La canzone di Marinella


“La canzone di Marinella” è il quarto brano dell’album “Tutto De Andrè” anche se in realtà è stata una delle prime canzoni che Fabrizio concepì nella sua fantasiosa ed eclettica mente quando era ancora un bambino.
Era infatti l’anno 1953 quando, ancora bambino, l’artista apprende della notizia della brutale uccisione di una ragazza di nome Maria Boccuzzi in arte Mary Pirimpò che era costretta a fare la prostituta e il cui corpo ancora agonizzante era stato gettato dal suo assassino (rimasto ovviamente impunito) nel fiume Olona.

Ma la canzone, a quei tempi, era solo un’idea.
E l’idea rimase ancora tale finché nel 1962 l’incontro fra De Andrè e il maestro Gian Piero Reverberi, autore del celebre bolero che accompagna la voce del cantautore, produsse la creazione de “La canzone di Marinella”.

Dove sta il colpo di genio, quella struggente bellezza che ci fa amare tanto questa canzone che viene ancora cantata da tantissimi altri autori?
Sta nel fatto che De Andrè ha trasformato la tragedia in una favola triste, come avrebbe fatto un romanziere vittoriano o un poeta del Romanticismo.
Maria diventa Marinella, la ragazza senza età protagonista di una fiaba dove incontra l’amore della sua vita (nelle sembianze del perfetto principe delle fiabe) che la ama di un amore sincero, sublime, un amore da fiaba.
Ma ecco che la fiaba si spezza subito dopo, quando sul fare dell’alba Marinella fa ritorno verso casa e scivola nel fiume.

Non ci vuole molto a capire che il principe è in realtà l’aggressore di Maria Boccuzzi e che l’amore è la terribile violenza subita dalla ragazza e ci si aspetta quindi un finale crudo, uno di quelli che lascia l’amaro in bocca.
Invece De Andrè regala a questa sfortunata giovane un finale malinconico e romantico: questa è la tua canzone, Marinella, che sei volata in cielo su una stella e come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose.

Questa canzone è stata spesso oggetto di controversie, negli anni successivi la sua pubblicazione.
È stata definita un brano commerciale, politicamente corretto, banale.
Io invece penso che sia l’esempio di come anche qualcosa di turpe e tragico come può essere un omicidio, una violenza, possa diventare denuncia e ricordo imperituro grazie alla bravura e alla poetica di un genio come De Andrè.

Commenti

MikiMoz ha detto…
Sai, scoprii la verità sulla storia dietro la canzone circa venti anni fa, in un programma di seconda serata Rai.
Non trovo commerciale la scelta, anzi, la trovo poetica.

Moz-
Riccardo Giannini ha detto…
Capolavoro. Francamente le critiche mi erano sconosciute: semplicemente De André ha reso poetica la tragica morte di una donna (peraltro appartenente a quella categoria di "umili" e "ultimi" che De Andrè celebrava nelle sue canzoni). Ma lo hai spiegato benissimo nel tuo ultimo capoverso :).

Sono affezionatissimo a questa canzone perché è stata la mia prima in assoluto di Faber, poiché apriva la raccolta nella mitica cassetta arancioblu. Ovviamente da piccolo ignoravo fosse una prostituta :)
Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, la canzone di mMarinella, rappresenta una vera realtà, Bravo Fabrizio De Andrè.
Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
E' un brano straziante, commovente, bellissimo, insomma tutto meno che commerciale.
Francesca A. Vanni ha detto…
Il video è bellissimo, grazie per averlo condiviso :-)
Detto questo, la canzone di Marinella è stato uno dei primi brani di De Andrè che ho ascoltato da piccola e mi è rimasto subito nel cuore.
La vera storia l'ho scoperta di recente, grazie ad un approfondimento di Lucarelli, però ad esempio non sapevo che la melodia fosse un bolero.
Spettacolare.

ps: ma quante altre Marinelle ci saranno ancora?
Sugar Free ha detto…
Non conoscevo tutta questa storia, De Andrè ha avuto una grandissima sensibilità nel raccontare la storia di una povera ragazza costretta a prostituirsi.
Ora capisco meglio perché lo chiamano il poeta della povera gente.
Grazie per il post :-)
Fabrizio De Andrè è un grande, le sue canzoni sono sempre significative.
Saluti a presto.
Ofelia Deville ha detto…
@Per tutti
Do una risposta corale, siamo tutti d'accordo nel definire Fabrizio De Andrè un poeta e un uomo di grande umanità, che ha sempre affrontato tematiche scomode e difficili con delicatezza e umiltà.

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