Il ragazzo dab...

“Non vediamo progressi”.
Mi sono sentita dire questa frase, l’altro giorno, da due genitori alla soglia della sessantina che hanno dato vita a un ragazzo di quasi diciotto anni splendido esemplare della sua razza: i Millennials, quei minus habens che ormai hanno intaccato tutto quanto c’era di buono e intelligente in questo nostro mondo.

Mi spiego meglio, così potete capire anche voi.
Questo mio paziente Marco (nome fittizio da me scelto) viene nello studio perché è dislessico e non riesce ad articolare una frase di senso compiuto.
Il mio obiettivo di logopedista è quello di aiutarlo nella comprensione del linguaggio scritto e verbale, di insegnargli i piccoli trucchi per superare le difficoltà e il modo di padroneggiare meglio il linguaggio.
Questo lavoro riuscirebbe, se soltanto Marco si impegnasse.
Invece no, il giovane virgulto chatta al cellulare (e ogni volta glielo devo sequestrare), non fa nessuno degli esercizi che gli assegno e ogni volta che lo riprendo si esibisce nella dab dance.

Cos’è la dab dance?
Non lo sapevo nemmeno io finché non ho fatto qualche ricerca, comunque è quel gesto scemo che ultimamente calciatori, politici, aspiranti chef, personaggi famosi e appunto stupidi ragazzi fanno come indicato nell’immagine sottostante.


Ora, quando mi sono sentita dire dai genitori terza età che non vedono risultati, è stato per me spontaneo rispondere gentilmente che se il loro figliolo si impegnasse come deve allora tali risultati comincerebbero a vedersi.
Per esempio, smetterebbe di dire che suo padre “va a lavoro” e non scriverebbe che è “andatto a fare la spesah”, tanto per citare due degli errori commessi più frequentemente.

Invece qui posso sfogarmi liberamente e non esito a farlo.
Benedetto ragazzo baciato dalla stupidità, che razza di progressi pensi di fare se non ti impegni, se tanto c’è mammina che ti pulisce il culo e papino che a suon di soldini ti risolve tutti i problemi, se sei convinto che te la caverai sempre e comunque come tutti gli stupidi (e pochissimi se ne salvano) della tua generazione?
E il guaio è che tu sei l’esempio della tua generazione, sei una piccola parte di una marea di adolescenti cretini che hanno il cervello disconnesso dal mondo reale e immerso solo nel mondo dei social media, che non sono in grado di allacciarsi le scarpe ma sono capacissimi di sputtanare una persona su facebook, che non conoscono più il senso di parole come rispetto, responsabilità, impegno, senso civile e serietà.

In ogni caso, lascia che ti illumini su un paio di cose:

1-non sono una tua amica, pertanto non mi chiamare “bella zia” e non darmi del tu quando non te lo chiedo esplicitamente (ovvero mai). Altrimenti finirai col perdere per magia tutti i denti.

2-lo smartphone sul quale prima o poi ti consumerai gli occhi e i pollici non aiuta a risolvere le tue problematiche. Anzi, è stato scientificamente dimostrato che un uso continuo dello smartphone (continuo e precoce, visto che ora viene dato anche ai bambini di due anni) o di uno strumento affine ritarda lo sviluppo cognitivo, verbale, la capacità di concentrazione e anche di socializzazione.

3-se osi ancora una sola volta fare quella stupida dab dance ti disarticolo le braccia, te le stacco dalla spalla e le utilizzo come stecche da biliardo.

Intesi?
Poi, ovviamente, la pace nel mondo.



Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, a me non piacciono quei genitori, che vorrebbero programmare il proprio figlio!!!
Ciao e buon inizio della settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Francesca A. Vanni ha detto…
Almeno adesso so cos'è quel gesto stupido, grazie infinite per il post!
Per quel che riguarda il tuo "paziente", non so cosa dire: sembra che a questi ragazzi di oggi impegnarsi per ottenere dei risultati costi troppa fatica, così come è fatica mostrarsi educati e rispettosi.
Tu porta pazienza, e ricorda che ci sono i tuoi amici blogger per qualsiasi sfogo.
Baci!
cristiana2011 ha detto…
Dab, come dabbenaggine, è ovvio.
Penso che i genitori siano in parte responsabili del comportamento del loro sempliciotto tenuto sotto la campana di vetro,.
Non si rendono conto del futuro problematico del figlio specialmente quando non potranno più aiutarlo, vista l'età.
Cristiana
E vai ti sei tolta qualche rospo che avevi in gola :-))) Condivido quello che dici, mi sorprende l'atteggiamento dei genitori vista l'età. Voglio dire che di solito sono i genitori più giovani a non avere certi valori, ed invece devo constatare che l'intelligenza e la stupidità riguardano ogni fascia generazionale indistintamente.
Sciarada ha detto…
Ti lancio l'idea di provare a brevettare le braccia disarticolate come stecche da biliardo, sarebbe un successone e mi sarebbe tanto piaciuto vedere la faccia di Marco se avesse potuto ascoltare le tue precisazioni sul rapporto medico - paziente.
Un abbraccio!
Patricia Moll ha detto…
Figlio nato quando magari non lo si aspettava più, magaari pure figlio unico,, viziato coccolato mondo in queste mani? Brividi!
Lucrezia Ruggeri ha detto…
Anche nella mia classe sono deficienti (i maschi, intendo) e fanno la dab dance (sempre i maschi).
Io e le mie amiche stiamo cercando una cura immediata per farli smettere.
Baci!
iacoponivincenzo ha detto…
Pietà per i cretini, Ofelia.
I miei due nipotini, gemelli di 10 anni compiuti a settembre, mi fanno quel gesto in simultanea per farmi incazzare, almeno gliel'ho fatto credere. Stanno in quinta, che qui è la prima classe della Real Schule, qualcosa di più della nostra scuola media e devono arrivare come minimo ai sedici anni. Però dimostrano di essere molto bravi. Fabio ha tutti "Uno" e altrettanto Alessia e questo ci ha sorpresi perché prende "uno" anche in Mathematik dove non sembrava eccessivamente dotata, mentre lui è sempre stato bravissimo.
Devo specificare che qui "uno" è il massimo, mentre il "sei" indica che hai problemi gravissimi. Tutto il contrario i crucchi.
Però, e mi ci rodono le chiappe, arrivano salendo le due rampette di scale di gran carriera; bacino bavoso; ciao ciao frettoloso; a razzo in cucina dove la nonna gli prepara sempre roba buona; spolverano tutto come fanno i formichieri, poi.....poi tirano fuori il telefonino lui, si impossessa del tablet della nonna lei e partono sulla tangente e sarebbero capaci di passare ore così senza proferire una sola parola. Se lo fanno è per dirsene di tutti i colori perché lui ha toccato lei con un piede oppure lei si è messa di fianco mettendogli il sedere in faccia. Che meraviglia la nuovissima generazione.
Bello il tuo lavoro, molto appagante anche se faticoso. Ho visto in ospedale tempo addietro una logopedista permettere ad un ragazzo di 20 anni, completamente inerte e quasi paralizzato per via di un incidente in auto, di deglutire ed inghiottire il cibo preparatogli per il pranzo. Semplicemente fantastico.
Un fior di ragazzo, nazionale under 21 di pallamano, campione di Europa a 19 anni. Tutto rattrappito in un letto speciale da 70.000 euro -pagato dalla cassa malattia- da dove non usciva mai. Servizio completo, mangiare, dormire, orinare, defecare e massaggio incorporato. Una figata straodinaria.
Purtroppo o per fortuna se ne è andato in dieci mesi.
Ofelia Deville ha detto…
@Tomaso
Nemmeno a me, poi questi ragazzi non crescono mai.
Ricambio con affetto il tuo abbraccio e il tuo saluto.
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Me ne ricorderò senz'altro!
Ofelia Deville ha detto…
@cristiana2011
Cosa devo dirti? Questi vecchi genitori (vecchi per l'anagrafe) di nuova generazione pensano di sapere tutto loro!
Ofelia Deville ha detto…
@Sciarada
Visto che tu hai lanciato l'idea, ci mettiamo in società e si dividono gli utili!
Ofelia Deville ha detto…
@Patricia Moll
Altro che brividi, certe famiglie di oggi sono fil dell'orrore puro.
Ofelia Deville ha detto…
@Lucrezia Ruggeri
Ignorateli, tesorine belle, perché sono maschi e certe cose i maschi non le capiranno mai.
Evitate di sgolarvi.
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincenzo
Belli davvero questi bambini e ragazzi di oggi, che con un cellulare o tablet in mano pensano di avere il mondo ma del mondo non sanno un bel niente!
Grazie per avermi detto cosa ne pensi del mio lavoro e sì, quando capitano casi come quello del ragazzo che mi hai descritto posso dirti che ci si sente totalmente impotenti.
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti
Ti stavo perdendo, in mezzo a tanti commenti!
Guarda, ho conosciuto genitori di ogni età ma devo dirti che l'anagrafe non conta: è la mentalità che fa la differenza.

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