C'era una volta Alien



Cinque anni e niente.
Direi che “Alien: Covenant” di Ridley Scott si può ridurre a questo.
Era uno dei film che aspettavo di vedere da tempo, l’ho cullato nella mia mente con le migliori attenzioni, finalmente ho potuto vederlo accoccolata sul divano in compagnia dei miei vicini...
E niente, un nulla fritto!

Ma partiamo dal principio.
“Alien: Covenant” è il secondo film (seguito di “Prometheus”) della tetralogia prequel della famosissima saga “Alien” del 1979 che era finita con il film “Alien vs Predator” dove il regista aveva dato un’origine alle due specie aliene.
Per chi non lo sapesse, Alien e Predator sono due specie che condividono uno stesso pianeta dove la vita non è facile. Per evitare che gli Aliens distruggano tutto l’ecosistema, i Predators diventano cacciatori e fanno del contenere il numero di Aliens la loro missione.
Detto questo, Ridley Scott nel 2012 si lancia nel progetto bis di Alien ma anziché tentare un sequel più che fattibile (visto che “Alien: la clonazione” ha un finale aperto) imita l’idea geniale lanciata da George Lucas: facciamo prima il sequel e dopo il prequel, tanto per non incasinare le cose.

In “Alien: Covenant” mi aspettavo due cose: un cast valido come quello di “Prometheus” e delle spiegazioni, quelle che quando decidi di seguire una saga non trovi mai per ovvie ragioni nel primo capitolo della storia.
Le spiegazioni non sono arrivate, siamo fermi al fatto che gli Aliens esistono ma ancora non si dice nulla sul famigerato pianeta di provenienza, non si parla della loro creazione né dei Predators e soprattutto di come diavolo hanno fatto a trasmigrare per l’universo intero.

Dico: va bene, vediamo cosa ci offre il cast, le emozioni che trasmettono le scene...
Allora, il cast è composto da attori patata: quelli che dopo dieci minuti di film sai che faresti bene a spegnere il lettore blu ray e farti risarcire i soldi spesi.
Chi si salva sono solo tre attori.
Il primo è James Franco che però, porca miseria, dura solo un breve cammeo all’inizio della pellicola e poi se ne va più rapido di una meteora.
Il secondo è Alien, godibile in versione baby e adolescente: il film è talmente noioso che a un certo punto dici “grazie Alien che divori le genti, almeno qualche emozioni ce la regali!”.
Il terzo, e qui stendiamo il famoso red carpet, è Michael Fassbender che interpreta i due droidi David e Walter (poi mi direte chi è il vostro preferito. Io tifo per David.).
Tanto di cappello, perché da solo regge una pellicola di due ore che altrimenti non starebbe in piedi.
Geniale, eclettico, profondo, diabolico e inquietante, Fassbender rispolvera alcune caratteristiche di vecchi ruoli da lui interpretati (Magneto, Macbeth, Tom Sherbourne...) e le mescola creando due personaggi diversi ma al contempo simili che di fatto hanno in mano le fila di tutta la storia.

Delle sequenze salvo l’inizio, dove David discute con il suo creatore in merito al tema della mortalità, i confronti fra David e Walter (qui c’è una citazione tratta da un’altra opera di Ridley Scott, “Blade Runner”) e il finale del film.
Ottima scelta quella di utilizzare il brano “L’ingresso degli dèi nel Walhalla” dell’opera “L’oro del Reno” di Wagner fra le musiche scelte.

Il resto... va beh, mi consolo dicendomi che il film è finito!

Commenti

Squitty ha detto…
La trilogia storica rimane inarrivabile.
Sciarada ha detto…
Walter tutta la vita, David è un traditore e non è la sua caratteristica peggiore, è subdolo e sleale, tronfio nel suo disprezzo verso la razza umana sull'orlo dell'estinzione, conduce il gioco con l'inganno senza onore e vince nella selezione naturale un po' come gli stupidi capaci di calpestare qualsiasi cosa per affermare l'unico punto di vista possibile: il loro.
Un abbraccio Ofelia e buon inizio settimana!
Mai stato un fan di Alien anche se qualcuno l'ho visto ma senza rimanerne impressionato.
Francesca A. Vanni ha detto…
Ciao bella,
purtroppo da fan di Star Wars so benissimo di cosa parli quandi citi l'idea "geniale" avuta da Lucas e prontamente imitata da registi altrettanto "geniali".
Per quanto riguarda Ridley Scott, si avverte una certa stanchezza artistica forse dovuta dal fatto che è trascorso troppo tempo fra il primo dei nuovi Alien e il secondo.
Sono d'accordo con te per quanto riguarda Fassbender e ovviamente il mio appoggio va tutto per David, un personaggio dalle mille sfaccettature che amo tantissimo.
Franco... beh, è sparito subito accidenti!
Ora vedremo cosa accadrà nel terzo film, ammesso che non impieghi altri cinque anni per arrivare nelle sale.
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@Chiedo scusa a chi ha commentato riguardo questo post ma devo rispondere a un commento che ho ricevuto e provveduto a cancellare: Daniele Verzetti, mi sembra la tua reazione sia esagerata e se ho equivocato è perché non sei riuscito a esprimere correttamente ciò che volevi dire.
Non è da molto che ti seguo, quindi diventa difficile conoscere bene una persona solo attraverso il suo blog.
Comunque la prossima volta scrivimi via mail, così ci potremo chiarire meglio.
Buona giornata.
Mi spiace l'ho cercata ma on l'ho vista. Il mio commento da Sugar era teso a a lodare le sue doti come ho spiegato anche da lei, e dire chiaramente che il suo corso poteva darci le basi, i segreti del mestiere ma non il suo talento. Peccato potevi postarlo il mio commento visto che non era affatto esagerato ma educato e rispettoso e ribadisco che pensare che io giudichi iil valore di una persona dall'età e non da ciò che è o scrive significa che di me hai capito poco o nulla. Se questo è un commento esagerato ne prendo atto ma non credo e desidererei che lo postassi per favore affinché ci fosse una possibilità di raffronto tra il tuo commento e la mia risposta

Con stima e rispetto
Daniele
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti il Rockpoeta
Ho cancellato il commento esattamente come mi hai chiesto di fare. Io non ho scritto che era un commento poco educato ma solo esagerato come reazione, sono due cose ben diverse. Se il commento fosse stato poco educato, credimi la mia risposta sarebbe stata parecchio dura. Ora lasciamoci alle spalle questa piccola divergenza che è servita a conoscerci un pochino di più.
Ricambio la stima e il rispetto e aggiungo un abbraccio!
Andrea C. ha detto…
il primo Alien è qualcosa di indelebile nel mio cuore.
un'esperienza memorabile.
impazzii, anche di paura, quando lo vidi.

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