Sono un'Erinni: fattene una ragione


Sono stata definita una Erinni, e non mi è affatto dispiaciuto.
Chi di voi sa chi erano le Erinni?
Facciamo un piccolo viaggio nella mitologia greca.
Le Erinni, chiamate poi dai romani Furie, erano tre divinità sorelle figlie della Notte e del sangue di Urano: Aletto, Tisifone e Megera.
Terribili dee, avevano l’incarico di perseguitare e punire senza alcuna pietà i colpevoli dei più raccapriccianti crimini e la più spietata fra loro era Tisifone.

Dire a una donna che è un’Erinni non mi sembra affatto un insulto.
Anzi in una società come quella contemporanea dove il non schierarsi è diventato una moda sociale, un atto deciso come prendere posizione ed essere anche molto dure all’occorrenza è un comportamento coraggioso che va controcorrente.

Perché?
Perché davanti a un torto, di qualsiasi natura, è più facile girarsi dall’altra parte e non intervenire.
O, peggio ancora, è molto opportunista sparare a zero contro la vittima che è incapace per antonomasia di difendersi da sola.
Comportarsi da Erinni, invece, ergersi a severe giudici e colpire con azioni sociali o anche con le semplici parole i responsabili di determinate azioni è più difficile.

È, diciamolo, un comportamento da bad girl e non da signora bon ton.
È da bad girl, perché le bad girls sono tutte quelle donne che in un modo o nell’altro escono dai soliti schemi e rivoluzionano il loro essere donna osando fare ciò che la società non si aspetta da loro.
Nel mio caso, per esempio, starmene zitta e buona a subire dei soprusi.
Dopo la mia esperienza ho deciso che non sarei mai più stata quel tipo di donna, remissiva e sempre pronta a scusarsi per errori non suoi.
Che stia bene oppure no a chi mi definisce Erinni, questo non è certo un problema mio.
Il bello della vita è poter anche permettersi di ignorare un certo tipo di persone, soprattutto quando capiamo che non hanno niente da darci e sono solo delle inutili zavorre.

Ma cosa significa, in fondo, essere un’Erinni?
Io ho stilato un piccolo elenco, che condivido qui con voi.
Le donne Erinni:

-non si raccontano né raccontano bugie.
-non si tirano mai indietro ma sanno anche dire no e non hanno paura di farlo.
-non temono il cambiamento.
-incassano i colpi e si sanno rialzare.
-non negano i problemi ma li affrontano.
-non si vergognano a mostrarsi per ciò che sono, con i loro pregi e difetti.
-non negano le proprie convinzioni, ma se è il caso sanno anche cambiare idea.
-non si prendono mai troppo sul serio.
-non temono giudizi e pregiudizi.

A conti fatti, meglio essere un’Erinni che una donna come ce ne sono fin troppe, una donna che è donna solo all’occorrenza.
C’è tutto da guadagnarci.

disegno di Luis Royo

Commenti

Riccardo Giannini ha detto…
-non si raccontano né raccontano bugie.
-non si tirano mai indietro ma sanno anche dire no e non hanno paura di farlo.
-non temono il cambiamento.
-incassano i colpi e si sanno rialzare.
-non negano i problemi ma li affrontano.
-non si vergognano a mostrarsi per ciò che sono, con i loro pregi e difetti.
-non negano le proprie convinzioni, ma se è il caso sanno anche cambiare idea.
-non si prendono mai troppo sul serio.
-non temono giudizi e pregiudizi.

Non credo che questa sia la definizione delle erinni, per cui tu non sei nella categoria. Io credo semplicemente che tutto ciò rientri nella definizione di una donna 'combattiva', orgogliosa di ciò che è e determinata.

In tutto questo non c'è nessun profilo vendicativo, anzi...Anche perché la vendetta non è proprio una cosa positiva :)
MikiMoz ha detto…
Da oggi in poi ti chiamerò Tisifone, allora :)

Moz-
Susanna Power ha detto…
Ciao Ofelia!
Beh, se essere un'Erinni, o nel mio caso una ragazzaccia, significa saper vivere con grinta, essere indipendenti e affrontare tutto il mondo senza paura... allora che il mondo pulluli di Erinni/ragazzacce.
Meglio questo che camminare sui tacchettini tutto il giorno e pensare che il mondo sia una nuvola rosa!
Francesca A. Vanni ha detto…
Mi iscrivo subito al club delle Erinni.
Che poi, più che Erinni, la tua mi sembra la descrizione di una DONNA con tutte le lettere maiuscole che non si piega ai dettami sociali che ancora la vorrebbero ai tempi del medioevo.
Un abbraccio.
MechanicalRose ha detto…
Davvero un bel post Ofelia, concordo con te che Erinni è tutt'altro che un insulto anzi, piacerebbe anche a me riuscire a sentirmici ogni tanto. Ma ho ancora molto da lavorare, soprattutto sul non vergognarsi di se stessi e sul non temere giudizi e pregiudizi...
In compenso sono stata definita "vipera" più di una volta da maschietti incapaci di recepire che 'no' in effetti significa proprio 'no', e non 'sì dai, rompimi le scatole ancora, te ne prego, poi verrò a letto con te'. La cosa l'ho trovata talmente buffa che ormai chiamarmi Vipera è uno scherzo ricorrente tra me e una mia cara amica. Pensavo pure di tatuarmene una, un giorno... si sa mai :D
Ofelia Deville ha detto…
@Riccardo Giannini
Guarda kill Bill e poi ne riparliamo :-)
Porgi l'altra guancia va bene una volta, la seconda scateno le ire dell'inferno.
Ofelia Deville ha detto…
@MikiMoz
Tisifone va più che bene.
Ofelia Deville ha detto…
@Susanna
Fa tuo questo questo motto che poi è anche il titolo di un libro: le brave ragazze vanno in paradiso le cattive dappertutto.
Ofelia Deville ha detto…
@MechanicalRose
Sapessi quanto tempo ho impiegato per diventare un'Erinni e a non temere i giudizi degli altri, i pregiudizi e a tirar fuori le unghie all'occorrenza. La vita mi è stata maestra e mi ha insegnato nel modo più crudele a stare al mondo.
Ti chiamano vipera? È un bel complimento, le vipere sono animali timidi ma se invadi il loro territorio, se le stuzzichi usano il veleno per difendersi, stia in guardia chi ti sottovaluta, potrebbe avere delle brutte sorpese.
Ottima idea il tatuaggio, io ho un serpente :-)
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca
Sei un membro onorario.
Santa S ha detto…
Tempo fa un "simpaticone" che dovetti riprendere mi appellò "Megera", non conosceva ovviamente le sorelle, né il significato. Spesso le parole vengono usate a caso, quando gli risposi che non mi occupavo di tradimenti coniugali se ne andò guardandomi come se fossi matta. Rido ancora anche se c'è poco da ridere, visto che megera la usano con il significato di "strega" e un'amica pochi giorni fa mi ha inviato un link davvero inquietante: http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/03/14/news/dopo-il-gender-e-allarme-streghe-la-battaglia-del-neosenatore-leghista-nelle-scuole-1.319535?ref=RHRR-BE

Post popolari in questo blog

Servizio di leva: sì o no?

Stupidi si nasce o si diventa?