio in questi giorni, il film con Richard Gere (Ricky scusami, mi piaci tantissimo ma questa volta devo fare la cattiva) viene invece strapubblicizzato, sponsorizzato, osannato e tutti gli “ato” possibile.

Mi viene così da pensare una cosa: non è che anche nel 2017 molti di noi italiani sono ancora malati di esterofilia?
Sembra proprio che sia così.
Se un prodotto è italiano deve per forza avere un difetto, essere sottovalutato e criticato negativamente. Se un prodotto è estero invece ha sempre quel “non plus ultra” che lo rende unico, inimitabile e superlativo.
Fa niente se poi è cacca fritta.
Come disse Camillo Benso Conte di Cavour: l’Italia è fatta, ora bisogna fare gli italiani.
Basta darsi una mossa, aggiungo io.

Per quanto riguarda il film, seguite invece il mio consiglio.
Prima leggetevi il libro di Koch, perché è molto bello.
Poi guardate “I nostri ragazzi”, perché ne vale la pena.
Infine, se vi va, guardate anche “The dinner” e fate i paragoni con le opere precedenti.
E se per caso “I nostri ragazzi” vi piacerà più dell’americano “The dinner” non vergognatevi a dirlo.


Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, ti capisco e penso che tutto è buono,per fare soldi e noi tutti che cadiamo dentro!!!
Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
cristiana2011 ha detto…
Non ho visto la versione italiana di questo film, probabilmente perchè non mi è capitato di leggerne : sono un'amante di film italiani degni di questo nome.
Se mi capiterà di vedere la versione americana farò un raffronto, anche se penso che la tua critica sia obiettiva, poichè non parli a vanvera come dimostrano i tuoi post.
Buonagiornata!
Cri
Francesca A. Vanni ha detto…
Ho visto "I nostri ragazzi" l'anno scorso e l'ho trovato davvero molto bello, infatti sono negativamente stupita del fatto che il pubblico lo abbia ignorato.
Per quanto riguarda il tuo discorso in generale hai ragione: la maggior parte degli italiani schifa i propri prodotti ma come sente la parola "estero" si illumina a giorno.
Per esempio nel campo editoriale le grandi case editrici preferiscono investire negli scrittori stranieri ma le nuove promesse italiane le ignorano, salvo poi lamentarsi se si rivolgono alle case self.
Un abbraccio :-)
massimiliano riccardi ha detto…
Il film "I nostri ragazzi" l'ho visto e mi ha messo a dura prova, l'ho trovato meraviglioso, mi ha turbato molto. Chi ha figli adolescenti ha buoni motivi per riflettere.
Verbena C. ha detto…
Non è esterofilia, è evidente che gli americani investono di più nel pubblicizzare i loro film nelle nostre sale cinematografiche. Non è il primo film italiano che passa inosservato.
Non credo sia solo una questione di esterofilia, è che le major USA hanno più mezzi per pubblicizzare e spingere il film. Hai ragione, quel film è passato in sordina ed anche io l'ho perso e mi dispiace. Resta il fatto che il cinema Italiano vive cmq un momento non felice tranne rare eccezioni che non per questo devono venire sottaciute e non adeguatamente pubblicizzate.
Ofelia Deville ha detto…
@Tomaso
Quanto hai ragione!
Un abbraccio
Ofelia Deville ha detto…
@cristana 2011
Ti consiglio di vedere il film e leggere il libro, non resterai delusa.
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A Vanni
E che noi italiani siamo gente strana, per dirla con le parole di un mio piccolo paziente "siamo tutti montati al contrario".
Ofelia Deville ha detto…
@massimiliano riccardi
Ti dirò che ha messo a dura prova anche me che non ho figli.
Ofelia Deville ha detto…
@Verbena C
Il film è stato pubblicizzato, ma siccome gli attori e il regista sono italiani e alcuni italiani per quanto riguarda i loro prodotti interni hanno la puzza sotto il naso, preferiscono credendo di essere cool di votarsi ai prodotti esteri... lo fanno con i libri, col cibo, con le vacanze, con i nomi da dare ai figli... posso continuare.
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti il Rockpoeta
Diciamo che il cinema italiano da cinepanettone non ci mette in buona luce, ma credimi ci sono film nostrani che non solo non hanno niente da invidiare alla cinematografia estera ma sono addirittura superiori. Hai visto il film "Lo spazio bianco" con Margherita Buy? Se non lo hai visto te lo consiglio vivamente.

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