Lo vuoi un palloncino?


Finalmente ieri sera, in compagnia dei miei ex vicini di casa, mi sono permessa una serata a base di sushi e poi via al cinema a vedere il film che attendevo da tanto tempo.
Precisamente dagli anni Novanta.

Tengo a precisare, a scanso di equivoci, che traspositare a livello cinematografico Stephen King è sempre un azzardo e c’è quel pizzico di delusione ineluttabile.
Prima di tutto perché King è uno degli scrittori viventi più geniale, produttivo, minuzioso ed eclettico mai esistito. In secondo luogo perché il punto di forza di qualsiasi libro di King sono le descrizioni precise in ogni singolo particolare, ovviamente difficilissime se non impossibili da riportare in uno strumento passivo come lo è il film.
Pertanto ci sono opere più riuscite (Misery, Il miglio verde, L’ultima Eclissi, il primo Carrie lo sguardo di Satana, Il Gioco di Gerald, Christine la macchina infernale, 1408...), opere mediocri (La zona morta, A volte ritornano, Grano rosso sangue, La tempesta perfetta...) e altre da dimenticare (Shining, per citarne una).

Detto questo, parliamo del nuovo IT del regista argentino di origini italiane Andrés Muschietti.
Muschietti ha fatto secondo me la cosa migliore che poteva fare: non ha consultato Stephen King, ha preso IT e ha cercato di essergli il più fedele possibile dandogli anche una bella svecchiata.
Ottima l’idea di scorporarlo in due capitoli, quello della giovinezza e quello dell’età adulta (posto 27 anni dopo nel senso della narrazione, come avviene nel libro) perché rendere visivamente il moto temporale che King inserisce nel suo romanzo è impossibile e ne è stata una dimostrazione la miniserie del 1990 (IT il pagliaccio assassino) che ha tralasciato intere parti del libro e ha snaturato la storia.
Per quanto sia stato bravo Tim Curry nei panni di Pennywise, anche se non è stato il miglior personaggio che ha interpretato, la vecchia miniserie non si salva e merita di finire fra le peggiori opere mai realizzate su un libro di King.


E il nuovo film?
Il nuovo film stravince, rendendosi un’opera che sta in piedi da sola: fedele ma non eccessivamente zelante, originale, scorrevole e soprattutto nuova.
L’idea di base infatti è stata traspositare l’infanzia del Club dei Perdenti nel 1988, anni che sono stati quelli dell’adolescenza di Muschietti e che sono più vicini al nuovo pubblico: rivedere le citazioni, il sostrato culturale e le ambientazioni permette una ricezione immediata della storia.
Uniche note negative, diciamo, due scelte narrative che non ci sono nel libro: il rapimento di Bev da parte di Pennywise, che però serve per far scendere i ragazzi nelle fogne e battersi contro il pagliaccio (cosa che nel libro avveniva fra un capitolo dell’età adulta e l’altro, quindi senza una reale sottostoria) e il fatto che sia Ben e non Mike e farsi memoria storica di Derry e futuro autore della chiamata del Club.
Vedremo perché mai Muschietti ha scelto Ben.

Il cast è fantastico, la colonna sonora bellissima ma il punto forte è IT o se preferite Pennywise.
L’attore svedese Bill Skarsgard, ottimo attore di teatro con importanti film alle spalle (alcuni dei quali recitati assieme al fratello maggiore Alexander, che ha lavorato al fianco di Nicole Kidman in Big Little Lies), mette nel suo Pennywise quella fisicità e quella spietata crudele demenza lucida che è totalmente mancata al suo predecessore.
Complici costumi e trucco affini alle descrizioni del libro e scene più cruente, questo antagonista fa realmente paura e colpisce lo spettatore come un pugno nello stomaco.

Cosa posso dirvi? Questo IT merita di essere visto e se non vi fidate di me, fidatevi di King che si è congratulato con Muschietti per il lavoro svolto, cosa che non è avvenuta con la precedente miniserie.

E ora, qualche interessante notizia riguardo la pellicola:

1-Tilda Swinton poteva essere Pennywise: l’attrice era stata candidata al ruolo, ma ha declinato per impegni precedenti restando tuttavia a disposizione di Bill Skarsgard per aiutarlo nella costruzione del personaggio.

2-Problemi con le scene più cruente: Muschietti e Skarsgard hanno rivelato che le scene relative a Pennywise dovevano essere molto più fedeli al libro, compresa quella dove il pagliaccio divora un neonato. Tuttavia le varie associazioni genitoriali e cattoliche (ma che c’entra la Chiesa?! E chi è così cretino da portare il figlio a vedere IT?!) si sono opposte e per far uscire il film, la pellicola è stata edulcorata.

3-Omaggi a Stephen King e Tim Curry: nel film ci sono citazioni e oggetti che omaggiano sia lo scrittore che l’attore che nella miniserie del 1990 interpretò Pennywise.

4-Piacere, sono Pennywise: Muschietti ha voluto che Skarsgard non incontrasse gli attori che interpretano i protagonisti fino all’ultimo per dare la giusta suspense, avvertendo i ragazzi che questo Pennywise avrebbe fatto paura. Risultato? I protagonisti maschili, Skarsgard compreso, hanno rivelato di avere avuto incubi notturni su Pennywise mentre Sophia Lillis (Beverly) si è messa a ridere di fronte al clown più temuto del mondo mettendolo subito al suo posto.







Commenti

MikiMoz ha detto…
Ne abbiamo già parlato da me,quindi sai come la penso a riguardo.
Una cosa: la scena del neonato l'hanno semplicemente tagliata, ma esiste. Alcuni dicono che la vedremo nel Capitolo Secondo, chissà.
Però è vero che la prima sceneggiatura era molto più cruenta...

Moz-
Mariella ha detto…
No, no, no.
Non ci riuscirete a convincermi ad andare a vedere un film che mi terrorizza solo al pensiero...
Francesca A. Vanni ha detto…
Oh, che magnifica recensione! Non vedo l'ora di vederlo, per farmene anche io un'idea precisa, ma sono contenta di questa tua spiegazione e anche di avere scoperto delle chicche interessanti.
Certo che, dopo aver visto i trailer, mi sento di dire che tra Skarsgard e Curry non c'è partita: la fisicità e il modo in cui Skarsgard interpreta Pennywise sono superlativi.
Un abbraccio e condivido!
iacoponivincenzo ha detto…
IT è il libro di Stephen King che non sono mai riuscito a finire. Adesso dovrò ricomincire dall'inizio. Preferisco leggere il libro che vedere il film, forse perché scrivendo anch'io sono abituato ad immaginarmi le scene come in un film, ma sempre più animate ed immediate di come me le prospetta un regista, anche il più bravo e fedele al testo originale.
Il trailer mi ha ancor di più convinto nella mia idea.
Comunque grazie Luc, se non altro per avermi fatto rivenir la voglia di leggerlo per intero finalmente.
Ofelia Deville ha detto…
@MikiMoz
E tu sai come la penso io :-)
Ofelia Deville ha detto…
@Mariella
Non è mia intenzione convincere nessuno a fare qualcosa che non desidera, Stephen King non edulcora i suoi libri quindi o lo si ama o lo si detesta.
Un abbraccio!
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Contenta che la mia recensione ti sia piaciuta, concordo sulla fisicità interpretativa di Skarsgard, è stato davvero molto bravo a indossare i panni di Pennywis.
Un abbraccio!
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincenzo
Ti consiglio di leggere IT, merita. Per quanto riguarda i film tratti dai libri di King, devo purtroppo affermare che perdono parecchio, perché King è uno scrittore molto descrittivo e i tempi cinematografici sono quelli che sono.
Grazie a te per essere passato!
RobbyRoby ha detto…
It un libro che devo riprendere. Anzi devo leggerlo dall'inizio. Ciao
Santa S ha detto…
Ancora non sono riuscita a vederlo, di sicuro tanto fermento sui social. Il clown colpisce ancora :D
Condivido il tuo pensiero sulla limitazione della scrittura di King nella trasposizione cinematografica.

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