25 Dicembre 1914, il giorno in cui l'odio venne dimenticato!


Non amo il calcio, lo trovo uno sport troppo sopravvalutato e anche molto corrotto, ma se il quel lontano 25 Dicembre del 1914 mi fossi trovata al fronte avrei sicuramente amato questo gioco.
In quella terra di nessuno fatta di trincee fangose si giocò una importante partita che venne chiamata la Partita della Pace, dove per un giorno uomini che parlavano lingue diverse, che indossavano divise diverse, non si riconobbero come nemici.
Stanchi, infreddoliti, provati, con la nostalgia dei loro cari nel cuore, misero da parte ogni ideologia politica, deposero le armi e giocarono una partita che li unì anche se per poco. Non ci furono soldati inglesi e tedeschi, quegli uomini davanti ai loro occhi non videro il nemico ma riconobbero nell’altro il fratello.
Riscoprendo anche solo per un giorno il senso più profondo del Natale, quel 25 Dicembre l’unico perdente fu solo l’odio!


Commenti

Patricia Moll ha detto…
Natale è anche questo! Dimenticare le differenze e l'odio.
Peccato che il giorno dopo questo spirito sia già dimenticato.
Ciao Ofelia!
Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, non ce che dire! Questo è parlare chiaro!!!
Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Sugar Free ha detto…
Bellissimo post!
Ma perché non si parla più spesso di queste cose?
Condivido su gplus :-)
Baci!!!!
Francesca A. Vanni ha detto…
Stupenda storia vera, come la Tregue sempre dello stesso anno che vide i fucili tacere.
Quando vogliono, le persone, sanno fare la differenza.
Peccato che se lo ricordino poco.
Un abbraccio!
Ofelia Deville ha detto…
Grazie amici miei, sono felice di vedere che questa storia ha commosso anche voi!
iacoponivincenzo ha detto…
Nel 1943 avevo nove anni e capivo benissimo quello che stava succedendo. Avevo visto tirar fuori dalla macerie il mio grande amico Marcellino, ucciso con tutta la sua famiglia dalla stessa bomba che scendendo in diagonale aveva sfiorato e buttato giù un pezzo della balaustra della nostra terrazza per andare a scoppiare un centinao di metri più avanti sulla casa di Marcellino. Quella bomba cercava un bambino di 9 anni o Marcellino oppure Enzo, non gliene fregava nulla: voleva un bambino e lo ebbe.
Questa è la guerra: odio stupido per cui un uomo, che a casa sua ha un figlio o un fratello giovanissimo finge di non sapere che premendo un pulsante ne ammazzerà sicuramente tanti, e lui il pulsante lo spinge.
La guerra è la fine dell'amore e dell'amicizia e il trionfo dell'odio.
A Sarajevo croati e bosniaci vivevano da anni porta a porta senza che succedesse mai nulla. Cristiani e musulmani tenuti insieme dalla volontà di un uomo solo in cui tutti credevano, sloveni, croati, bosniaci, macedoni, kosovari, montenegrini e serbi uniti in un'unica nazione voluta da Tito, che alla sua morte non erano rimasti insieme che pochi mesi, poi addio amicizia. Pulizia etnica, che orribile parola, che stupida teoria. E già c'è al potere chi, dopo 70 anni sta cercando in tutti i modi di riportare l'odio al trionfo.
Chi se la sente di scommettere che ci riuscirà? Facile: la madre degli idioti è sempre incinta. Diamogli tempo e credito e l'idiota più idiota di tutti ce la farà.
Non ho sentimenti cristiani, non offro l'altra guancia a chi mi colpisce e vi dico che un ottimo tiratore scelto potrebbe con un solo colpo salvare dalla catastrofe milioni di innocenti.
Mirtillo14 ha detto…
Un fatto che non conoscevo e che merita di essere riscoperto e portato ad esempio . Un saluto
Una bella storia!
Saluti a presto.

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