Il ghost blogger

Penso che, dopo il romanzo di Robert Harris e il film di Roman Polanski, molta gente sappia cos’e un ghost writer.
Se tuttavia non lo sapete ancora, ve lo spiego qui: il ghost writer è uno scrittore fantasma che offre al committente dietro lauto e ovvio compenso in denaro, un servizio di creazione, elaborazione e stesura di testi dei più svariati generi rinunciando a tutti i diritti sull’opera (per cui il suo nome non comparirà mai).
Scelta discutibile, soprattutto in un paese come il nostro che giustamente difende i diritti intellettuali e morali di un’opera e non solo quelli economici.

Ma non scrivo per discutere dei ghost writer, sono uno spunto per trattare di un altro argomento affine su cui ho riflettuto tanto.
Girando per la blogsfera, vi è mai capitato di restare perplessi di fronte alla “differenza” fra vari post?
Cerco di esse più chiara.
Lo stile di un blogger, soprattutto quando si segue il blog, ad un certo punto diventa familiare: c’è chi scrive con toni leggeri, chi approfondisce, chi fa qualche strafalcione, chi usa termini ricercati...

Poi ci sono gli strani.
Quelli che un post sembra scritto dall’ultimo premio Pulitzer e quello dopo da un analfabeta.
Quelli che se gli fai notare, magari in un commento, che hanno scritto un determinato pensiero ti rispondono “non l’ho mai scritto”.
Eppure il pensiero è lì, nero su bianco.
Quelli che quando rispondono ai commenti dei follower, scrivono senza conoscere l’argomento del proprio post.

Osservando questi blogger, e non sono affatto pochi, ho pensato che come esistono i ghost writer esistono anche i ghost blogger.
Ovvero blogger che, per qualsiasi motivo, non sono in grado di scrivere post e li commissionano ad amici o altri blogger per poi postarli a nome loro.

Giusto o sbagliato?
Difficile a dirsi.
A me non piace l’idea di chiedere a qualcun altro di scrivere un post per conto mio, ma al di là della mia opinione, il concetto è: se ti sei fatto scrivere un post, vuoi almeno leggere cosa c’è scritto prima di dire delle grandi scemenze?
Anche perché la figura dell’idiota la fai tu che sei il falso blogger di turno.
Già non sei capace di scrivere un post, almeno informati sul contenuto di ciò che hai commissionato così eviti di fare brutte figure!

Ora aspetto di leggere la vostra opinione.
Vi siete mai imbattuti in un ghost blogger oppure no?


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