Assassinio sull'Orient Express



Tutto inizia con un treno e con un omicidio.
Ieri sera ho guardato “Assassinio sull’Orient Express” del 2017 diretto e interpretato da Kenneth Branagh insieme ad un cast di attori notevoli come Michelle Pfeiffer, Judi Dench, Penèlope Cruz, Willem Dafoe e Johnny Depp.
Mi aspettavo una bella interpretazione, degna di David Suchet, e invece questo Poirot è stato completamente al di sotto di ogni aspettativa.

Prima di tutto perché Agatha Christie è come Stephen King: se mette qualcosa in un libro c’è un motivo e quindi quando si vogliono traspositare a teatro o nei cinema i suoi libri bisogna prestare cura e attenzione ad ogni singolo particolare.
Poi perché Assassinio sull’Orient Express era già stato interpretato diverse volte da attori molto capaci, quindi il rischio di perdere il confronto era dietro l’angolo.
E infine perché molto del romanzo è stato stravolto se non del tutto modificato, cambiando la logica del giallo e rovinando quindi la trama.

Partiamo dal principio: costumi e sceneggiature. Se qualcuno non avesse scritto, nelle riprese iniziali svoltesi a Gerusalemme, che si era nel 1934 non si sarebbe detto.
Non c’è niente che lo faccia intuire, se non Willem Dafoe e il suo finto filonazista che parla di razze a sproposito.
Chi conosce i libri che la Christie scrive con Poirot sa bene che invece aleggiava la paura dell’imminente guerra e molto spesso Poirot bacchettava i troppo sicuri inglesi dicendo loro di stare molto attenti alle mosse di Hitler.
Qui no, sembrava tutto dopo guerra e non ante guerra.

Il treno, poi, è l’ambientazione principale della storia.
Branagh lo stravolge, fa di un ambiente claustrofobico come l’Orient Express un luogo ampio (grazie a inutili riprese dall’alto che tolgono via allo spettatore i particolari importanti) e inserisce anche scene in esterno che non ci sono.
L’andamento della storia è affrettato, gli indizi saltano fuori senza un vero motivo e i dialoghi fra i personaggi mancano di tensione.

E poi quanti di voi si ricordano del perché Agatha Christie scrisse questo romanzo?
Assassinio sull’Orient Express non era infatti nei progetti dell’autrice che doveva passare subito a pubblicare Poirot sul Nilo.
Ma nel 1932, in America, avvenne uno dei più orrendi casi di cronaca nera degli Anni Trenta.
Il figlio del pilota Charles Lindbergh, Charles Jr., viene rapito a soli 20 mesi e ucciso.
La famiglia, nonostante avesse pagato il riscatto, non riavrà mai più il suo amato bambino vivo.
La madre di baby Charles, Anne, perde il figlio che porta in grembo in seguito allo choc e sopravvive solo grazie all’intervento dei medici.
I figli rimasti dei Lindbergh vivranno per sempre con il rimpianto per quei fratellini che gli sono stati strappati via.
Sconvolta dall’accaduto, Agatha Christie scrive di getto il libro in una stanza dell’hotel Pera Palas a Istanbul e in quel romanzo immagina che una terribile punizione si abbatta sull’assassino di baby Charles che nella storia diventa la piccola Daisy Armstrong.
Nel libro, così come nel film di Sidney Lumet e poi nello sceneggiato con David Suchet, ci sono tutti i riferimenti inseriti dalla Christie che richiamano questa tragedia.
Il film di Branagh non ne inserisce nemmeno uno.

Infine c’è Hercule Poirot.
Chi lo conosce bene sa che è descritto come un uomo che ha superato la cinquantina, un po’ corpulento, che si tinge i baffi e i capelli (molto radi) di nero, belga (e ci tiene tantissimo, perché se lo si definisce francese si offende) e con un sacco di tic maniacali come l’amore per la perfezione e l’avversione per lo sporco.
Il suo discendente moderno è senza dubbio il detective Adrian Monk!
L’attore che ha interpretato meglio Poirot è stato senza dubbio David Suchet, il quale in effetti sembra la trasposizione vivente dell’investigatore.
Kenneth Branagh non solo stravolge Poirot nell’aspetto (con quei baffoni sembra un hipster o la represa dell’omino della birra Moretti), ma ne modifica proprio la personalità rendendolo molto meno intellettuale e molto più un uomo d’azione.
Ma diciamoci la verità: Poirot non farebbe mai TJ Hooker che insegue il sospettato sulla struttura legnosa di un ponte ferroviario sospeso nel nulla!
Il personaggio così perde spessore e risulta poco credibile.
Soprattutto nella scena finale, dove non si comprende la rabbia di Poirot verso gli assassini.
Nel libro infatti Poirot è furioso perché la giustizia ha fallito, non condannando il responsabile della morte della piccola Daisy e spingendo così delle persone oneste a commettere un altro omicidio per avere la giustizia negata.
Ciò nonostante mette da parte la sua indignazione, comprende il profondo dolore di quelle persone (perché anche lui ha subito una perdita simile) e racconta alla polizia una menzogna.

E chi è la persona che Poirot ha perso, vi chiederete voi...
Era il suo compagno, come svela l’autrice nel suo volume dedicato a tutti i racconti di Poirot.
Ebbene sì, Hercule Poirot era omosessuale e viveva benissimo.
Ma si sa, ai giorni nostri invece essere omosessuali per molta gente è ancora un “problema” e dunque mettiamo in mano a Poirot/Branagh la foto di una donna così “sono tutti felici, contenti e politicamente corretti”.

Film completamente bocciato, l’ennesima occasione per fare del buon cinema andata perduta.




Commenti

vanessa varini ha detto…
A me il film è piaciuto molto, però non ho letto il romanzo e visto i film precedenti, quindi ho visto "Assassinio sull'Orient Express" senza sapere nulla della trama e del finale. Se avessi letto il libro, forse anch'io non avrei apprezzato il film, spesso i libri sono migliori della loro versione cinematografica. Buona serata!👋
Cristiana Marzocchi ha detto…
Per me, tutto tempo risparmiato perchè' non amo il genere, neanche quello letterario , troppo ripetitivo , sempre incentrato su un gruppo di persone tra cui c' l'assassino/a mentre in questa storia assurda, a mio parere, hanno agito tutti assieme appassionatamente.
Cristiana
A me era piaciuto anche Peter Ustinov nei panni di Poirot, (alludo ai lungometraggi ovviamente) Concordo con te sul fallimento film e mi sorprende l'atteggiamento politicamente corretto di Branagh, atteggiamento che non mi sarei mai aspettato da lui.
Antonella S. ha detto…
Ciao Ofelia, non ho visto il film quindi non posso giudicare. Posso solo dire che anni fa Branagh mi piaceva poi gradualmente ho cambiato opinione. Purtroppo, comunque, quasi sempre la trasposizione cinematografica delude, spesso manca di spessore e, come in questo caso, personaggi e realtà storiche vengono stravolti.
Ciao, felice giornata e un abbraccio.
Antonella
Francesca A. Vanni ha detto…
Ridatemi David Suchet, per favore!
Ho visto anche io il film, e ne sono rimasta profondamente delusa.
Personaggi poco convincenti, atmosfere da Signore degli Anelli (dai, mi aspettavo di vedere Gandalf spuntare in mezzo ai monti) e Poirot completamente rovinato.
Soprattutto, Poirot eterosessuale.
Che offesa, sia al personaggio che ad Agatha Christie.
Baci.
Anke Agata Russo ha detto…
Ok, questa tua recensione mi ha convinta del tutto a non inserire il film nelle serate di cinema nerd.
Grazie infinite :-)

ps: anche io ho sempre pensato che Monk fosse un pronipote ideale di Poirot!
Arwen Elfa ha detto…
Ciao Ofelia passata per darti un saluto, è tanto che non passo a trovarti.

Riguardo al nuovo Film sull'Orient Express, non lo ho visto ma devo dire che in partenza non mi piacciono i Film che sono rifacimenti di Film precedenti. In paticolar modo quando si tratta di rifacimenti di un Film di grande successo. Sono quasi sempre Film che non valgono la pena e soprattutto mi sembra una grossa enorme mancanza di fantasia. Fate un Film nuovo che abbia almeno la possibilità di essere bello e grande
Una possibilitò magari soltanto
Un saluto e buona continuazione di settimana ma soprattutto buon fine settimana in avvicinamento
Ofelia Deville ha detto…
@vanessa varini
Ti consiglio di leggere il romanzo e di vedere i film precedenti, non resterai delusa.
Buona serata!
Ofelia Deville ha detto…
@Cristiana Marzocchi
La storia del film è stata ispirata da un fatto realmente accaduto.
Agatha Christie non ha vie di mezzo o ti piace o non ti piace, per me i suoi romanzi non sono ripetitivi, sono dei gialli e come in tutti i gialli c'è una vittima e un assassino: questo succede anche nei thriller che rispetto ai gialli hanno scene più forti.
Buona serata!
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti
Peter Ustinov è stato un bravo interprete di Poirot anche se la mia preferenza va a Suchet, per quanto riguarda Branagh nemmeno io capisco questa sua caduta di stile e questo conformarsi al politicamente corretto e i risultati si vedono in questo film scadente.
Buona serata!
Ofelia Deville ha detto…
@Antonella S.
Purtroppo hai ragione, spesso le trasposizioni cinematografiche deludono per la poca cura dei registi nei dettagli.
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Anche io mi aspettavo di vedere Gandalf spuntare dai monti!
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@Anke Agata Russo
Lo è, lo è!
Ofelia Deville ha detto…
@Arwen Elfa
Hai centrato un altro problema, ossia che molti registi (vuoi per pigrizia o mancanza di fantasia) mancano di inventiva e non creano film originali.
Branagh poteva sempre ispirarsi alla Christie ma fare qualcosa che fosse all'atezza dei suoi primi film.
Buon fine settimana anche a te.
iacoponivincenzo ha detto…
Non rispondere platealmente ad un normalissimo commento è una forma di arroganza pura, che ti boccia su tutta la linea.
Provvedo io stesso ad eliminarlo perché mi infastidisce il pensiero di lasciare lì un mio commento.
Non avrai più l'onore dico io, la seccatura dici tu di leggere qualcosa di mio tra le risposte ed anche se a te non interessa niente a me non può fregarmene di meno.
Buona vita.
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincenzo
Tanto per iniziare, questa volta l'hai fatta fuori dal vaso e ti spiego anche il perchè:
1-blogger in questo periodo sta dando problemi un pò a tutti
2-se non avessi voluto rispondere al tuo commento semplicemente non lo avrei pubblicato
3-non mi ero neppure accorta che la mia risposta non era stata pubblicata, ma tu invece di chiedere spiegazioni come avrebbe fatto qualsiasi persona dotata di un minimo di buonsenso, non solo ti alteri ma mi insulti anche.
Complimenti Vincenzo hai dato il meglio di te e mi fermo qui per il rispetto che ti porto ancora!
Sam ha detto…
Vedo che blogger continua a dare ancora problemi, avevo lasciato il mio commento ieri ma non avendolo visto pubblicato lo riscrivo.

È una mia deformazione ma per me i libri della Christie non devono essere traspositati in film, perdono molto del loro fascino.


p.s. Molto cafone il commento del "signor" Iacoponi!
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincenzo
Ho recuperato il commento che avevi arbitrariamente cancellato e l'ho ripostato.

iacoponivincenzo ha scritto:
Ho letto il libro naturalmente e ne ho visto una riduzione cinematografica interpretata da un eccellente David Suchet, del quale solo NON mi piaceva quel suo muoversi a passettini poco credibili.
Agatha Christie si deve leggere e figurarsi nella testa il suo mondo così come lei meravigliosamente lo descrive. Purtroppo non credo esista regista che le conceda l'imprimatur a prescindere, sbagliando clamorosamente. Chi ama la Christie la vuole come lei è, non con la traduzione di un regista.
Conoscevo la storia dell'origine del romanzo, grazie comunque di averla rammentata a me e certo rivelata a tanti. Scrisse in preda all'orrore di un delitto efferato ed incomprensibile. Mi sembra però di ricordare che il bimbo precipitò immediatamente dalla scala e morì sul colpo durante il rapimento.
Un po' quello che successe una diecna di anni fa in Romagna con quel piccolo Davide portato via febbricitante e ammazzato a palate perché poveretto piangeva.
Ma oggi nessuno, io per primo, scriverebbe un così bel libro sull'assassinio di una creatura.
Stiamo tutti diventando spietati o indifferenti.
Ringrazio Iddio di essere nato in un'epoca ancora parzialmente civile. Chissà che schifo le prossime generazioni.

Questa è la risposta che avevo scritto ieri e che per un errore non mio non è stata pubblicata:
Sicuramente è difficile per qualsiasi regista interpretare i romanzi di Agatha Christie nel modo giusto, perché nei suoi romanzi anche il particolare più insignificante ha invece molta importanza.
Il figlio di Lindberg non morì cadendo dalle scale durante il rapimento ma venne ucciso da uno dei rapitori, proprio come accadde al piccolo Tommaso Onofri (non Davide) di soli 17.
Non so se oggi qualcuno oserebbe scrivere in un libro la storia di una grande tragedia come quella del piccolo Linderberg o del piccolo Tommaso, certo è che alle future generazioni stiamo lasciando in eredità il peggio del peggio.
Alla prossima!
Da bravo vigliacco non ti basta insultarmi nel mio blog ma lo fai anche in quello di Francesca, sei il prototipo di maschio potenzialmente violento.
Ora caro Vincenzo, se sei un VERO UOMO, ammetti di aver sbagliato e chiedi scusa.
Ofelia!
iacoponivincenzo ha detto…
In quanto ad insulti tu li batti tutti, dandomi del vigliacco. Non ti inseguo nel blog di Francesca, leggi attentamente, inseguo lei che ha usato il paradigma -lei e non tu, tu lo hai ospitato con giubio- maschio = marcio dell'Umanità.
Io non ti ho insultata, troppo onore sarebbe stato: ho reagito istintivamente come SEMPRE ho fatto a quella che ritenevo una tua provocazione.
Ho sbagliato? Sembra di sì. In questo caso COME SEMPRE chiedo scusa. Sono stato impulsivo e mi umilio, ma non avrei mai chiesto spiegazioni, che dopo la tua chiusa al precedente dibattito con in pratica una sbattuta di porta sul mio muso mi sembrava ovvia cosa da parte tua.
Tu invece non mi vieni incontro con le parole che una persona fraintesa avrebbe fatto ma passi ai paroloni inqualificabili che danno la misura del tuo astio per gli uomini.
Non posso fare nulla per attenuare le tue frustrazioni causate da uomini, che nulla avevano a che vedere con Uomini come me.
Ho chiesto scusa; spiacente di averti delusa. Se tu pensi di essere intangibile io sono INFRANGIBILE.
La questione per me è chiusa, ma gradirei ascoltare io da parte tua le scuse per questo tuo "vigliacco" con così tanto sadismo strombazzato.
Potete scrivere di me che non so tenere un pennello in mano; potete scrivere che sono un pessimo poeta ed un peggior scrittorello, padronissimi di farlo, ma non vi azzardate a dire che non so giocare a scopone scientifico che vi trucido e soprattutto non cercate di intaccare la mia caratura morale, che è integerrima. Se sbaglio lo faccio per la foga, ma quando sbaglio io sempre, SEMPRE Ofelia, chiedo scusa.
Vedi tu se riesci a riportare il fiume del tuo livore e della tua jattanza dentro i suoi limiti.
Ofelia Deville ha detto…
Vinvcenzo evita di metterti sulla difensiva che è meglio, mi hai insultata anche da Francesca, dicendo:
“Sono abituato alle delusioni del Web, deluso di me stesso per aver quotato la tua amica 10, quando non valeva nemmeno due.”
Queste sono parole tue, questo è un insulto, e nascondersi dietro l’impulsività non serve a niente e di certo non potevi pretendere che passassi sopra al tuo comportamento.
Dire che hai reagiti di istinto a quella che tu ritenevi una mia provocazione è una scusa bella e buona, te la sei suonata e cantata da solo. Io non ti posso venire incontro e quello che ho scritto è la reazione alla tua aggressione verbale che è cominciata in un certo blog parlando di altri argomenti e che hai poi continuato nel mio blog per poi spostarti da Francesca. Ti avevo più che avvisato che stavi tirando la corda e che ti avrei risposto per le rime.
Ora per come la vedo io ci sono solo due vie
1-mettiamo una pietra sopra tutto questo e ricominciamo da capo
2-ognuno per la sua strada con buona pace per tutti.
Riflettici sopra e la prossima se pensi che ti stia facendo un torto o provocando con una mia risposta, prima di sparare a zero scrivi privatamente.
Ti porgo anch’io le mie scuse per averti dato del vigliacco e questa volta la provocazione l’hai capita veramente!

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