La custode di mia sorella

Ci sono ricascata.
Mi riprometto sempre di non farlo e poi lo faccio.
Cosa? Guardare i film tratti dai libri dopo aver letto il libro!

Ho letto, tempo fa, un romanzo di Jodi Picoult (il suo primo libro tradotto in italiano, fra l’altro) che ho adorato: “La custode di mia sorella”.
È un romanzo tratto da una storia realmente accaduta, che l’autrice ha saputo raccontare (cambiando ovviamente i nomi dei personaggi e i riferimenti principali) con delicatezza e molta profondità.
Per chi non conosce la storia, eccovi la trama del libro:

Anna ha tredici anni, sa come nascono i bambini e, per quanto la riguarda, sa anche perché.
È stata infatti geneticamente «programmata» per essere donatrice compatibile di sua sorella Kate, malata di leucemia. Cellule staminali, sangue, midollo osseo.
Quando i genitori le chiedono un rene per salvare la sorella da un’infezione fatale, Anna prende una decisione inaspettata, che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. Perché nessuno le chiede il suo parere?
Perché si dà per scontato che lei sia disponibile?
Nel groviglio di amore, dolore e ribellione che lega tra loro i personaggi della storia, Jodi Picoult scava e indaga, regalandoci un romanzo corale che, con lucidità e coraggio, ci fa riflettere su cosa significhi essere bravi genitori, bravi fratelli e brave persone; se sia moralmente corretto salvare la vita di un bambino quando ciò significa violare i diritti di un altro; se bisogna seguire il proprio cuore o lasciare che siano gli altri a condurci.

Il libro, ve lo assicuro, è bellissimo e toccante.
Il film...
Beh, è andata così. Ho dato retta a Riccardo e Andrea e abbiamo fatto la nostra serata cinema con il film “La custode di mia sorella”.
Bravissimi gli attori, soprattutto Cameron Diaz nei panni della madre di Kate, Jesse (il figlio maschio “colpevole” di non essere compatibile con Kate e quindi trascurato dai genitori) e Anna.
Però...

Però è accaduto esattamente come con IT del 1990, Espiazione, Inferno, Piccole donne, la saga di Harry Potter, i film di Star Wars, Il club delle prime mogli (e adesso l’elenco si allunga troppo): il libro va a destra, il film a sinistra.
Nemmeno si guardano più in faccia, ad un certo punto.
Il regista del film in questione, Nick Cassavetes, ha sterzato il volante sin dall’inizio della pellicola inserendo scene mai narrate dalla Picoult, stravolgendo le dinamiche tra Anna e i suoi familiari, togliendo personaggi importanti come Julia (il tutore legale di Anna) e, ciliegina sulla torta, cambiando il finale.

Il finale del film è totalmente stravolto e diverso rispetto a quello del libro.
Così si perde l’intero lavoro di Jodi Picoult, e il messaggio che porta con sé il titolo del suo romanzo che tocca tematiche molto importanti e delicate.
Personalmente il film lo boccio completamente, mi ha delusa e mi aspettavo un lavoro migliore di quello che è stato realizzato.



Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, capita spesso anche a me questo, ma trovo molto bello segui meglio il film.
Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
cristiana2011 ha detto…
Allora Nick non riesce a seguire le orme del padre Jhon e della madre Gena Rowlands, ottimi artisti.
Forse piacendogli la storia del libro, ma aveedo le sue idee, l'ha realizzato ma ha dovuto citare l'autore della storia.
Cri
Mi fido completamente del tuo giudizio non avendo mai letto il libro né visto il fllm.
Francesca A. Vanni ha detto…
Anche io ho commesso il tuo stesso errore e sono rimasta davvero delusa!
I film tratti dai libri o li si fa bene, o niente.
Un abbraccio.
iacoponivincenzo ha detto…
Ma che ti aspettavi da Cassavetes?
Io avrei girato l'angolo appena letto il nome del regista.
Ofelia Deville ha detto…
@Tomaso
Grazie per essere passato, un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@Cristiana2011
Che il regista non sia all'altezza dei genitori, è fuori di dubbio.
Sul resto non sono d'accordo. Se si crea un film partendo da una base esistente (libro, fumetto, storia realmente accaduta come in questo caso) bisogna essere fedeli in tutto e per tutto ai fatti raccontati o accaduti.
Non c'è lo stravolgimento o la creatività, perché così si rovina la storia.
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti
Grazie, se ti capita leggi il libro perché merita.
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Sono perfettamente d'accordo con te.
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincenzo
Era una serata fra amici, non potevo sottrarmi!
Gus O. ha detto…
Ofelia, il libro è generalmente descrittivo. L'autore per tratteggiare il viso di una donna può scrivere una pagina intera. Il cinema mostra la donna e lascia a te la valutazione della sua bellezza.
Ciao.
Ofelia Deville ha detto…
@Gus
Sono d'accordo con te se il film è pura opera di fantasia, ma se invece come in questo caso si tratta di una storia realmente accaduta, trovo doveroso rispettarne la narrazione, non si possono cambiare i fatti accaduti così perché al regista andava di farlo.
Ciao e benvenuto!

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