Zelig... ma non facciamo cabaret!


Siamo stati tutti imitatori.
Che ci piaccia o no, da bambini impariamo attraverso l’imitazione del comportamento degli adulti.
Se tuttavia con lo sviluppo della mente, e conseguentemente la crescita dell’individuo, questo meccanismo non smette allora diventa una vera e propria sindrome.
La sindrome da imitazione, detta psicologicamente sindrome da dipendenza ambientale o nei casi più gravi, che coinvolgono la psichiatria e la neurologia, sindrome di Zelig che deriva dal nome dell’omonimo personaggio creato dall’eclettico regista Woody Allen.

Cos’è?
Ve lo spiego con una storiella “divertente” che capita ogni giorno dove lavoro.
La mia collega (chiamiamola Gina, tanto per darle un nome) Gina si veste con una gonna a fiori e una camicia bianca.
Il giorno dopo Maria (altro nome finto) fa la stessa cosa.
Gina ha il raffreddore?
Maria ha il raffreddore (anche se non ce l’ha).
Gina è andata in vacanza ai Caraibi?
Anche Maria è andata in vacanza ai Caraibi.
Gina ha una passione per il cibo indiano?
Anche Maria ha una passione per il cibo indiano.

Ovviamente non fa ridere, men che meno è bello.
È una patologia seria, che affligge tantissime persone (anche on line).
La sindrome di Zelig esiste ed è causata da una cattiva o assente percezione di sé (che può essere dovuta a traumi cerebrali e allora si tratta di qualcosa di molto serio, o semplicemente si può imputare a un’inadeguata crescita del soggetto nel momento di passaggio dall’infanzia all’adolescenza) che spinge chi ne soffre (più o meno consciamente) ad adattarsi in modo camaleontico allo sfortunato che gli sta intorno.
Questo individuo si trasforma ogni volta nella persona che ritiene interessante senza mai vivere veramente se stesso, con comportamenti istrionici e narcisisti che si muovono ai limiti dell’antitesi.

Al di là di Gina e Maria, mi sono accorta che ultimamente incontro tantissime persone con questo tipo di sindrome (ovviamente quella “leggera”, non quella derivata da seri danni cerebrali che va curata con dei farmaci e sedute psichiatriche) che ho chiamato “sindrome dell’anch’io”.
Sarà colpa della società contemporanea, tutta televisione e internet, ma Zelig spopola.
Questi Zelig hanno vissuto tutto, direttamente o meno esperiscono ogni cosa, sono tuttologi e si adeguano sempre all’opinione del loro idolo del momento.
Salvo rimpiazzarlo appena ne arriva uno migliore.
Spesso l’atteggiamento di questi individui risulta essere fastidioso e incomprensibile, quindi esiste una difficoltà oggettiva e reale a relazionarsi con queste persone dall’atteggiamento assurdo.
Persone che sono sicuramente affette da una forte forma di insicurezza, che le spinge a muoversi come tante banderuole che seguono il vento.
Queste persone hanno bisogno di agganciarsi ad altri, di trovare risposte che vengono da fuori e ciò significa che non hanno sviluppato gli strumenti necessari per capire cosa sono.
Mancano di originalità.

Che fare, allora?
Niente, con questi malati di protagonismo non si può fare niente se non compatirli e magari inventarsi qualche storia assurda e incredibile e ridere per come i vari Zelig faranno di tutto per diventarne a loro volta protagonisti e dire “anch’io sono stato...” oppure “anch’io conoscevo un tizio che...”.
Provateci.
Inventatevi qualcosa del tipo “l’altro giorno, mentre infilavo il calzino destro, il mio sesto dito si era accavallato col quarto e non riuscivo a infilarli nella scarpetta rossa per andare nel magico mondo di Oz con E.T..”.
Poi gettate l’esca e aspettate lo Zelig di turno.
Tranquilli che in un mondo come questo, dove essere originali e pensare con la propria testa è una rarità, qualcuno abboccherà sicuramente all’amo.




Commenti

fperale ha detto…
E' vero, a mia moglie capita spesso che la copino nei vestiti o in qualche altra moda :D diciamo che fa tendenza nel posto dove lavora!
Riccardo Giannini ha detto…
Da bambino è una cosa comune quella dell'imitazione. Vedi il tuo amico con un giocattolo e lo vorresti subito :D Ma appunto, da bambino è una cosa normale. Da grandi invece...Io tutto sommato sono fortunato: non mi vengono in mente persone con sindrome da Zelig. Beh, di leoni da tastiera-leoni da bar ne conosco tanti, non so se siano peggio :D. Piuttosto conosco i 'mentitori' che dicono di avere cose che non hanno e di aver fatto cose che non hanno fatto, per sentirsi superiori o non sentirsi inferiori. E' una cosa che si avvicina alla sindrome da Zelig :D
Verissimo, tanti soggetti hanno la "sindrome dell'anche io". Altri hanno la sindrome invece del "L'ha fatto lui lo farò anche io" oppure quella tesa a sminuire ogni cosa che fai, ma qui entriamo nell'invidia. Oggi forse le persone sane sono davvero poche.
Anke Agata Russo ha detto…
No, questa qui è la fotocopia sputata di S., una della mia classe che qualsiasi cosa hai ce l'ha anche lei!
Mamma mia, grazie per il post così adesso so cosa fare :-)

ps: ma come le sai tutte queste cose? Sei grande! Vieni tu nella mia scuola?
Antonella S. ha detto…
Ciao Ofelia, purtroppo conosco anch'io, e - forse quasi tutti conosciamo - persone così. Purtroppo non c'è nulla da fare il bisogno di essere al centro dell'attenzione e di superare sempre l'altro è troppo forte e non esiste ragionamento che possa cambiare questo loro modo di essere, anzi si esaspera solo la situazione. In realtà hai ragione tu...raccontare le cose più assurde, aspettare e ...farsi una risata.
Ciao, buona giornata.
Antonella
Francesca A. Vanni ha detto…
Della sindrome non seria di Zelig, nel mondo di internet e dei mass media c'è un sacco di gente che ne soffre.
Mi viene in mente, giusto così, una certa blogger ruffiana che è anche di tua conoscenza e che non posta spesso ma quando posta improvvisamente ha visto, detto, fatto praticamente quasi tutto quello che gli altri prima di lei hanno visto, detto e fatto.
Coincidenze o zeligherie da rete?
Ofelia Deville ha detto…
@fperale
Non è proprio la stessa, cosa ma se a tua moglie non da fastidio ben venga questo genere di copiatura.
Ofelia Deville ha detto…
@Riccardo Giannini
I mentitori sono i cugini stretti degli Zelig.
Ofelia Deville ha detto…
@Daniele Verzetti
Mi verrebbe da chiederti di definire "persona sana", ma non lo faccio. Più che di persone sane i parlerei di persone che sono veramente capaci di essere se stesse sempre e non di cambiare colore, partito, idea a ogni sospiro di vento.
Ofelia Deville ha detto…
@Anke Agata Russo
Vivere con una Zelig è difficile.
Come so queste cose? Vediamo: perché ho studiato tanto e continuo a studiare, perché in parte riguarda il mio lavoro e perché sono più grande di te. Venire nella tua scuola? No, ma grazie per l'invito, per via del mio lavoro ho spesso a che fare con i ragazzi e credimi ci sono giorni che vorrei strozzarli, in oltre non ho la pazienza necessaria per insegnare.
Un abbraccio!
Ofelia Deville ha detto…
@Antonella S.
Ignorarli e riderci sopra è l'unica cosa da fare.
Un abbraccio.
Ofelia Deville ha detto…
@Francesca A. Vanni
Non credo nelle coincidenze, che vuoi farci si divertono con poco.
Un abbraccio!

Post popolari in questo blog

Blog sospeso

Solo: A Star Wars Story, mi ha convinta!