Il dono della Strega

Viveva sola da molti anni in una piccola casa di legno e paglia sul fiume Aire al limitare della foresta di Leeds, nella contea del Kent.
Le sue uniche compagnie erano un vecchio gatto zoppo a cui mancava un occhio e un corvo dalle penne nere come la notte che non riusciva più a volare.
Da tempo nessuno veniva più a trovarla, gli abitanti del piccolo villaggio non avevano più bisogno dei suoi rimedi medicamentosi, almeno era quello che andavano a raccontare in giro.
In realtà preferivano rivolgersi al medico dalla veste nera arrivato al villaggio un lustro prima.
Un presuntuoso giovane ciarlatano che non conosceva la differenza tra un decotto e un cataplasma.
Se capitava un viandante che aveva smarrito la strada, era ben felice di accoglierlo nella sua umile dimora e offrirgli un pasto caldo e un bicchiere di vino.
La vita con lei era stata matrigna, una lotta continua.
Quando era poco più che una bambina, sua madre le aveva insegnato a riconoscere le erbe buone da quelle velenose e come usarle. Durante le lunghe sere invernali, quando la neve ricopriva ogni cosa, sedute davanti al camino, sua madre le raccontava sempre una storia che col passare del tempo aveva imparato a memoria: “Noi non siamo come tutti gli altri, noi siamo speciali, possediamo il dono. È una grande responsabilità, se lo userai per fare del bene te ne verranno grandi cose, ma se lo userai per fare del male potrai perderti per sempre. Ricordati queste mie parole, figlia mia.”
Era cresciuta e il suo dono con lei.
Dopo la morte di sua madre, le stagioni si erano susseguite le une alle altre, ma non aveva dimenticato i suoi insegnamenti: aiutava chi ne aveva bisogno e in segno di ringraziamento riceveva della frutta, una pagnotta, del vino.
Di più non poteva e non voleva desiderare poiché trovava nella foresta ciò che le serviva per vivere; se voleva prepararsi uno stufato di coniglio, le bastava mettere una trappola per catturare la preda.
La sua vita aveva continuato a scorrere scandita dal ritmo delle stagioni, poi non sapeva dire con precisione quando, tutto era cambiato.
La gente del villaggio aveva paura di lei, quando la vedevano si facevano il segno della croce e sputavano a terra al suo passaggio.
Non riusciva a capacitarsi per quel cambiamento, non era forse stata buona e generosa con loro? Non aveva guarito i loro figli da terribili malattie, non aveva allontanato pestilenze e vegliato sulle loro case?
Allora perché improvvisamente avevano cominciato a temerla, odiarla e perseguitarla?
Aveva così preso la decisione di non andare più al villaggio, non voleva più essere oggetto di scherno, temeva per la sua vita.
Il gracchiare del corvo la riscosse dai suoi pensieri, qualcuno stava bussando alla sua porta con insistenza.
Si alzò dalla sedia a dondolo e con passo incerto raggiunse la porta e l’aprì.
Davanti a lei c’era l’esile figura di una giovane fanciulla, il volto sporco di terra e sangue, le vesti lacere e nei suoi occhi vi era dipinto il terrore.
Senza rivolgere nessuna domanda, la fece entrare in casa, sbarro l’uscio con i chiavistelli e chiuse le imposte, se quella giovane ragazza era giunta sino a lei sicuramente aveva bisogno di un rifugio sicuro e di aiuto.
Dopo averle pulito il viso e medicato le ferite, le aveva offerto un piatto di minestra per darle calore.
Mentre la ragazza mangiava in silenzio, preparò un decotto che l’avrebbe aiutata a dormire: aveva bisogno di recuperare le forze, il tempo per le domande sarebbe arrivato.
Un vento freddo proveniente da nord e foriero di neve si era alzato, refoli di aria gelida filtravano attraverso le fessure delle pareti di legno.
Si strinse nel pesante scialle di lana e si alzò dalla sedia a dondolo che aveva accostato al letto dove la ragazza dormiva. Le mise addosso un’altra coperta, prima di riattizzare il fuoco.
Tornò a sedersi: l’inverno quell'anno sarebbe arrivato prima del previsto, considerò tra sé e sé, era un cattivo presagio.
Sentì la sua inaspettata ospite agitarsi e gemere nel sonno, le prese la mano e intonò una cantilena che le aveva insegnato sua madre.
Immediatamente il respiro della fanciulla divenne regolare e sul suo viso si distese un velo di serenità.
Era bella, si ritrovò a pensare, di sicuro non era una contadina: le vesti che aveva addosso quando era arrivata, seppur lacere, erano di ottima fattura.
Chissà da dove proveniva, si chiese mentalmente, di certo non dal villaggio.
Lentamente si assopì cullata dal fruscio degli alberi, prodotto dall'impetuoso soffiare del vento.
Fu un sonno strano, popolato da visioni del passato e del futuro.
Vide sua madre avvolta da una nube di fumo sedersi accanto a lei e parlarle:
-Mia adorata figlia, sarai chiamata a svolgere un compito importante, che salverà la vita dell’innocente che è giunta sino a te. Molto presto dovrai prendere delle difficili decisioni, non vacillare né dubitare. Tutto è nelle tue mani.-
Si risvegliò con un sussulto, turbata da quella visione.
La misteriosa fanciulla si risvegliò che era mattina inoltrata, la neve aveva cominciato a cadere ricoprendo la foresta di una bianca coltre.
-Buongiorno, ragazza. Dormito bene?-
La fanciulla si guardò intorno smarrita.
-Sei arrivata da me che il buio era già sceso, eri spaventata e ferita. Vuoi del latte caldo?-
-Dove mi trovo?- domandò.
-Dovresti saperlo, se sei arrivata fino a qui.-
-Ricordo ben poco di come sono giunta fino a qui.-
-Stavi forse cercando qualcuno e ti sei smarrita?-
La ragazza rimase in silenzio per un attimo, prese la tazza di latte che l’anziana donna le offriva e ne bevve un sorso.
-Sono scappata.- disse –Sto cercando la strega.-
-E perché mai stai cercando la strega?-
-Non posso dirvelo, vi metterei in pericolo. Solo la strega può aiutarmi.-
-Da che villaggio arrivi? Avevi indosso vesti pregiate.-
-Non sono ricca, se è questo che volete sapere. L’abito che indossavo era il mio abito nuziale.-
La vecchia sorrise.
-Questa mi è nuova, una sposa che fugge la prima notte di nozze.-
-Sareste fuggita anche voi, se vi fosse capitato quello che è successo a me.-
Fu così che cominciò a raccontare una storia così strana che non poteva essere certamente frutto della sua fantasia.
Disse che gli abitanti del suo villaggio avevano scelto lei come vittima sacrificale da consegnare al Demonio come sposa, dal momento che non aveva una famiglia a proteggerla.
Solo così il Diavolo avrebbe lasciato in pace la sua terra.
-Ho provato ad oppormi ma non c’è stato nulla che potessi fare. È per questo che ho bisogno dell’aiuto della strega, in uno dei miei sogni una donna dai capelli d’argento mi ha detto di cercarla.-
-Una donna dai capelli d’argento? Sei in grado di descriverla?-
-Oh sì. Era bellissima, i suoi capelli erano del colore della luna, il suo volto bello come quello di un angelo e i suoi occhi... non avevo mai visto occhi simili, un viola così intenso... dello stesso colore della pietra che portate al collo. Siete voi, dunque, la strega!-
-È da molto che nessuno mi chiama così, sono io la strega.-
La fanciulla scoppiò in lacrime, esclamando disperata:
-Vi prego, aiutatemi! Il bambino che porto in grembo è innocente, piuttosto ucciderò me e lui se voi non mi aiuterete ma non lo consegnerò mai nelle mani del Demonio.-
-Calma, calma.- disse l’anziana donna –Questi tristi pensieri non devono affliggere una giovane donna in attesa del suo bambino. Tu pensa a riposare, per il momento qui sei al sicuro.-
La fanciulla si riaddormentò e la vecchia strega sorrise.
È questo il compito a cui sono stata chiamata, madre? pensò.
Non devi vacillare né dubitare, le rispose una voce familiare.
Il Demonio. Come poteva uccidere il Demonio?
Sì certo, era una strega potente e col tempo i suoi poteri erano cresciuti, ma il Demonio era tutt’altra faccenda.
Decise di consultare il vecchio libro che nella sua famiglia di streghe si tramandava di generazione in generazione. La vita di due innocenti era nelle sue mani, non poteva certo tirarsi indietro e venire meno al suo giuramento.
E poi, se quella storia richiedeva un sacrificio, quel sacrificio doveva essere il suo.
Ormai era troppo vecchia e stanca per vivere ancora in quel mondo.
Consultò le pagine ingiallite dal tempo, finché trovò ciò che stava cercando.
Svegliò la fanciulla e le disse:
-So come salvare te e il tuo bambino. Dovrai fare tutto quello che ti dirò. Il Diavolo ti sta già cercando, lo sento, e presto ti troverà.-
-Ci ammazzerà tutti.-
-Devi avere fiducia in me. Ora dammi una mano, dobbiamo preparare delle provviste e degli abiti caldi che ti serviranno per dove dovrai andare. Non fare ritorno qui prima che la neve abbia smesso di cadere. Promettimelo.-
La ragazza promise e qualche ora più tardi, in groppa ad un vecchio cavallo, attraversava la foresta per raggiungere la vecchia capanna abbandonata vicino alla cascata ghiacciata: lì avrebbe trovato riparo e sarebbe rimasta al sicuro..
Una volta che la fanciulla se ne fu andata, la strega preparò un potente filtro che le avrebbe fatto assumere le sembianze della giovane.
La foresta era diventata improvvisamente silenziosa, segno che il Diavolo stava arrivando.
Non trascorse molto tempo che lo sentì bussare alla porta.
-Vieni avanti, mio amato.- disse con voce suadente –Ti stavo aspettando, finalmente mi hai trovata.-
-Credevi che ti avrei lasciata fuggire?- domandò il Demonio entrando.
-Oh no, non lo credevo affatto.-
-Allora perché sei fuggita?-
-E me lo chiedi? Mi avevi spaventata! Ma ora non ho più paura di legarmi a te. Vieni, sposo mio, che questa sia la nostra notte: concepiamo nostro figlio.-
Lasciò cadere la veste a terra e il suo corpo fu un’irresistibile tentazione per il Diavolo.
Si amarono tutta la notte e quando il giorno sopraggiunse, di lui non restava più niente.
-Stupido, sciocco presuntuoso!- esclamò la strega –Ti facevo più furbo, non hai nemmeno pensato ad un inganno. Hai fatto la sola cosa che non dovevi fare: giacere con una strega. L’innocente che la tua sposa porta in grembo è salvo e io posso finalmente raggiungere le mie sorelle.-
Quando la neve cessò di cadere, la primavera era alle porte.
La fanciulla fece ritorno nella vecchia casa in riva al fiume, come le era stato detto.
Mancava poco al giorno del parto e si sentiva felice.
Il sacrificio della strega aveva salvato il suo bambino, che vide la luce sette giorni più tardi durante una notte di luna piena.
Il suo stupore fu enorme nel vedere che era una bambina dai capelli d’argento e occhi di ametista.
All'improvviso tutto le fu chiaro.
Sarebbe rimasta per sempre nella foresta, avrebbe cresciuto sua figlia e con essa i poteri che aveva ricevuto in dono dalla vecchia strega.
Ora il cerchio si era chiuso.

(Ofelia Deville – Brevi racconti)


Commenti

cristiana2011 ha detto…
Una bella favola, proprio come quelle di una volta.
Complimenti, Ofelia.
Cri
Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, veramente bello e fantasioso questo racconto, complimenti.
Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Ofelia Deville ha detto…
@cristiana2001 @Tomaso
Grazie!
Lucrezia Ruggeri ha detto…
Che bel racconto, mi è sembrato di riaprire il libro di fiabe che la mamma mi leggeva da bambina!
Io adoro i fantasy e questo è scritto proprio bene.
Bravissima!
Baci ;-)
Francesca A. Vanni ha detto…
Ciao Ofelia,
il tuo è un racconto da dieci e lode. Ben scritto, ben strutturato secondo lo schema delle fiabe e con quel pizzico di originalità che lo rende intrigante.
Molto buona la scelta di non dare nomi alla strega e alla fanciulla, richiama la tradizione delle antiche fiabe russe.
Lo condivido con piacere!
Baci.
Sugar Free ha detto…
Se dovessi recensire questo racconto sul mio blog metterei un bell'elefante che danza. Fantastico, è una favola bellissima :-)
Brava!!!!
fulvio ha detto…
Sono un amante delle favole e la tua mi è piaciuta molto.
Ciao Ofelia,fulvio
Ofelia Deville ha detto…
@Per tutti:
Mi fa piacere che la storia sia stata di vostro gradimento. Un benvenuto a Fulvio!
Grazie.
Mirtillo14 ha detto…
Veramente brava e molto fantasiosa nello scrivere questa fiaba !!L'ho letta veramente di gusto !! Un saluto
Uno schema classico che io amo nelle fiabe ma anche una profonda originalità che la rende attuale e intensa. Brava.
Patricia Moll ha detto…
Arrivo in ritardo ma mi sarei persa un bel racconto se non fossi venuta a curiosare.
la strega che vince sul diavolo... il male più oscuro sconfitto.
Bella davvero

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