Come disse Nannarella "Non togliermi nemmeno una ruga, ho pagato ognuna di esse a caro prezzo"

Ci sono facce moderne e facce antiche, facce allegre e facce tristi, facce slavate e facce screpolate, e poi anche facce piene di cicatrici, di graffi, di lividi, di foruncoli, di cipria, di bronzo, di guano, di ghiaccio, di pioggia, di nebbia, di vento, di smog… Ci sono facce e facce!!!

Ieri una mia collega è venuta a farmi visita, dato che al momento non posso ancora tornare al lavoro a causa della mia gamba che continua a darmi problemi.
Ci siamo accomodate sul divano, si è tolta gli occhiali da sole e ho stentato a riconoscerla... Mi ha fatto paura.
Aveva gli occhi pesti, le lebbra gonfie come Rocky dopo un incontro contro Apollo Creed.
Le ho chiesto se avesse fatto un incidente e invece lei mi ha candidamente confidato che si è sottoposta a una piccola serie di interventi di chirurgia estetica.
Piccola serie che si compone di: mastoplastica additiva, rinoplastica, lifting, peeling, botox e liposuzione addominale e presto protesi ai glutei per un lato B più sensuale.
Sono rimasta di sasso perché nonostante i suoi 58 anni, la mia collega era una bellissima donna con un fisico da far invidia a ragazze anche più giovani.
Quando le ho domandato perché lo avesse fatto, ha risposto che è stato per essere più attraente agli occhi del suo compagno, che ha 29 anni (ed è di quattro anni più giovane di suo figlio).
Peccato che né suo figlio, né il suo compagno hanno preso bene questa storia.

Rimasta sola, non ho potuto fare a meno di chiedermi: quanto le persone sono diventate schiave dell’estetica, delle apparenze e del bisturi?
Troppo.
Basta pensare che nel 2016 soltanto in Italia, oltre 150mila persone fra uomini e donne si sono sottoposte a interventi di chirurgia estetica.
C’è chi vuole rifarsi il seno, il naso, le labbra, la tartaruga, chi vuole farsi allungare il pene, chi vuole rifarsi le ginocchia, gli zigomi, il “lato B” ma anche chi vuole somigliare a un vip, a Cleopatra o Nefertiti, chi vuole farsi fare i canini da vampiro, la faccia da gatto, le corna da Belzebù, la lingua biforcuta...
Non solo l’Italia, ma tutto il mondo è ossessionato dalla chirurgia estetica.
La corsa al bisturi conta sempre più partecipanti, con risultati discutibili.

Ammetto che parlando di chirurgia estetica, io la penso necessaria solo in campi che lo richiedono davvero: persone nate col labbro leporino, vittime di gravi malattie, incidenti, ustionati, donne che sono state sfregiate con l’acido...
Invece gli interventi in aumento non sono questi, bensì quelli che vi elencavo sopra.
Perché?
Cosa spinge queste persone a sottoporsi a tutto questo?
I medici hanno coniato un termine per tale comportamento che si chiama dismorfofobia.

A differenza che in passato oggi si sta diffondendo l’illusione di poter conquistare quello che una volta o c’era o non c’era: la bellezza/perfezione fisica. C’è sempre meno spazio per l’accettazione di se stessi e l’investimento in altre qualità, e sempre più ricorso a trattamenti di vario genere per correggere il corpo, considerato un oggetto da manipolare in quanto strumento per raggiungere altri obiettivi.
La cultura del bello ha radici antiche (già gli antichi Greci legavano la bellezza del corpo a quella dell’anima) e influisce sulla vita delle persone come dimostra da tempo la Psicologia Sociale: i belli guadagnano di più, ricevono più spesso promozioni e le foto dei loro volti sottoposte a bambini di pochi mesi vengono fissate per più tempo (e quindi preferite) rispetto alle foto dei meno belli.
Perfino i professori di bell’aspetto influenzano positivamente la resa della classe!
È quindi innegabile che la bellezza influenzi la percezione che si ha di una persona, e che possa portare vantaggi a molti livelli: abituandosi ad essere trattati bene dagli altri fin da piccoli, i belli acquisiscono maggiore autostima e possono raggiungere buoni risultati grazie ad un atteggiamento sicuro, determinato e seduttivo.
Chi soffre di dismorfofobia e pensa di raggiungere la bellezza in maniera “artificiale” non può però contare su queste esperienze passate e si aspetta di rimediare con interventi esterni ad insicurezza, isolamento sociale e magari depressione, attribuendo la colpa delle proprie sventure solo all’aspetto fisico e andando incontro a grosse delusioni nel momento in cui il difetto (reale o presunto) viene corretto e nulla cambia nel rapporto con gli altri.
Da qui la probabile spinta a ricorrere ad altri interventi perché il primo non è stato evidentemente sufficiente.
I soggetti dismorfofobici possono non solo vedere difetti che non esistono o considerare inaccettabili difetti del tutto trascurabili, ma anche sviluppare una vera e propria dipendenza dagli interventi di medicina estetica.

Ma c’è anche la fatorexia, quel male che porta le persone a vedersi troppo grasse e conduce a malattie pericolose come l’anoressia e la bulimia.
E la società?
La società appoggia, non tanto silenziosamente, tutto questo.
Con campagne pubblicitarie fatte solo da persone belle, con comportamenti sbagliati che spingono alla ricerca dell’eterna giovinezza, con frasi ipocrite come “la bellezza interiore è la vera bellezza” mentre intanto spinge le persone a standard estetici irraggiungibili.
Manca la capacità di accettarsi per come si è, coi propri pregi e difetti, di andare oltre le apparenze, di accettare il tempo che passa e i cambiamenti che comporta.
E così l’importanza delle cose, il vero bello delle persone scivola via come l’olio sull’acqua.

“Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”: così scriveva Antoine de Saint Exupery, peccato che al giorno d’oggi il cuore non lo usi quasi più nessuno.


Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, se penso che con 87 anni devo vedere delle facce rifatte perché non piacciono come sono, io non capisco perché lo fanno!! Certo io ragiono da 87 anni e velo le rughe delle mia dolce metà, e sono belle!!!
Ciao e buona domenica qui da noi piove ed è fresco, con un abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Aggiungerei la rinoplastica se necessaria veramente. La superficialità che si vive sui social poi la si trasporta anche sui noi stessi ed ecco quindi che molte donne si illudono di migliorarsi con queste operazioni ed invece diventano come bambole di plastica con facce che sembrano mascheroni da circo perdendo la loro sensualità che avevano invece prima. Ma l'inseguire falsi miti di bellezza fa anche questo...
Sugar Free ha detto…
Mia mamma tutte le mattine mi fa compagnia mentre mi preparo per la scuola, non c'è volta che non mi dica "sii felice di come sei, perché siamo tutti belli così come natura ci ha fatto".
E io ci credo ciecamente, anche se sono una 46 dai fianchi generosi e non ho un seno da superstar.
A me piaccio così, al mio ragazzo piaccio così e degli altri chissenefrega!
Baci
Francesca A. Vanni ha detto…
Dire che l'estetica non conti è ovviamente una balla: l'arte, la lettura, la natura... se qualcosa per noi è bello (per noi e basta, mica per tutti), di sicuro ne siamo più attratti.
Questo però non deve trasformarsi nelle assurde ossessioni che tu hai elencato, tanto meno compromettere i rapporti con noi stessi o con gli altri.
Trovo anche io assurde tutte quelle frasi sulla bellezza interiore quando poi si "scartano" persone stupende nel cuore e magari non bellissime secondo... già, secondo quali canoni?
Canoni scemi che ci vogliono tutti uguali.
Io mi oppongo: se siamo nati in un certo modo, se la vita ci ha trasformato, allora bisogna accertarci per come siamo.
Nutriamo il cervello, non la bellezza!
Baci
Ofelia Deville ha detto…
@Tomaso, Daniele, Sugar e Francesca
Grazie per i vostri commenti, tutti molto belli, interessanti e soprattutto veritieri.
Vi chiedo ancora scusa se non ho il tempo di commentarvi uno per uno come vorrei ma sono in un periodo un po' delicato.
Un abbraccio e grazie.

Post popolari in questo blog

Educazione alla Di Genio per africani e non...

Il vegano non ti dà una mano

Pregiudizi e stereotipi