Nuova legge, vecchie fregature!

 
Finalmente ci siamo!
Dopo tanto penare la legge sul ritorno delle tariffe telefoniche con pagamento a 30 giorni (e non a 28) diventa attiva dal prossimo mese.
Una conquista?
Sembrerebbe di sì, ma come si dice “avuta la grazia, gabbato lo santo”.

Infatti giusto ieri mi arriva un bell’sms da parte del mio operatore che mi avverte che in seguito all’entrata in vigore della nuova legge di tariffazione telefonica, per non farmi mancare alcun servizio, aumenterà la mia tariffa di “una piccola quota necessaria per farci svolgere al meglio il nostro lavoro”!

Tim e Vodafone, “pur tornando alla fatturazione mensile, sembrerebbero aver confermato l’aumento delle tariffe (di una percentuale pari all’8,6%) già avvenuto in forza del passaggio alla fatturazione a 28 giorni, richiedendo ai loro utenti lo stesso canone annuo spalmato su 12 mensilità, anziché 13“, si legge nel testo inviato dall’associazione all’Antitrust. “Indubitabilmente – prosegue l’esposto – tale aumento finisce per determinare una modifica in peggio delle condizioni economiche del contratto, rispetto a quelle sottoscritte dal cliente all’atto della conclusione dell’accordo”.
Secondo il Codacons, la pratica commerciale di Tim e Vodafone “sembrerebbe doversi considerare una strategia collusiva improntata a un’imposizione unilaterale di vantaggiose condizioni contrattuali in danno dei consumatori, idonea a privare questi ultimi di qualsivoglia alternativa per la garanzia dei propri interessi”, aggiunge l’associazione dei consumatori.
Il testo presentato dall’associazione sottolinea, inoltre, che “è di tutta evidenza che se tutti o quasi gli operatori di mercato apportano contestuali e sostanzialmente identiche variazioni dei regolamenti contrattuali, applicando condizioni e livelli di prezzi al pubblico assolutamente corrispondenti, il diritto di recesso, l’unico strumento posto a garanzia della libertà di scelta e delle prerogative della parte contrattuale strutturalmente più debole, è di fatto negato: se le condizioni contrattuali sono le medesime per tutti gli operatori, il consumatore, sia pure recedendo dal vincolo che lo lega ad uno di essi, non potrebbe mai trovarne di diverse e più vantaggiose“.
“Il contestuale e medesimo aumento delle tariffe al pubblico – prosegue l’esposto -, posto in essere dalle principali compagnie telefoniche nazionali, rappresentative di una quota di mercato indiscutibilmente rilevante, sembrerebbe integrare un’intesa orizzontale volta al coordinamento delle rispettive politiche commerciali di prezzo, suscettibile di determinare restrizioni particolarmente gravi della concorrenza ai sensi dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), oltre che di vanificare gli interventi legislativi e le indicazioni dell’Autorità, in termini di tutela delle libertà fondamentali degli utenti”.

Bene, benissimo.
Aumentano le bollette del gas, della luce e dei rifiuti.
Aumentano tutti i possibili abbonamenti e i costi dei trasporti.
Dobbiamo pagare i sacchetti biodegradabili del supermercato.
Ci aumentano anche le tariffe del telefono, in modo che paghiamo lo stesso le famose tredici mensilità benché la legge ne preveda dodici.

E poi il 4 marzo dovremo recarci alle urne e votare, anzi scegliere chi presiederà l’ennesimo governo di ladroni che dissiperà il Paese del poco che ancora possiede.
Meditate, gente, meditate.

Commenti

Patricia Moll ha detto…
Chissà perchè paghiamo sempre noi!
Io, comunque, in questi giorni mi sono presa una soddisfazione con wind.
Mi ha sottoposto ad un piccolo sondaggio volontario. Ero libera di rispondere oppure no.
Visto la prima domanda dìsula soddsfazione come utente ho risposto eccome! Mi sono tolta qulache sassolino dalle scarpe ahahahha

In cabina elettorale la gente non porta il cervello pensante. Quello resta a casa sempre
Francesca A. Vanni ha detto…
E ti pareva che non ci dovevano fregare ancora!
Ma sai che non so chi votare a marzo?
I programmi sembrano tutti identici...
Un abbraccio.
Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, se con tutte le promesse che ci sono, almeno metà fossero vere ne sarei contento.
Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Mariella Esseci ha detto…
Ah, ma io il 4 marzo vado in vacanza. Buffoni.
Lucrezia Ruggeri ha detto…
Sì ma che palle!
Possibile che tutti, dal governo ai giganti delle industrie, devono continuare a rubarci soldi?!
Baci!!!

ps: pensa che io dovrei votare per la prima volta, a marzo. Mi sa che salto.
Anke Agata Russo ha detto…
Sarà felice mio padre... se senti delle urla, sono le sue!
Baci
iacoponivincenzo ha detto…
Lo sapete cosa succederebbe se il 4 marzo alle ore 22.00 solo il 4% degli aventi diritto avesse votato?
Un rumore sordo di circa 27 secondi si aprirebbe strada: sono i 500 vagoni di merda equina e bovina si rovescerebbero all'unisono in Piazza di Montecitorio, sovrastato solamente dall'eco immane di una risata globalizzata di questa umanità e delle altre sparse nell'Universo.
Dopo, finalmente, un'ondata di suicidi -circa un centinaio, e sarebbero gli addetti ai lavori del Parlamento e del Senato a spararsi- mentre i nostri amati politicanti proporrebbero al morto vivente del Quirinale un governo del Presidente con tutti gli ottocento circa deputati e senatori trombati.
Felicissima soluzione all'italiana. Evviva: loro tornano sempre.

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