La forma dell'acqua


Ricetta cinematografica per vincere dei premi Oscar.
Prendere i seguenti ingredienti:

-Il mostro della Laguna nera (Jack Arnold, 1954)
-L’uomo anfibio (G. Kasanskij e V. Cebotariov, 1961)
-Big Fish (Tim Burton, 2003)
-Il favoloso mondo di Amelie (J.P. Jeunet, 2001)
-La La Land (Damien Chazelle, 2016)
-Let me hear you whisper (romanzo di Paul Zindel, 1969)
-Mrs. Caliban (romanzo di Rachel Ingalls, 1982)

mescolarli con scene di sesso non necessarie per lo sviluppo della trama, con scene di violenza e torture sadiche esasperanti, con un linguaggio a volte troppo volgare, qualche omaggio ad attori e registi del passato (anche questa mossa è nota, richiama molto lo stile Tarantino) e otterrete La forma dell’acqua di Guillermo del Toro.
Non ci credete?

Guardate un po’ la creatura degli abissi, che nel film di Guillermo del Toro è stata trovata in Amazzonia e sembra essere l’ultimo esemplare della sua specie dai poteri divini.
È la stessa cosa che avviene nel film Il mostro della Laguna nera.

E cosa ne dite di una donna che lavora in un laboratorio segreto negli anni Sessanta, che si innamora di una creatura marina che viene studiata per essere trasformata in un’arma e la salva a costo della sua vita (nascondendola durante la fuga in un carrello per trasportare i panni sporchi) ?
Ops, ma è la trama di Let me hear you whisper!
È quasi identica, non fosse che Del Toro ha tratto dal romanzo Mrs. Caliban il fatto che la protagonista sia invalida.

E il perfido capo che perseguita la protagonista e la vuole per sé mentre cerca di eliminare la Creatura?
Oh ma dai, ecco un mix fra L’uomo anfibio e di nuovo Let me hear you whisper!

Ma che dire poi delle sceneggiature che richiamano tanto Big Fish e Il magico mondo di Amelie, con quella canzone/balletto in bianco e nero che fa tanto La La Land?

Insomma, un film osannato dalla critica è stato a mio parere un mischione di cose già viste e già fatte senza niente di originale e soprattutto senza un messaggio positivo.
Non è come “La Bella e la Bestia” dove Belle riesce ad andare oltre la “diversità” della Bestia e lo ama senza riserve per ciò che è.
Qui Elisa Esposito e la Creatura sono entrambi “mostri”, creature emarginate che al pari dei personaggi secondari (i due amici di Elisa ovvero il vicino di casa gay e la collega afroamericana) non vengono accettate dal resto del mondo e trovano una loro dimensione solo alienandosi nella propria diversità.
L’antagonista è poi stereotipato al massimo, con connotazioni sessiste e una buona inclinazione al sadismo che nel film si reitera spesso con scene di tortura perpetrate sia sulla Creatura che sulle persone.

L’unico personaggio che ho apprezzato è stato la spia russa che si finge scienziato e decide di mettere a rischio la sua vita per salvare la Creatura.
Non è originale nemmeno quello, si è già visto in Mrs. Caliban, ma almeno aveva un suo perché.

Il film è, almeno per me, da bocciare.
Dopo la caduta di stile con il film finto horror “La madre”, Del Toro prende un altro scivolone: quello che ha realizzato non è un film poetico ma una pellicola dove la sceneggiatura sconfina nella mistificazione e dove la banalità del male spadroneggia.
I molti cliché non fanno altro che rafforzare questo aspetto negativo: i luoghi, le circostanze, gli ambienti esterni ed interni sino fin troppo scontornati gli uni negli altri.
E la mancanza di originalità uccide tutto il resto.



Commenti

Francesca A. Vanni ha detto…
Io ho visto il film e sono rimasta allucinata dalle scene di violenza che ci sono.
Non che odi gli splatter o i film d'azione, ma questa pellicola si era presentata come un fantasy poetico e quindi è stato destabilizzante.
Oltre ai difeti da te elencati ne cito altri due: film troppo lento e dal finale aperto.
Odioso!
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Sì, il finale aperto per modo di dire... e speriamo che non venga in mente al regista di fare un sequel!
Riccardo Giannini ha detto…
Adesso mi avete incuriosito sulle scene splatter :D.

E' vero che spesso non si crea nulla, ma si scopiazza qualche idea qua e là. Ma in questo caso sono sorpreso nel leggere tutte queste "citazioni" :D
Io fin dai tralier non ero per niente convinto di andarlo a vedere. Direi dal tuo post che ho fatto molto bene a seguire il mio istinto.
Sugar Free ha detto…
Non mi viene molta voglia di guardarlo... già avevo dubbi e non ero andata al cinema...
Ma che ha fumato il regista?
Non l'ho visto, mi manca.
Saluti a presto.

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