Il fiore più bello che puoi regalarmi? IL RISPETTO!



“Per tutte le violenze consumate su di lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le sue ali che avete tarpato
per tutto questo:
in piedi, signori, davanti ad una Donna!” 
(William Shakespeare)


Non si può festeggiare l’8 marzo.
Non si deve festeggiare l’8 marzo.

Festa della Donna, la chiamano.
Quale festa?
114 donne uccise, più un numero indefinito di donne umiliate e violentate nel 2017.
Per il 2018 le stime ancora non si fanno, si aspetta la fine dell’anno.
Ma intanto fra gennaio e febbraio si è superata la decina e il primo marzo sono state uccise due ragazzine, la cui madre è stata ricoverata gravissima in ospedale.

Poi c’è sempre qualcuno che si sente in dovere di dire la sua.
Come chi sostiene che in fondo va tutto bene perché siamo nella “media” ovvero siamo un paese dove vengono uccise, umiliate e violentate un “numero accettabile di donne”.
E chi, come la candidata alle elezioni Maria Francavilla, afferma che sono le donne a provocare la violenza negli uomini.
E c’è sempre uno Stato che imita Ponzio Pilato e se ne lava le mani.

Pertanto no, grazie, l’8 marzo lasciatelo passare in sordina.
Niente discoteche, niente spogliarelli, niente mimose.
Magari rispetto, protezione e giustizia: questi sì che sono regali che noi donne vorremmo ricevere.
Non solo l’8 marzo.


Commenti

MikiMoz ha detto…
Invece penso che si debba tornare a un clima di normalità, anche di festa. Solo così si combatte l'ignoranza :)

Moz-
Riccardo Giannini ha detto…
E' giusto riflettere in giornate come questa. Anche perché credo che tra un anno questi dibattiti temo davvero che rimangano confinati sui blog e dimenticati dalle istituzioni. Penso male?
Cristiana Marzocchi ha detto…
Dici bene, Ofelia, chi festeggia , o soffre di amnesia , o non legge le notizie che riguardano la via crucis di molte donne.
Cri
Patricia Moll ha detto…
Parole sante le tue Ofelia!
Leggo sul web tra le blogger che siamo in molte a pensarla così.
Non c'è nulla da feseggiare. SArebbe meglio parlare, fare progetti costruire una strada che porti ad un miglioramento globale, uomo e donna.

Le mimose lasciamole sugli alber. Gli spogliarelli se proprio vogliamo, possiamo vederli quando ci fa comodo senza problema di data. I cioccolatini ce li possiamo comperare andando al super.
Chiediamo rispetto, chiediamo pari opportunità vere e reali non solo sulla carta.
Buona giornata internazionale della donna (quello che è realmente oggi)
Ciaaoooo
Francesca A. Vanni ha detto…
Brava Ofelia, hai espresso il mio stesso pensiero.
Non c'è da festeggiare, ma solo da preoccuparsi per come vanno le cose e lottare.
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@Miki Moz
Non credo sia la strada giusta da seguire.
Prendi la comunità LGBT, per esempio, è dal 1969 che "festeggia" con il Gay Pride ma grandi cambiamenti non ce ne sono stati.
Qualche "concessone legislativa" a parte, si intende.
Ofelia Deville ha detto…
@Riccardi Giannini
No, no, non pensi male per niente :-(
Ofelia Deville ha detto…
@Cristiana Marzocchi
Hai perfettamente ragione.
Ofelia Deville ha detto…
@Patricia Moll
Esato: chiediamo rispetto, pretendiamolo da questa società che ci osteggia e ci odia solo perché siamo donne!
Un abbraccio :-)
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Ricambio l'abbraccio e condivido il pensiero.
Rispetto sempre e ovunque.
Saluti a presto.
Grande post Ofelia condivido ogni tua parola
Mariella ha detto…
L'ignoranza è qualcosa che è difficile estirpare.
Un abbraccio e buona giornata internazionale della Donna.
Benedetta Leoni ha detto…
Ciao, nuova follower; complimenti per blog e post; qui l'ultimo appena pubblicato da me: http://ioamoilibrieleserietv.blogspot.com/2018/03/5-cose-21-5-libri-che-mi-hanno-fatto.html


Se ti va ti aspetto da me come lettore/lettrice fisso/a

grazie
Sugar Free ha detto…
Hai scritto un post bello, pieno di cose che sono tristi ma vere e sulle quali si riflette pochissimo.
Posso farlo leggere a scuola, nell'ora extra di ed. civica?
Baci.
iacoponivincenzo ha detto…
Sulla feste della donna non sono d'sccordo sul NON festeggiarla. Va doppiamente festeggiata, e basta polemiche inutili.
Rispetto e amore. Se non si ha quest'ultimo si DEVE avere il primo.
Ma a me dá tremendo fastidio che per qualche migliaio di bastardi che violentano e mettono sotto la dona in quanto tale si debba definire il MASCHIO come il marcio dell'Umanità, come recentemente in un altro ambiente qualcuna i voi ha sostenuto.
Innanzi tutto maschio non è o non dovrebbe mai essere un sostantivo onde sostituire quello ben più nobile di UOMO. Sesso maschile, non sesso ominide.
Ma dare a questo termine un valore esclusivamente dispregiativo è una cosa che mi repelle.
In casa mia attualmente c'è un maschio, Fabio, mio nipote di 10 anni, come c'è una femmina, sua sorella gemella Alessia. Tutti gli altri siamo uomini e donne.
Si ragiona tutti coi nostri cervelli, anche i due ragazzini, non per stereotipi.
Rispetto tutti e le opinioni di tutti purhé non siano discriminanti, come qualcuno verrebbe. All'atto della nascita, constatata la presenza o meno del campanellino fluttuante in mezzo alle coscette si definisce "mostrum in fieri" chi ne è fornito e vittima sacrificale che ne è priva.
Così semplice non è.
Fino a prova contraria alla nascita siamo tutti INCOLPEVOLI. Poi tutto cambia e si sviluppa con la famiglia, l'ambiente, le cause esterne, le situazioni derimenti.
La Società ha anche le sue responsabilità, quella Società di una parte evoluta dell'Umanità che trascura i poveri e si occupa solamente dei ben abbienti. Poi di fronte ai bambini cresciuti nella miseria, incolti, non istruiti e travolti dagli eventi ci si stupisce ipocritamente che nelle tantissime Scampie di cui è pieno il nostro paese brulichino i piccoli e piccolissimi delinquenti.
Tutti santi e martiri in casa vostra, tutti diavoli in casa mia?
Ma va?
Ofelia Deville ha detto…
@Cavaliere del web
Peccato che purtroppo questo messaggio non riesca mai a passare fino in fondo.
Un saluto.
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti
Grazie mille.
Ofelia Deville ha detto…
@Benedetta Leoni
Grazie e benvenuta!
Ofelia Deville ha detto…
@Sugar Free
Certamente, il blog è pubblico!
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincenzo
Polemiche?
Non ho fatto polemiche, ho solo espresso il mio pensiero in merito ad una festa che da commemorazione sociale si è trasformata in baracco nata commerciale. E questo mio pensiero deriva ovviamente dalla mia esperienza.
Ma, a differenza di chi festeggia e vuole tout court costringermi a festeggiare, io non obbligo nessuno a non festeggiare.
“Rispetto e amore. Se non si ha quest'ultimo si DEVE avere il primo.”: è moralmente e filosoficamente è un concetto impossibile da realizzare perché amore e rispetto sono una dicotomia. Non c’è uno senza l’altro.
Beh, parlando di maschi, anche qui non sono d’accordo. Siccome in grammatica (almeno quella italiana) non esiste il caso neutro, il caso maschile è il caso generale.
Nella nostra lingua “uomo” significa anche “individuo di ambo i sessi appartenente al genere umano” e quindi se si deve fare una distinzione si usano le parole maschio e femmina.
Ma poi se il suono della parola maschio ti dà fastidio posso dire “ominicchio” come faceva Sciascia o meglio ancora “quaquaraqua”.
Fatto sta che posso dare un’accezione dispregiativa alla parola maschio, esattamente come gli appartenenti al genere maschile fanno con le parole “donna”, “femmina” e anche con tanti altri termini che considerano “complimenti”.
La libertà di espressione non funziona solo per un genere sessuale.
“Rispetto tutti e le opinioni di tutti purhé non siano discriminanti, come qualcuno verrebbe.”: sei tu a percepire determinate opinioni come discriminanti. Per altre persone non lo sono.
Anche io non apprezzo tante opinioni, ma purtroppo anche se non mi vanno a genio le devo rispettare.
Conosci un certo Voltaire? Lui diceva: “non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu lo possa dire”.
Quindi anche se la mia opinione non ti piace, devi rispettarla come io rispetto le tue anche se la maggior parte delle volte non sono uguali alle mie: perciò non venirmi a dire “basta polemiche inutili” perché così non mi porti rispetto.
Parliamo poi del nascere maschio.
È dimostrato, a livello sociale e scientifico, che le persone di sesso maschile possiedono una certa dose di naturale aggressività dovuta al testosterone che viene fornito da Madre Natura.
Ora, potenzialmente questa forte presenza di ormone fa di qualsiasi appartenente al genere maschile un potenziale aggressore.
Poi, ovviamente, entrano in campo educazione, provenienza sociale, autocontrollo... cose che si acquisiscono e che influenzano lo sviluppo dell’individuo.
Però, a conti fatti, sta al singolo appartenente al genere maschile decidere se usare la violenza o meno e il fatto che egli sia consapevole del fatto di poter essere pericoloso per sé e per gli altri non è negativo ma deve essere uno sprone per farlo riflettere, per impedirgli (se vuole farlo) di fare del male ad un’altra persona.
Già che ci siamo, chiariamo un concetto: se si sta facendo un discorso in generale i distinguo non si possono fare.
Non si può dire “Paolo è buono, Mario no” altrimenti si cambia discorso e si fa una cosa più mirata ma a questo punto occorrerebbe una lista con miliardi di nomi maschili da valutare singolarmente.
Pertanto basta ogni volta sentirsi tirati in mezzo, offesi e messi sul rogo.
Nei discorsi generali si sta sul generale.
Altrimenti tanto vale non discutere, parliamo del tempo e restiamo tutti felici e contenti.
E comunque, tornando all’8 marzo: il giorno dopo avete almeno pensato un po’ alle due bambine di Latina a cui è stato fatto il funerale?
Le ha uccise il padre, non un concetto.
Francesca A. Vanni ha detto…
@iacoponivincenzo
Scusa, ma tu non ti sei espresso con un tono violento?
Dire a qualcuno "basta con le polemiche" solo perché il discorso non ti piace non è un atto violento?
Fino a prova contraria lo è.
Anche la violenza verbale è una forma di violenza riconosciuta.
Lucrezia Ruggeri ha detto…
8 marzo e poi?
A che serve festeggiare quando in strada hanno sfilato i cortei di Non una di meno?
Hai ragione, basta con questa ipocrisia e basta con questo atteggiamento sbagliato: la violenza contro le donne esiste e va fermata partendo dalla sua fonte che è l'uomo!

@Vincenzo
La tua risposta mi ha delusa, sei stato davvero cafone questa volta.
Sam ha detto…
Buongiorno Ofelia, sono una nuova follower!
La poesia di Shakespeare è illuminante anche se vecchia di secoli, perché mette l'accento sulla mai chiusa questione del non rispetto verso le donne.
Da donna vorrei dire che non comprendo quelle donne che un giorno l'anno si accontentano di essere considerate come persone e poi il resto dell'anno lo trascorrono ad essere "oggetti".
Si vede che si accontentano con molto poco.
Io no.
Io voglio essere considerata una persona tutti i giorni dell'anno e non perché devo essere per forza vista "in funzione di un uomo" ma perché io sono una donna e valgo come tale, valgo anche da sola.

Poi mi permetto di rispondere al signor Iacoponi che non conosco, per mia fortuna.
Uno che vuole essere definito uomo pacifico, che però usa un tono arrogante, imperioso e violento come il suo non è un uomo pacifico.
Lei non può permettersi di dire ad un'altra persona di smettere con le polemiche quando poi, leggendo il post, di polemiche non ce ne sono ma ci sono solo cambi di opinioni.
Cosa le dà il diritto di comportarsi in questo modo?
Il solo fatto di essere uomo?
Ofelia Deville ha detto…
@iacoponivincezo
"Fino a prova contraria alla nascita siamo tutti INCOLPEVOLI. Poi tutto cambia e si sviluppa con la famiglia, l'ambiente, le cause esterne, le situazioni derimenti.
La Società ha anche le sue responsabilità, quella Società di una parte evoluta dell'Umanità che trascura i poveri e si occupa solamente dei ben abbienti. Poi di fronte ai bambini cresciuti nella miseria, incolti, non istruiti e travolti dagli eventi ci si stupisce ipocritamente che nelle tantissime Scampie di cui è pieno il nostro paese brulichino i piccoli e piccolissimi delinquenti."

Certo alla nascita siamo tutti innocenti(se eviti di scrivere maiuscolo è meglio, per mia fortuna riesco a leggere bene senza l'ausilo di un paio di occhiali e siccome scrivere maiuscolo equivale ad alzare il tono della voce, ti prego di non alterarti, perchè altrimenti potrei alterarmi anch'io, quindi usa toni pacati), poi ovviamente la famiglia, la società e tanti altri fattori esterni contribuiscono alla formazione dell'individuo. La condizione sociale di nascita non è determinante del carattere violento di una persona se mai può acuirlo se è già presente nell'individuo, trovo la tua frase discriminante per tutti quei ragazzi che nascono in situazioni disagiate, non è detto che chi nasce a Scampia crescendo diventa un individuo violento, mentre chi nasce Roma automaticamente diventerà un uomo perbene. Il mio ex marito, è un uomo molto istruito, ha frequentato le migliori scuole, ha viaggiato, è cresciuto in un ambiente bene, con genitori amorevoli eppure è un violento, quindi come vedi la tua affermazione non sta in piedi, fa acqua da tutte le parti.

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