Deludente lettura!


Prendete un libro scritto per un pubblico fra i 14 e i 16 anni, spacciatelo per un grande romanzo sociale per adulti, edulcoratelo con una copertina ad hoc e fatevi mettere tante cinque stelle da un sacco di blogger entusiasti.
Avete ottenuto “Un ragazzo normale” di Lorenzo Marone, ex avvocato e scrittore dal 2012, un libro che delude dall’inizio alla fine.

Un libro che doveva parlare di Giancarlo Siani, giornalista de “Il Mattino” ammazzato dalla camorra il 23 settembre 1985.
Un libro che non parla di Giancarlo Siani, se non a pagina 142 con due righe gettate lì fra un italiano stentato e un napoletano davvero troppo fastidioso (scusate, ma i libri in dialetto io non li digerisco. Da logopedista quale sono, sostengo che bisogna insegnare ai ragazzi l’italiano e non i vari dialetti), tanto per far credere che il romanzo in questione sia uno di quei libri “impegnati” e “che fanno pensare”.

La sola cosa che fa pensare è come questo libro narrato in prima persona da un dodicenne, Mimì, fin troppo strano e fuori contesto (non sembra un ragazzino, non sembra un adulto, è solo una noiosa voce narrante priva di spessore) con una sequenza temporale sempre altalenante (al terzo “ma di questo parleremo dopo” volevo già piantare lì la lettura), una narrazione che non scorre e un elenco trito e ritrito di titoli di canzoni, film, giornali e avvenimenti salienti che nulla danno alla storia, abbia potuto riscuotere un così grande consenso.

Comprendo bene le esigenze narrative e capisco che un testo che fa riflettere vende meno di un testo “amichevolmente scorrevole” ma questo libro non mi è piaciuto
Avrei desiderato un po’ più di approfondimento, maggiore sensibilità, più spessore e una migliore, convincente narrazione.
Prendiamo, per esempio, la figura di Giancarlo Siani.
Non capisco perché l’autore non abbia voluto inserirlo nella storia.
Un libro su Siani ma che in realtà non parla di Siani e Siani nemmeno c’è.
Se questo doveva essere un romanzo serio, ha fallito nel suo intento.

In ultimo, vi cito la frase che più di tutte mi ha delusa:

Quella sera la compassione e lo sgomento per il povero Ninni Cassarà, e per tutti i morti innocenti ammazzati dalla mafia, durarono il tempo di buttar giù il secondo bicchiere di vino annacquato.”

Come dire “tanto l’Italia non lotta contro la mafia, non c’è brava gente che si impegna e chi viene ucciso finisce presto nel dimenticatoio”.
Sono senza parole.



Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, non ho visto questo libro, e non averlo letto mi è difficile dare un parere.
Ciao e buona serata con un forte abbraccio.
Tomaso
MikiMoz ha detto…
Lo hai demolito, praticamente. Ne avevo letto su altri blog, se ben ricordo, ma l'ambientazione non mi aveva attirato.
Ora tu mi dici tutto questo, che si traduce con "sciapo", e quindi amen :)

Moz-
Dalla tua recensione ho compreso che oggi scrivere impegnato nel senso in cui tu hai inteso nel tuo post non viene apprezzato in primis proprio dai grandi editori e poi dagli scrittori che si adeguano
Riccardo Giannini ha detto…
E' un tentativo di ispirazione a "La mafia uccide solo d'estate"? :D
Lucrezia Ruggeri ha detto…
Non ho letto questo libro ma conosco l'autore perché fra le mie letture dello scorso anno c'era stato il suo romanzo "La tristezza ha il sonno leggero" che non mi è piaciuto.
Non posso esprimermi, dicevo, in merito al romanzo di cui parli ma riconosco il gran difetto di Marone di non saper raccontare le storie.
Ha uno stile che salta di palo in frasca, superficiale e spesso noioso.
Decisamente non fa per me.
Baci!
Francesca A. Vanni ha detto…
Avevo già commentato questo libro, che purtroppo per me ho letto, su un altro blog e come scrissi allora non ho apprezzato lo stile di Marone, che trovo piatto e in certi punti anche apertamente volgare, e mi dispiace che manchi una vera storia che faccia da sottotesto e rafforzi la narrazione.
Peccato, perché prometteva bene in quanto sembrava dovesse parlare di Siani e invece Siani è presente come un'insalatina d'accompagnamento.
E poi basta con i dialettisimi, siamo italiani oppure no?
No, da scrittrice (e da lettrice) lo boccio: è l'esempio di come alcuni scrittori si pieghino alla mediocrità editoriale e alla mediocre ignoranza di un certo tipo di pubblico solo per aumentare gli introiti.
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@Tomaso
Caro amico, non ti perdi niente di speciale.
Un abbraccio e un sorriso :-)
Ofelia Deville ha detto…
@MikiMoz
Mi sono accostata a questo "libro" ingannata da tante recensioni positive, avevo molte aspettative in merito all'argomento, e invece niente, nada, niet su tutta la linea. Capisci bene che la mia delusione si è trasformata prima in incazzatura e poi in questo post, dove non potevo non esprimere la mia opinione. A monte che ho letto anch'io in vari blog dei commenti che ho trovato stranamente curiosi e che in realtà si possono tradurre in uno solo: "bello, bellissimo, poetico, leggero..." Scherziamo, ma hanno letto davvero questo "libro" o come tante oche hanno seguito la strada tracciata dall'oca maestra? Ma dai, nessuno esprime un'opinione diversa, un libro può piacere o non piacere ma trovo assolutamente ridicolo che su 50 persone che lo leggono nessuno ha espresso un giudizio che si differenziasse dall'altro, ad esempio "la virgola a pagina 30 non ci doveva essere" o "quel tale personaggio mi è piaciuto più del protagonista". Siamo seri,tu ed io per esempio amiamo entrambi IT, solo che tu preferisci la serie 1990 mentre io preferisco il film di Muschietti, stesso prodotto opinioni differenti, invece nel caso di questo "libro" la maggior parte delle opinioni sono una sorta di copia incolla.
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti
È quell'adeguarsi che mi infastidisce da morire, scegliere sempre la via più facile diventa alla lunga una presa in giro per chi legge.
Ofelia Deville ha detto…
@Riccardo Giannini
Un tentativo decisamente mal riuscito -:)
Ofelia Deville ha detto…
@Lucrezia Ruggeri
Mi spiace che anche tu sia rimasta fregata da questo "autore".
Un abbraccio
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca
Mi dispiace aver buttato via dei soldi che avrei potuto impiegare in altro modo.
Sugar Free ha detto…
Se mi trovo d'accordo con te?
Eccome!
Un libro che delude dall'inizio alla fine.

Ti lascio qui la mia recensione:

https://lagiostradeilibri.blogspot.it/2018/04/un-ragazzo-normale.html

Baci!
Susanna Power ha detto…
Well, non leggerò un libro simile soprattutto dopo avere letto l'estratto... non è il mio tipo di libro.
Thanks for post!

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