Auschwitz!


Laggiù, ad Auschwitz, lontano dalla Vistola,
amore, lungo la pianura nordica,
in un campo di morte: fredda, funebre,
la pioggia sulla ruggine dei pali
e i grovigli di ferro dei recinti:
e non albero o uccelli nell’aria grigia
o su dal nostro pensiero, ma inerzia
e dolore che la memoria lascia
al suo silenzio senza ironia o ira.

Tu non vuoi elegie, idilli: solo
ragioni della nostra sorte, qui,
tu, tenera ai contrasti della mente,
incerta a una presenza
chiara della vita.

E la vita è qui,
in ogni no che pare una certezza:
qui udremo piangere l’angelo il mostro
le nostre ore future
battere l’al di là, che è qui, in eterno
e in movimento, non in un’immagine
di sogni, di possibile pietà.

E qui le metamorfosi, qui i miti.
Senza nome di simboli o d’un dio,
sono cronaca, luoghi della terra,
sono Auschwitz, amore.

Come subito
si mutò in fumo d’ombra
il caro corpo d’Alfeo e d’Aretusa!
Da quell’inferno aperto da una scritta
bianca: "Il lavoro vi renderà liberi"
uscì continuo il fumo
di migliaia di donne spinte fuori
all’alba dai canili contro il muro
del tiro a segno o soffocate urlando
misericordia all’acqua con la bocca
di scheletro sotto le docce a gas.

Le troverai tu, soldato, nella tua
storia in forme di fiumi, d’animali,
o sei tu pure cenere d’Auschwitz,
medaglia di silenzio?

Restano lunghe trecce chiuse in urne
di vetro ancora strette da amuleti
e ombre infinite di piccole scarpe
e di sciarpe d’ebrei: sono reliquie
d’un tempo di saggezza, di sapienza
dell’uomo che si fa misura d’armi,
sono i miti, le nostre metamorfosi.
Sulle distese dove amore e pianto
marcirono e pietà, sotto la pioggia,
laggiù, batteva un no dentro di noi,
un no alla morte, morta ad Auschwitz,
per non ripetere, da quella buca
di cenere, la morte.
(Salvatore Quasimodo - da Il falso e vero verde, 1954)





Commenti

Anke Agata Russo ha detto…
Ciao Ofelia,
sono Anke e arrivo qui dal blog di Francesca A. Vanni.
Se non ti dispiace, condivido il tuo post su gplus.
Se vuoi fermi visita, sono qui:

https://katarukataru.blogspot.it/

Baci!
Versi molto profondi.
Mai dimenticare!
Ofelia Deville ha detto…
@Anke Angela Russo
Vengo subito a farti visita, grazie per la condivisione.
Ofelia Deville ha detto…
@Cavaliere Oscuro del web
Mai dimenticare, hai ragione.
Mariella Esseci ha detto…
Anche se non basta un giorno so lo all'anno per non dimenticare, non bisogna rallentare affinché si possa preservare la memoria. Un abbraccio.
Francesca A. Vanni ha detto…
Una splendida poesia di Quasimodo, una delle meno note.
Mai dimenticare.
Ricordare perché solo così si può impedire che accada di nuovo.
iacoponivincenzo ha detto…
Mi spiace: Quasimodo mi lascia sempre freddo.

Ricorderò pertanto il giorno, sempre.
Dimenticata ho già
la sua poesia
morta, forse pel freddo,
di morte naturale.
Patricia Moll ha detto…
Ricordare sempre!!!!

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