La Longa Esse!

Vi è mai capitato di andare al supermercato di sabato, perché è il solo giorno libero che avete a vostra disposizione per fare un po’ di spesa miserella?
Non tanto, si intende, giusto quello che ti consente di tirare fino alla settimana successiva senza che il frigo ti ripeta in modo ossessivo “riempimi!”.
A me succede, spesso e volentieri, e ogni volta è peggio.

Devo destreggiarmi fra carrelli strapieni di roba, e ormai penso siamo ufficialmente giunti alla Quarta Guerra Mondiale perché la Terza si è consumata lo scorso anno in occasione del Natale, persone che camminano con la testa da una parte e la spesa dall’altra, scaffali che trasbordano prodotti e che poi alla fine non vengono nemmeno svuotati, il tutto cercando di arrivare sani e salvi alla cassa.

Così mentre tento di sopravvivere all’ultima spesa tra due confezioni di prosciutto cotto perse tra duecentotrentasei panettoni e altrettanti pandori che ormai trasbordano da ogni parte del supermercato (e non siamo ancora a dicembre!), sono travolta da una potente e incredibile illuminazione!

Ho compreso la mistica verità che sta dietro l’Inferno di Dante.
Non c’entra niente il penultimo romanzo di Dan Brown, non c’è nessuno che con un supervirus complotta per uccidere l’umanità intera (tanto fra poco, se andiamo avanti così, andremo incontro all’autoestinzione).
La verità è un’altra.

C’era, a Ravenna (perché a Firenze, per motivi di esilio, Dante non poteva stare) un mercato rionale chiamato “La longa esse” dove Beatrice (che aveva finto la sua morte per scappare con Dante) trascinava Dante ogni sabato strappandolo alla stesura della Commedia.
E Dante vedeva gente con le ceste piene di cibo gridarsi l’uno contro l’altro, venditori che si muovevano come ossessi per attirare l’attenzione dei compratori, donne con gli occhi che brillavano (come le gazze ladre) di fronte agli utensili da cucina, tutto mentre Beatrice lo guidava fra una bancarella e l’altra come un’ossessa.
Fu così che Dante trovò l’ispirazione per descrivere dapprima la Città di Dite e poi Malebolge, i luoghi più cupi e terrificanti dell’Inferno.

Ma il meglio lo ha tenuto per la fine.
La cassa è infatti il Cocito e quel malefico macchinino leggi spesa e ciuccia soldi altri non è che lui, Lucifero!
Il signore degli Inferi che cerca di fregarti con tutte quelle schermate, il pos che si impalla e le riletture (parziale e totale, perché una non basta, e tranquillo che toccano sempre a te!).

Tuttavia se una persona resiste, come ha fatto Dante, e segue le indicazioni del proprio Virgilio (la lista della spesa) allora può varcare la soglia che conduce oltre il supermercato e tornare a riveder le stelle.



Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, ti credo, al supermercato al sabato è una vera battaglia, öla confusione è al massimo!!!
Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
iacoponivincenzo ha detto…
Molto carina e culturale questa, Ofelia.
Comunque ti dirò: io che oramai sono in pensione -sicura perché me la passa lo stato tedesco, puntualissimamente alla fine di ogni mese, mentre all'inizio di ogni anno mi informa di quanti soldini in più mi arriveranno in tasca mensilmente vista l'inflazione e l'aumento del costo della vita- e quindi non ho da fare una mazza tutto il giorno, ho scoperto da tempo che MAI E POI MAI si debba fare la spesa al sabato. Innanzitutto la frutta non è più fresca né la verdura, qualche articolo manca qualche altro è in offerta speciale perché prossimissimo alla scadenza -il che sta a significare che scadrà nel frigo dove lo avete dimenticato in non più di 36 ore- e tutta la città ed i paesi limitrofi sgomita proprio in quell'ora per poter pagare alla cassa e poi fuggire via.
Mai al sabato, Ofelia.
MAI DI SABATO AL SUPERMERCATO.
Marina Zanotta ha detto…
😆😆😆 ah ah ah Ofelia che divertente questa tua parodia. Vado anch'io il sabato a fare la spesa, e ogni volta vorrei poter evitare perché si finisce al manicomio, tra la scortesia della gente e la bolgia che ti fa perdere un'intera mattinata per comprare quattro cose messe in croce 😅
Come dici tu, forse Dante ha scritto l'inferno prendendo spunto dalla semplice quotidianità, altro che visioni!
Buona domenica.
Marina
Francesca A. Vanni ha detto…
Bellissimo post, quanta fantasia fervida per decrivere una delle piaghe più penose del mondo civilizzato: la spesa al supermercato!
Guarda, piuttosto che andare a fare la spesa il sabato ordino giapponese.
Un abbraccio!
Sugar Free ha detto…
Ogni tanto capita anche a mia mamma (e di conseguenza me, che l'accompagno) di fare la spesa il sabato ed è un incubo terribile!!!
Non se ne esce vivi!!!
Un bacione!
Patricia Moll ha detto…
ahahhahhhahahhaahh non conoscevo l'aneeddoto di Dante ma mi piace assai!!!!
VEro! Hai ragione! E in mezzo a tutta quella bolgia dantesca la maleducazione è in crescita esponenziale
Ofelia Deville ha detto…
@Tomaso
Un abbraccio anche a te!
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincenzo
Non ti preoccupare, se riesci ad avere la mattina libera infrasettimanale, il sabato alla Longa Esse non ci andrò più.
Ofelia Deville ha detto…
@Marina Zanotta
Appunto, altro che visioni. Solo chi fa la spesa il sabato può capire certe cose!
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Ormai per il giapponese è un must, specie quando rincaso tardi dal lavoro. Il rischio è che tra un po' mi trasformo in un nighiri!
Ofelia Deville ha detto…
@Sugar Free
Un bacione e tanta comprensione per la tua mamma!
Ofelia Deville ha detto…
@Patricia Moll
La Longa Esse è il vero Regno degli Inferi!
Mariella ha detto…
Purtroppo conosco molto bene La Lunga Esse milanese e giammai faccio la spesa al sabato, preferirei l'inferno!
Bravissima Ofelia, ottima metafora.
Bacio.
Davvero originale e divertente questo parallelo. dettato dal drammatico sabato mattina che avrai passato :-)))
RobbyRoby ha detto…
Ciao vero al sabato c'è molta gente al super. Se non mi serve nulla cerco di non andare al sabato. Abitando vicinissima a u supermercato non ho grossi problemi di spesa.
Non trovo il mio commento magari sono io fuso :-) ma sono certo di averti commentato il 17 novembre

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