Quell'amore!

Un giorno di fine estate, il sole al calare rifletteva il suo riverbero sulle onde di quel mare che sembrava infinito.
Una donna camminava a piedi nudi sulla sabbia bagnata, mentre l’acqua le lambiva le caviglie.
Ogni tanto si fermava a guardare l’orizzonte come se aspettasse di veder comparire qualcuno.
L’assenza era il suo presente, l’attesa il suo passato.
Raggiunse una piccola cala riparata dagli scogli e si sedette sulla sabbia umida.
Il vento le accarezza il viso, mentre la mente si perdeva nel viaggio dei ricordi, quei ricordi che le avevano dato la forza di resistere in quel mondo di solitudine.
Improvvisamente venne trasportata in un altro tempo, un tempo felice, un tempo dove l’amore scandiva le sue giornate.
Era giovane allora… erano giovani.
Dovevano incontrarsi di nascosto per evitare le malelingue di quel piccolo paese arroccato sul monte che sovrastava il mare sottostante.
Usciva di casa subito dopo aver riordinato la cucina, quando il sole caldo coi suoi raggi implacabili invitava tutti a chiudersi nella frescura delle spesse mura di casa.
Silenziosamente percorreva le strette viuzze che portavano al mare, camminando sulla sabbia bagnata raggiungeva la piccola cala celata a sguardi indiscreti.
Mentre attendeva che il suo amore la raggiungesse, raccoglieva le conchiglie che la marea portava fino a riva, oppure con gli occhi seguiva il volo dei gabbiani fino a quando il suo sguardo si posava su un’altra visione.
Lei, stava arrivando, con il suo incedere elegante e al tempo stesso sinuoso.
Presto le loro mani si sarebbero toccate, le loro labbra sfiorate, i loro corpi uniti e poi si sarebbero perse l’una negli occhi dell’altra.
Tra loro le parole non erano necessarie: si conoscevano profondamente, usavano il linguaggio segreto degli amanti.
Quel piccolo mondo riparato dagli scogli era tutto quello che volevano e gli bastava per sentirsi felici e libere come i gabbiani.
Si riscosse da quei dolci ricordi e sorrise amaramente, non sempre la vita regala tanta felicità senza chiedere nulla in cambio.
La magia del loro amore fu un breve viaggio.
Le voci… furono quelle maledette voci che armarono la mano di chi mise fine al loro amore.
Chiuse gli occhi per un momento ma non riuscì a impedire a quel terribile ricordo di riaffiorare.
Rivide il padre del suo dolcissimo amore affondare la lama del coltello in quel fragile corpo, cento volte, con il volto stravolto dalla rabbia e dal disgusto per lavare l’onta del disonore, per poi andarsene lasciandola a terra come una bambola rotta senza degnarla di uno sguardo.
Stravolta dal dolore, si inginocchiò accanto a lei prendendola tra le braccia.
Con le mani tremanti scostò i capelli dal quel viso che mille volte aveva baciato, voleva che l’ultima cosa che quei meravigliosi occhi color del mare vedessero fossero i suoi occhi pieni d’amore.
Mentre il sangue tingeva di rosso la sabbia, portandosi via quell'amore che alcuni consideravano sbagliato, sentiva che anche la sua vita iniziava il suo finire.
Il doloroso rimpianto per non essere morta anche lei sarebbe stato il solo testimone di quel
legame benedetto dal mare ma maledetto dagli uomini.
(Ofelia, 2017)

(immagine di Slava Groshev)

Commenti

Patricia Moll ha detto…
Racconto stupendo Ofelia!
Amore profondo che lotta contro la vita cosddetta perbene. E perde... o forse no?
Complimenti!
Francesca A. Vanni ha detto…
Un racconto che fa venire i brividi, fa aggrovigliare lo stomaco, fa piangere e ti fa chiedere perché ci sono persone che odiano, persone intolleranti, persone che non sanno accettare il proprio prossimo e devono fare del male agli altri?
Condivido questo tuo scritto, perché è meritevole e dovrebbe ricordare a tutti noi che ogni persona va rispettata e che l'amore dovrebbe sempre guidarci.
Cosa che purtroppo non accade.
Baci, Franny
Bellissimo racconto mi bai fatto venire in mente un film italiano che raccontava un amore tra due donne in una Sicilia dei primi del novecento se non erro. Non ricordo il titolo ma fu un film straordinario.
Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, bellissimo questo post, complimenti, e grazie di averlo condiviso.
Ciao e buona giornata con un abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Florentina Andrei ha detto…
Questa è un altra storia che hai scritto tu? La trama è avvincente, non vedo l'ora di leggere il resto
Cari saluti,
Flo
Sugar Free ha detto…
Oh... così però mi metto a piangere!
Non è giusto che le persone omosessuali siano discriminate solo perché amano. Uccidere i figli va bene, ma amare una persona dello stesso sesso no.
Che roba assurda...
Comlpimenti per il racconto e baci!
Ofelia Deville ha detto…
@Patricia Moll
Grazie!
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Grazie Franny!
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti il Rockpoeta
Il film di cui parli è "Viola di mare", bellissimo, struggente e intenso.
Ofelia Deville ha detto…
@Florentina Andrei
È un breve racconto autoconclusivo.
Ofelia Deville ha detto…
@Tomaso
Grazie amico mio.
Un abbraccio e un sorriso :-)
Ofelia Deville ha detto…
@Sugar Free
Tante cose a questo mondo non sono giuste, ma voi ragazzi potete fare la differenza.
Un abbraccio

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