La ballata dell'eroe



“La ballata dell’eroe” è il terzo brano dell’album “Tutto De Andrè” ed è anche il primo brano contro la guerra che il cantautore presenta al pubblico nel 1961, rilanciato poi da Tenco tre anni dopo.
Una canzone che, come tanti brani del cantautore, è ancora oggi molto attuale.

Con questo brano De Andrè inizia anche un sodalizio culturale con alcuni artisti francesi che spesso ritroveremo nelle sue canzoni: Charles Baudelaire e Georges Brassens.
In questo caso troviamo anche Boris Vian Le Déserteur che nel 1954 aveva creato un brano simile per denunciare i soprusi della guerra d’Algeria che fu tuttavia censurato in Francia.

Il perno di questa canzone è l’eroe, un soldato qualsiasi di qualunque guerra che va al fronte e muore.
Muore combattendo per un paese che lo ha usato, muore cercando la verità.
Ma qual è la verità?
La tragedia della canzone sta in questa domanda, perché per De Andrè non c’è nessuna verità nella ferocia della guerra che distrugge tutto e che dà solo la morte.
E alla fine, l’unica cosa davvero certa, è il dolore della donna che rimarrà sola senza più il suo compagno.
Vale dunque la pena di combattere una guerra?



Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra,
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle.

E quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinse a cercare la verità.
Ora che è morto la patria si gloria
d'un altro eroe alla memoria.

Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d'un soldato vivo , d'un eroe morto che ne farà?
Se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d'una medaglia alla memoria.


Commenti

MikiMoz ha detto…
Un tema molto caro a Faber, dove le logiche umane diventano piccole di fronte alle schiaccianti logiche di potere...

Moz-
Riccardo Giannini ha detto…
Amo questa canzone. Amo questa triste immagine dell'eroe, che per chi lo amava è solo un ricordo. Mi fa doppiamente piacere questo post perché arriva poco dopo il mio sulla canzone di Vecchioni :)
Francesca A. Vanni ha detto…
No, non vale mai la pena di combattere una guerra ma finché il mondo sarà in mano a degli uomini guerrafondai, che hanno bisogno di dimostrare "la ragione" con la violenza e le armi, allora la vedo molto dura.
Lucrezia Ruggeri ha detto…
Chissà perché non mi stupisco che la prima canzone, quella francese, foss estata censurata...
Poi si inventano termini come guerra umanitaria, missione di pace (armate) ed è sempre la solita solfa: guerra.
Bella analisi :-)
Nessuna guerra ha senso. Le guerre poi sono fatte dai potenti per loro interessi esclusivi e per mere ragioni economiche, ed in questo scenario la povera gente perde la vita e ci rimette sempre.
Sugar Free ha detto…
Eh, bellissima canzone che dovrebbero sentire tutti i ragazzi che pensano che la guerra sia una cosa grande.
A furia di guerre, purtroppo, il mondo muore :-(
Ma come faceva De Andrè a sapere tante cose sugli autori francesi?
Baci!
Olivia Hessen ha detto…
La guerra è un cancro che l'uomo continua a espandere e la tua analisi, perfetta secondo me, è anche una bella denuncia al pari del brano di De Andrè.
Bacio.
Ofelia Deville ha detto…
@Miki Moz
Infatti è un tema che si ritrova spesso nei suoi testi.
Ofelia Deville ha detto…
@Riccardo Giannini
È un brano che amo molto anch'io, attuale anche oggi, troppi eroi sono morti e troppi ne moriranno se la follia umana non si fermerà.
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A Vanni
Le guerre si combatteranno sempre ma avranno solo nomi diversi, è nella natura dell'uomo purtroppo.
Ofelia Deville ha detto…
@Sugar Free
Voi nuove generazioni dovete e potete fermare questa follia chiamata guerra. Come faceva De André a conoscere gli autori francesi? Fabrizio amava i poeti francesi, leggeva le loro opere e le trasformava in altrettante opere.
Ofelia Deville ha detto…
@Olivia Hessen
Hai ragione, la guerra è un cancro malefico, ma la guerra la fanno gli uomini e gli uomini come diceva l'Agente Smith di Matrix "gli uomini sono dei parassiti che distruggono tutto".

Post popolari in questo blog

Italia e immigrazione: una polveriera pronta ad esplodere!

Il ghost blogger

Oscar Wilde e Dorian Gray, una vita al limite