Se non puoi essere un principe azzurro, sii un vero UOMO!


“Se siete famosi, a una donna potete fare di tutto, anche prenderle la fica.”
Questa è l’ennesima cazzata pronunciata dall’uomo più sessista, stronzo, guerrafondaio, omofobo e razzista degli Stati Uniti: Donald Trump.
Parole che , purtroppo, rispecchiano il pensiero di tantissimi altri uomini nel mondo che, al di là del paese di appartenenza, della religione e delle ideologie politiche, hanno in comune una sola cosa: quella di considerare la donna un oggetto da usare a proprio piacimento.

Non è una novità il fatto che nel mondo, tutti i giorni almeno una donna viene abusata, stalkerata, molestata, picchiata, violentata oppure uccisa.
È un dato allarmante?
Certo, ma i Governi (e qui parlo di tutti i governi dei suddetti “paesi civili” del mondo) non prendono in considerazione queste macabre statistiche con la dovuta importanza.
E come potrebbero farlo, d’altra parte, se l’uomo più potente del mondo (e anche il più coglione) si permette di continuare a pronunciare insulti pesanti contro le donne e c’è sempre qualcuno che lo applaude?

Nives Favero, autrice del saggio “Amare senza farsi male”, cerca di dare una spiegazione a questa catena di eventi distruttivi dicendo che:
“l'umanità si trova in una situazione molto difficile, perché la società, l'economia, la tecnologia e i rapporti tra i sessi negli ultimi due secoli stanno cambiando in maniera vertiginosa, ma la nostra psiche non è strutturata in modo da armonizzarsi completamente con tutti questi mutamenti in un tempo così veloce.
Il nostro cervello è strutturato in più livelli evolutivi, coesistono capacità di apprendimento, di creatività straordinarie così come rigidi comportamenti istintuali che condividiamo con i rettili e con i mammiferi. È come se dovessimo fare un viaggio intercontinentale, spostandoci contemporaneamente in aereo, in nave e in treno, ma anche a piedi e a nuoto! Stiamo affrontando un’enorme complessità.
Una delle condizioni più stressanti per l'essere umano è la gestione della propria impotenza.
Gli uomini violenti non riescono ad avere una risposta evoluta e costruttiva all’impotenza che provano quando sono rifiutati definitivamente dalla partner che credevano loro e attuano le più istintive risposte arcaiche e distruttive per recuperare un senso di potere sulla realtà.”

Da donna che per anni ha vissuto nella spirale della violenza coniugale, posso affermare di non essere d’accordo con questo discorso.
Se si continua a giustificare l’uomo che commette violenza non si farà alto che generare altra violenza, perché l’aggressore si sentirà spalleggiato dalla società.
Una società, e qui cito quella italiana, che lo appoggia già abbastanza dal momento che tuttora non ci sono vere leggi a difesa delle vittime, le quali sono comunque ritenute sempre responsabili della violenza subita con conseguente denigrazione, umiliazione e isolamento.

Allora, se una soluzione esiste, va trovata nell’educazione.
Educazione, anzi rieducazione di questi soggetti chiamati maschi che sono cresciuti da famiglie e da enti formativi totalmente incapaci che non insegnano loro l’educazione all’affettività (che non è solo educazione sessuale, come tuonano i cretini del Vaticano) e tanto meno il rispetto verso le altre persone.
Come spiega Monica Lanfranco in un articolo da lei scritto:

“Alcuni di questi futuri adulti hanno mostrato tenerezza inaspettata: “Per quale motivo violentare una donna? Piacere personale? Oppure per disprezzo e superbia verso le donne? Non si può definire uomo uno che ragiona così. Pensa se succedesse a tua mamma o a tua figlia!”.
Ma c’è anche la violenza normalizzata, quando la maschilità non educata, spiegata e umanizzata diventa ideologia buona per il branco, come in questa risposta su cosa sia la sessualità: “Trovare una tipa in discoteca e sfondarla così tanto che i genitori non la riconoscano”. Il termine ‘sfondare’ è lo stesso che ricorre nel film del 1988 con Jodie Foster, Sotto accusa.
Ed è un indicatore inequivocabile che dalle parole si può arrivare ai fatti. Tutti i ragazzi delle scuole coinvolte nel questionario affermano che la pornografia è la fonte primaria di quella che chiamiamo educazione sessuale, che nelle scuole non si fa, ma che educa eccome attraverso le due parole più digitate al mondo nelle stringhe dei motori di ricerca: sex e porn.
Son convinta di quello che sostengono Miguel Picker e Chyng Sun nel loro documentario del 2008 The price of pleasure, inquietante viaggio nel mondo della produzione statunitense di materiale pornografico: due generazioni di bambine e bambini, con l’avvento dell’era digitale, hanno formato il loro immaginario e attinto informazioni sulla sessualità prioritariamente attraverso il mondo della pornografia on line, che per la maggior parte è rappresentazione sessuale violenta nei confronti delle donne. Il fai da te che la scuola dei siti porno consente, e che rappresenta la fonte principale dell’iniziazione alla sessualità dei e delle millennials, è lo specchio della rottura e del fallimento della relazione con il mondo adulto responsabile, educatore e accudente.
Al netto delle problematiche specifiche dell’ultimo giovanissimo femminicida c’è da chiedersi come stiano crescendo emotivamente i nostri figli, allievi, nipoti, i giovani uomini di cui tanto spesso ci preoccupiamo su molti fronti: lo studio, il lavoro, i vestiti, il cibo.
Ma siamo sul pezzo quando si tratta di confliggere, magari, con loro, sulla sessualità, su come ne parlano, su come si comportano con l’altro sesso, su cosa pensano di altri orientamenti sessuali, oppure pensiamo che ‘sono fatti loro’?
Se la famiglia, la scuola, la società non intervengono con l’educazione e la cultura per modificare l’equazione massa muscolare=potere (anche sessuale) come faremo a fermare la violenza contro le donne?
Oltre due terzi dei ragazzi scrivono nel questionario che la sessualità maschile è ‘naturalmente’ più violenta perché i maschi hanno più muscoli, quindi forza. E questo basta a spiegare e giustificare la violenza.
Senza un’educazione ai sentimenti e all’empatia sin dai primi anni di scuola e di socializzazione come ci si può aspettare che scompaiano i modelli sessisti e gli stereotipi che vogliono l’uomo cacciatore e la donna preda?
La prova che non c’è altro da fare contro la violenza se non aprire le porte delle case e delle scuole al confronto formativo sull’empatia, le emozioni e quindi sulla sessualità è sotto gli occhi di chiunque in Italia.
E non parlo solo di diciassettenni squilibrati e pericolosi, ma anche di uomini in divisa che ammettono di non sapere, e volere, controllare il desiderio, che da umanissima espressione di piacere diventa sopraffazione.”


Noi donne non vogliamo il principe azzurro, vogliamo l'UOMO capace di rispettarci e amarci, e non ci accontentiamo!


Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, io di questo uomo se si dire uomo!!! lo considero un peggiore spregiudicato.
Ciao e buon fine settimana se anche oggi piove, un abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Francesca A. Vanni ha detto…
Come posso non essere d'accordo con te e anche con la signora Lanfranco?
La società involuta di oggi sta trasmettendo valori sbagliati che aumentano la violenza in modo esponenziale, e se non facciamo qualcosa, se i Governi non faranno qualcosa, non farà altro che peggiorare.
Condivido su gplus.
Baci!
Sugar Free ha detto…
È tuttta settimana che a scuola teniamo assemblee per parlare di questo argomento, ma ho come l'impressione che i maschi della mia classe e non solo se ne sbattano altamente, come se fossero sicuri di poter fare ciò che vogliono.
E la cosa non mi rassicura.
Un bacio!
Lucrezia Ruggeri ha detto…
È che il Trump pensiero dilaga, così come la stupidità di quegli uomini che credono che la violenza sia giusta.
Condivido adesso!
Kiss
Ofelia Deville ha detto…
@Tomaso
Caro amico hai detto tutto con il tuo pensiero.
Un abbraccio e un sorriso!
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
È la volontà del fare che manca!
Ofelia Deville ha detto…
@Sugar Free
Purtroppo la stragrande maggioranza degli esseri umani appartenenti al genere maschile hanno della donna una visione a senso unico: considerarle degli esseri inferiori!
Senza rispetto questa società non ha futuro, bisogna fermare tutta questa violenza.
Saluti a presto.
Ofelia Deville ha detto…
@Cavaliere oscuro del web
Ma il primo passo per il cambiamento deve partire dall'uomo.
Ofelia Deville ha detto…
@Lucrezia
Trump è un c......e e stupidi come lui il mondo è pieno. Chi mi spaventa di più sono le nuove generazioni di futuri uomini che crescono convinti di poter fare tutto quello che voglio, incapaci di rapportarsi con l'altro sesso.
cristiana2011 ha detto…
Tutti si sono occupati di questo problema, dai filosofi , agli psicologi ai medici
Secondo la medicina la violenza è qualcosa che dipende dal codice genetico, dato che ci sono dei geni che determinano il comportamento violento dell’individuo, influenzandone la vita.
Io sono piuttosto d'accordo con questa possibilità, e credo che sia un retaggio dell'uomo primitivo che cacciava le donne per distribuire il proprio seme
Molto interessante l'articolo della Lanfranco che mi riprometto di cercare in internet.
Bel post!
Cristiana
iacoponivincenzo ha detto…
Insomma hanno deciso di farmi vergognare di essere nato maschio.
Innanzitutto non portiamo come paragone le parole del maggior stronzo nato sul pianeta negli ultimi duecento anni. Non vale, non ha cervello il coglione massimo.
Ma come si può considerare la donna terreno di conquista violenta? Ma questi idioti non hanno avuto una madre? Che non abbiano una figlia è possibile, ma una madre li ha generati e partoriti e accuditi e sfamati ed ha loro nettato il culo. Come possono costoro ritenere la donna un essere inferiore?
Non esiste giustificazione o provocazione che produca l'esplosione dell'ormone della stupidità. Hanno mzscoli, non hanno cervello, né cuore e se ti avvicini al buio e fai BUUUUM con la tua bocca li vedrai correr via squittendo con le brache piene.
sinforosa c ha detto…
L'essere umano spesso e voentieri si comporta peggio degli animali che se usano violenza è solo per sopravvivere. Ciao e buona giornata.
sinforosa
Ofelia Deville ha detto…
@Cristiana
La teoria che l'uomo nasca con il gene della violenza mi lascia perplessa, la trovo troppo riduttiva e semplicistica, risolvere tutto con un "tanto è nato così" è un voler giustificare un comportamento sbagliato. Se questa teoria fosse vera allora tutti maschi nati in una famiglia dove c'è un violento dovrebbero essere tutti violenti, per fortuna così non è, il mio ex marito era un violento mentre mio suocero era la persona più gentile ed educata sulla faccia della terra.
La violenza maschile è un retaggio culturale sbagliato, che pone il maschio al centro dell'universo, dove in virtù del fatto che nato con un'appendice tra le gambe tutto gli è concesso, permesso e perdonato.
A questi maschi manca un'educazione al rispetto e all'affettività!
A presto
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincenzo
Lungi da me l'idea di farti sentire un essere abbietto, ovviamente in discorsi come questo bisognerebbe fare dei distinguo ma per non allungare eccessivamente il post ho preferito fare un discorso generale.
Da che mondo è mondo purtroppo la donna è sempre stata considerata terreno di conquista, durante una guerra infatti i "bravi" soldati spesso violentano le donne per umiliare l'avversario sconfitto e in alcuni paesi le donne vengono trattate peggio dei muli, vendute, infibulate... tutti i maschi nascono da una madre, ma a quanto pare alcuni se ne dimenticano in fretta.
Oppure la loro madre è una santa e tutte le altre puttane, e questo è un pensiero comune quasi a tutti gli uomini.
Magari basterebbe fare buuh a certi uomini per farli scappare, ma non funziona! Non funziona perché la Legge tutela più loro che le vittime, perché sono sempre giustificati in qualche modo: un esempio te lo posso fare io, che sono stata costretta a cambiare ancora casa perché il mio ex marito non smette di darmi il tormento nonostante abbia ricevuto un ordine di restrizione di cui se ne frega altamente e nessuno fa niente per impedirgli di darmi ancora fastidio.
Vedi te!
Io di soluzioni non ne ho, o forse una ce l'ho ma non vorrei finire in galera perché soffro di claustrofobia.
Ofelia Deville ha detto…
@sinforosa c
Ci sono certi "uomini" che non si possono nemmeno paragonare agli animali, perché si arreca offesa agli animali stessi.

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